domenica 24 febbraio 2019

Primarie del Partito Democratico, 3 marzo 2019

Domenica 3 marzo 2019, presso l'Auditorium di via Rossini a Gerenzano, saranno allestiti i seggi  delle Primarie del Partito Democratico per la scelta del nuovo Segretario nazionale.
In corsa:

- Roberto Giachetti
- Maurizio Martina
- Nicola Zingaretti

Potranno votare
a) tutti i cittadini regolarmente presenti nelle liste elettorali
b) i giovani tra i 16 e i 18 anni e gli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno, previa registrazione al seguente link.
I seggi saranno aperti dalle ore 8 alle ore 20.


venerdì 29 giugno 2018

Ascoltare i cittadini e parlare ai cittadini

Negli ultimi tempi va di moda dire che il Partito Democratico ha pagato con una significativa perdita di consensi il fatto di non aver saputo ascoltare i cittadini.
Ora, è ovvio che la politica deve sempre porre attenzione a quelli che sono i bisogni dei cittadini, ma temo che questa "analisi", ripetuta come un mantra da numerosi commentatori, sia semplicemente fuorviante.
Cosa avrebbe dovuto fare il Pd secondo costoro, mettersi a sbraitare contro i migranti una volta resosi conto che la propaganda xenofoba faceva presa sull'elettorato?
Per me la funzione della politica dovrebbe essere quella di porsi alla guida dell'opione pubblica, di permetterle di maturare, di farla progredire, proponendo una visione d'avanguardia; non quella di rispecchiare passivamente le tendenze della maggioranza o di fare propri i luoghi comuni diffusi nelle masse, cavalcandoli al fine di conquistare il potere. Questo è quello che storicamente fanno i demagoghi, e ne abbiamo esempi molto eloquenti - addirittura paradigmatici - qui in Italia oggi.
Io direi piuttosto che il Pd non ha saputo parlare alla gente. Da qui dovrebbe partire un'analisi dei motivi della debacle del partito che non rinneghi le tante cose buone e giuste fatte e difese dal Pd fino ad oggi, che è opportuno continuare a sostenere.  

giovedì 31 maggio 2018

L'augurio

L'augurio migliore che mi sento di fare alla nazione italiana nell'imminenza della nascita di un nuovo Governo ispirato alla dottrina di Salvini e Di Maio è quello che il neonato esecutivo abbia un effetto simile a un vaccino che, inoculato nel ventre molle dello Stato, ne metta l'organismo in tensione per stimolare poi una prepotente reazione immunitaria.
Se così non fosse, temo che sconteremo tutti quanti i danni provocati dall'azione politica di questi due presuntuosi inetti per almeno una generazione.

martedì 24 aprile 2018

Il momento del Pd e la strategia politica

Premesso che sono fra coloro che ancora oggi credono al progetto del Pd come partito a vocazione maggioratiria (una prospettiva naturalmente praticabile solo in presenza di una legge elettorale maggioritaria, che tutte le forze politiche - Lega e M5S per primi - hanno fatto di tutto per rigettare), mi chiedo come sia giusto gestire, dal punto di vista democratico, l'attuale momento politico alla luce dello schema proporzionale, in virtù del quale i "vincitori" delle elezioni sono tali solo in senso platonico.
Cosa conviene fare dunque al Pd? Stare all'opposizione sarebbe forse la cosa più semplice e magari anche l'opzione più redditizia dal punto di vista del consenso, soprattutto se, come credo, un asse M5S-Lega (con o senza l'eventuale appoggio esterno di Forza Italia) portasse alla costituzione di un ibrido quasi impresentabile, tra impuntature estremistiche, operazioni demagogiche, amenità diffuse. Certo che, per l'Italia, un Salvini al potere sarebbe una vera e propria iattura.
Sarebbe dunque il caso di addivenire a una alleanza col M5S? Ora, io ho sempre pensato che una allenza convenga farla solo se si ha la possibilità di "dare le carte", o se si può realizzare davvero un accordo paritario con il proprio partner politico: fare la ruota di scorta di un Governo grillino porterebbe alla morte del Pd.
Di conseguenza, le condizioni essenziali per stringere un patto di Governo con il M5S dovrebbero essere: 1) Il reciproco rispetto e il pubblico riconoscimento della valenza politica dell'interlocutore; 2) La condivisione di una base programmatica, a partire dalla possibilità di non rinnegare tutto quanto di buono fatto dal Pd nell'ultima legislatura; 3) La costruzione comune della squadra di Governo sulla base di ragionevoli mediazioni, senza veti e imposizioni.
L'eventuale patto di Governo dovrebbe poi essere sottoposto all'approvazione degli iscritti al Pd (come avvenuto in Germania per la scelta dell'SPD di entrare nel Governo Merkel).
Dato che tutte queste condizioni mi sembrano molto difficili da ottenere, soprattutto visti i tempi giocoforza ristretti della trattativa, penso che lo sbocco più probabile dell'attuale situazione di stallo sia un Governo tecnico con un mandato di scopo della durata di un anno al massimo, con la garanzia del Presidente della Repubblica.

martedì 6 marzo 2018

Elezioni politiche 2018 a Gerenzano: i risultati

Ecco i risultati delle Elezioni Politiche 2018 a Gerenzano, partito per partito, prendendo in considerazione le forze politiche principali.

Per la Camera:

- Lega  1675 voti
- M5S  1452 voti
- Partito Democratico  1075 voti
- Forza Italia  741 voti
- Fratelli d'Italia  243 voti
- Noi con l'Italia Udc  190 voti
- +Europa con Emma Bonino  146 voti
- Liberi e Uguali  107 voti
- Casapound Italia  60 voti
- Potere al Popolo  38 voti

Per il Senato:

- Lega  1507 voti
- M5S  1437 voti
- Partito Democratico  994 voti
- Forza Italia  692 voti
- Fratelli d'Italia  235 voti
- Noi con l'Italia Udc  167 voti
- +Europa con Emma Bonino  120 voti
- Liberi e Uguali  98 voti
- Casapound Italia  56 voti
- Potere al Popolo  32 voti
  

venerdì 2 marzo 2018

Scelta politica

Si chiude oggi una campagna elettorale durante la quale, per una precisa scelta politica, non ho voluto scrivere nulla su questo blog. In realtà avrei avuto molto da dire: sulla paradossale comicità di tanta parte della destra, sulla superficiale arroganza dei grillini, sull'utilizzo pretestuoso di categorie come fascismo e antifascismo, sulla disinvolta imprecisione con cui si individuano e si maneggiano concetti come neoliberismo o razzismo, sulla regressione di una fetta intera della sinistra italiana a un utopismo di stampo premarxista illogico, ingenuo e decisamente puerile.
Ho preferito non dire nulla, da una parte, perché troppi parlavano a sproposito, dall'altra perché sono convinto che quando si sta al Governo si dovrebbe lasciare che quanto si è concretamente realizzato parli per noi; e il partito in cui bene o male mi riconosco, il Partito democratico, con tutti i suoi innegabili limiti, viene da anni di Governo in cui ha fatto tanto e ha fatto bene.
Ho deciso dunque di testimoniare il mio modo di vedere le cose nella maniera più sobria e tradizionale: distribuendo i volantini dei candidati, allestendo gazebi in piazza, attacchinando manifesti; e ora mi sento perfettamente tranquillo, profondamente consapevole e assolutamente convinto della mia scelta di campo.
E se pure il gruppo politico che sostengo dovesse subire una sconfitta, pazienza; chiunque si trovasse a prevalere, per qualsiasi ragione, sarebbe il legittimo beneficiario delle regole del libero gioco democratico. Gli farei allora i complimenti e continuerei nel contempo a sostenere la bontà e la razionalità del mio modo di vedere le cose.

domenica 4 febbraio 2018

In morte di Luciano Garbelli

E' scomparso ieri Luciano Garbelli, decano della sinistra gerenzanese. Aveva 78 anni, e a lungo è stato il punto di riferimento della sua parte politica in Consiglio comunale: prima - per quasi trent'anni -, durante la Prima Repubblica, nelle file del Pci; poi, tra il 2002 e il 2007, con la rappresentanza dell'Ulivo. Una vita all'opposizione, anche se, probabilmente, in parecchie occasioni, tanto meglio avrebbe saputo fare di quelli che tenevano le redini dell'amministrazione.
Era uno di coloro che meglio conoscevano Gerenzano e il suo territorio; di lui si ricorda l'impegno attivo per la chiusura della discarica, nel corso di tutti gli anni ottanta. Era un uomo di assoluta rettitudine, di grande acutezza e dalla straordinaria forza di volontà, Luciano: un incidente sul lavoro, moltissimi anni fa, gli aveva portato via un braccio; ma te ne accorgevi appena, perché la sua operosità superava di gran lunga quella della maggior parte delle persone che le braccia le hanno tutte e due.
Era anche un comunista vero, seppure sui generis: una volta gli ho sentito dire che ognuno avrebbe dovuto percepire un salario assolutamente in linea con la resa concreta e calcolabile del suo lavoro, vale a dire con quella che gli economisti chiamano produttività, depurata però dalle sofisticazioni derivanti non solo dal possesso dei mezzi di produzione ma anche dalle rendite di posizione che discendono dalle asimmetrie informative: e che la maggior parte delle ingiustizie, e l'impossibilità di attuare criteri distributivi minimamente efficienti discendono dal mancato rispetto di questo elementare principio. Un'idea certo utopistica, forse ingenua, ma se non altro di chiarezza cristallina.
Fece parte anche della lista di Gerenzano Democratica in occasione delle elezioni amministrative del giugno scorso. Era già malato, e purtroppo non fu in grado di dare il proprio contributo alla nostra avventura durante la campagna elettorale, ma insistemmo ugualmente perché fosse dei nostri: lo consideravamo una specie di bandiera.
In fondo, era un uomo d'altri tempi come ce ne sono in tutti i tempi, per usare le parole di Vasco Pratolini: una citazione che forse gli sarebbe piaciuta.
So che spesso, con gli amici più stretti, usava sedersi intorno a un tavolo, con un fiasco di vino in mezzo, a parlare di politica. E' bello ricordarlo così, e ringraziarlo per tutto quello che è stato.