domenica 31 ottobre 2010

I disordini di Brescia e noi

A Brescia alcune centinaia immigrati sono scesi in piazza, senza essere autorizzati dal Comune e dalla Questura, per protestare contro la mancata inclusione nella sanatoria destinata a colf e badanti irregolari degli stranieri già condannati per il reato di immigrazione clandestina. Le forze dell'ordine hanno optato per lo sgombero forzato del presidio a cui gli immigrati avevano dato luogo, ne sono nati dei disordini e un pugno di stranieri è salito per protesta su una gru del cantiere della nuova metropolitana. Il Comune giustifica la mancata concessione del permesso di manifestare con la contemporanea celebrazione della festa degli alpini; i rappresentanti degli immigrati giustificano la protesta dicendo che da settimane chiedevano un incontro con le istituzioni senza ottenere risposta.
Al di là della dinamica dei fatti, che fornisce buone ragioni a entrambi i contendenti, è importante rimarcare che episodi come quello di Brescia possono avere luogo in qualsiasi plaga del nord industrializzato; anche da noi, anche qui in provincia di Varese. Il motivo è semplice: vi sono persone che sono di fatto pienamente inserite, in maniera regolare o no, nel nostro tessuto produttivo, ma di cui esitiamo a favorire l'inserimento nel nostro tessuto sociale, e a cui esitiamo a concedere un riconoscimento dal punto di vista civile; questo naturalmente crea in quelle persone disagio e contribuisce ad alzare la tensione fra "noi" e "loro".
Di fronte a questa situazione c'è una forza politica che gode di un largo seguito, la Lega Nord, che talvolta si nasconde dietro slogan rozzi, ridicoli e inattuabili (come "mandiamoli tutti a casa"), e in concreto non fa assolutamente nulla per affrontare il problema, anzi lo lascia incancrenire di proposito, perché sul suo perpetuarsi si fonda parte delle sue fortune.
Ogni persona di buon senso non dovrebbe invece fare molta fatica a capire che, per prendere questa situazione in mano, si devono creare attivamente le condizioni per un'integrazione vera: diritti riconosciuti in cambio dell'assimilazione di regole del vivere civile che per noi sono imprescindibili.
Faccio due esempi, che potrebbero tranquillamente riguardare Gerenzano: 1) Se l'amministrazione, anziché agitare di fronte ai cittadini lo spauracchio dei giovani islamici che infastidiscono le ragazze italiane, favorisse la creazione di una "Consulta degli immigrati" attraverso cui circoscrivere e contrastare i pochi individui che si rendono responsabili di comportamenti di questo tipo, io approverei. 2) Se l'amministrazione deliberasse di vietare l'uso del burqa in pubblico (cosa abbastanza inutile, ma che ultimamente sembra aver assunto un certo valore simbolico), dopo aver permesso la destinazione di un edificio a moschea per le preghiere degli islamici qui a Gerenzano, io approverei (a questo proposito, si parla della costruzione di una nuova chiesa destinata a servire i residenti che si trovano al di là della varesina; non sarebbe il caso di cominciare a pensare anche, in contemporanea, a una prima moschea a Gerenzano? O si ritiene che "certa gente" non abbia il diritto di professare la propria religione, e si vuole avvalorare lo stantio luogo comune secondo il quale le moschee sarebbero solo covi di fondamentalisti? Andiamo, cerchiamo di ragionare con lucidità e di avere il coraggio di fare scelte giuste, mettendo da parte le nostre irrazionali paure...)

sabato 30 ottobre 2010

Razzismo a Gerenzano: ultima puntata

Il 28 ottobre si è tenuta la prima udienza di fronte al giudice per decidere in merito al ricorso presentato dall'associazione Avvocati per niente contro il comune di Gerenzano, per via delle frasi razziste scritte dall'assessore Cristiano Borghi in un articolo comparso sul Filodiretto nel maggio 2009, e riportate anche sul sito del Comune.
Il giudice, anziché emettere una sentenza, ha proposto una conciliazione: Avvocati per niente dovrebbe ritirare il ricorso in cambio della cancellazione delle frasi di Cristiano Borghi dal sito del comune (http://www.comunegerenzano.it/). Pare che i ricorrenti siano ben disposti verso la proposta del giudice, mentre il comune si sia riservato la possibilità di prendere una decisione entro il 23 novembre, data della prossima convocazione delle parti.
Come ho già avuto modo di dire, a mio parere il ricorso non ha una grande utilità, in primo luogo perché dietro le parole di Borghi c'è una questione politica piuttosto ingombrante, quella della conclamata xenofobia dei militanti leghisti, che in sede politica va affrontata; in secondo luogo perché anche nell'eventualità di una ritrattazione delle parole di Borghi - specie se non si stabilisce in aggiunta una sanzione pecuniaria - non si ottiene alcunché di concreto: dietro la facciata del rispetto formale di una sentenza, Borghi e chi la pensa come lui rimangono, senza conseguenze, perfettamente ancorati alle proprie posizioni xenofobe.
In questo caso, però, si rischia di sfiorare addirittura la farsa: la rimozione delle frasi dal sito ha un debolissimo valore simbolico (nessuno ha letto le parole di Borghi sul sito, tutti le hanno lette sul giornalino comunale uscito ormai un anno e mezzo fa!), e il fatto che ci si arrivi per mezzo di una concilizione non stigmatizza affatto l'atteggiamento deliberatamente razzista dell'assessore, in assoluta coerenza con i presupposti della politica leghista; al contrario, si stabilisce che l'assessore ha solo "esagerato un po'", si è magari lasciato prendere la mano, ha peccato di mancanza di senso di opportunità, ma la sua condotta in fondo non è così grave da meritare un'autentica censura.
La cosa stupefacente è che i ricorrenti si mostrano di buon grado disposti alla conciliazione, mentre i leghisti ritengono di doverci pensare su. Ma come, si fanno fuoco e fiamme per portare Cristiano Borghi in tribunale, si impugna con insistenza la clava giudiziaria, e poi ci sia accontenta di un risultato così modesto? Mah...

venerdì 29 ottobre 2010

Chi beneficerà del nuovo PGT?

Alla vigilia del termine ultimo per la presentazione di osservazioni relative alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la parte più importante del Piano di Governo del Territorio recentemente approvata dal nostro Consiglio comunale, non è stata ancora soddisfatta la richiesta della lista civica Insieme per Gerenzano di conoscere i nomi dei proprietari di quei terreni che con l'adozione del PGT potranno diventare edificabili.
Naturalmente la richiesta non è stata fatta per stigmatizzare senza distinzione chiunque tragga vantaggio dal cambio di destinazione del proprio terreno di proprietà; si vuole soltanto verificare se, tra i possessori dei terreni, ci sia qualche membro dell'attuale maggioranza leghista, o qualche parente o qualche amico di chi siede oggi in Consiglio comunale. Ci si vuole assicurare, insomma, che determinate scelte strategiche siano state fatte sulla scorta di una visione urbanistica magari criticabile ma coerente e disinteressata, e non piuttosto sulla base di logiche di altro tipo.
Al di là di queste considerazioni, comunque, ripercorrendo il lavoro fatto per la stesura del PGT, rimane incomprensibile la palese sottovalutazione della futura consistenza numerica della popolazione di Gerenzano, che potrebbe avere rispercussioni non piccole su tutto il sistema dei servizi destinati ai cittadini. E' questo l'aspetto più grave della questione, quello a proposito del quale tutti dovrebbero drizzare le antenne.

giovedì 28 ottobre 2010

Nuove tecnologie nelle nostre scuole

Quanto siamo disposti a investire, qui a Gerenzano, per rendere migliori le nostre scuole? In una fase storica in cui il Governo sembra voler abbandonare a se stessa la scuola pubblica, il ruolo degli enti locali, per quanto loro compete, diventa importantissimo.
Ora, negli ultimi anni, stanno prendendo piede tecnologie che offrono appigli per realizzare una didattica più articolata, vivace, coinvolgente, realmente interattiva: non penso tanto ai computer (che pure è necessario sapere usare) quanto alle lavagne interattive multimediali (LIM). Le LIM consentono di proiettare filmati, di ascoltare file audio, di esercitarsi in una determinata materia disponendo di correzioni automatiche, di realizzare in tempo reale collegamenti logici tra testi e immagini che risultino immediatamente evidenti; rappresentano insomma un vero strumento di educazione alla multimedialità, nel senso più positivo del termine. Esse possono valorizzare l'attività dell'insegnante di fronte alla classe nel suo insieme, e sfruttare al meglio l'evoluzione dei classici libri di testo, che da oggetti puramente cartacei si stanno trasformando in "pacchetti di contenuti" trasmissibili con una molteplicità di mezzi differenti.
Ecco, decidere di dotare ogni aula delle nostre scuole elementari e medie di una LIM (cosa che il Ministero neppure si sogna di fare: oggi, quando va bene, esiste una sola lavagna interattiva in ogni scuola, e il suo utilizzo non può che essere sporadico) per un paese come il nostro sarebbe una scelta davvero lungimirante.
Infatti, mentre la pretesa, accampata da alcuni dirigenti scolastici, di sostituire il vecchio libro di testo col computer è puramente illusoria (i computer costano troppo e invecchiano troppo rapidamente perchè si possa pensare che lo Stato ne fornisca uno ad ogni studente; inoltre, di per sé, non offrono contenuti strutturati, ma li possono soltanto veicolare. Se, come qualcuno ha pensato di fare, si facesse acquistare a ciascuno studente un portatile anziché i vecchi libri, chi e su quale base dovrebbe poi selezionare, strutturare e confezionare i contenuti che sono il vero oggetto dell'insegnamento? Forse gli insegnanti, sulla base delle loro nude competenze e di nozioni desunte da Internet? Ma quanti sono relamente in grado di farlo? E la qualità dell'insegnamento migliorerebbe o peggiorerebbe?) la LIM, affiancandosi a libri evoluti nella loro composizione e nei supporti di cui sono dotati, può davvero ampliare le prospettive della didattica.
Se facessi parte del Comitato genitori porrei l'adozione della LIM in ogni aula come una priorità. Se fossi nei panni del Sindaco di Gerenzano, e tenessi alla qualità delle mie scuole pubbliche, considererei questo un investimento intelligente.

mercoledì 27 ottobre 2010

Le scuole di Gerenzano

Sono venuto a sapere che la nuova ala della scuola elementare di Gerenzano (ora si chiama "scuola primaria"), all'interno del plesso "Papa Giovanni XXIII", sta dando qualche problema a insegnanti e allievi. Mi è stato riferito infatti che ci sono infiltrazioni visibili nel soffitto delle aule, e pare addirittura che quest'estate, fortunatamente quando la scuola era vuota, in un'aula sia caduta a terra una plafoniera; sarà inoltre necessario rimettere mano ai pavimenti degli spogliatoi della palestra, non realizzati, come da normativa vigente, in materiale antiscivolo.
Senza voler fare polemiche pretestuose, bisognerà pur dire che nel momento in cui i lavori sono davvero terminati - dopo un paio di inaugurazioni fittizie in periodo pre-elettorale - era lecito aspettarsi che tutto fosse effettivamente in ordine.
E se ci sono magagne, come detta il buon senso, occorre porvi rimedio quanto prima e non cercare di dissimulare i problemi che la struttura palesa.
Lo sottolineo perché mi è giunta voce che, dopo l'ingresso nella scuola dei consiglieri comunali d'opposizione Pierangelo Borghi e Vincenzo Amati, che intendevano fotografare i difetti della costruzione, qualcuno all'interno della Lega ha lanciato l'idea di far approvare un regolamento che impedisca ai consiglieri l'accesso alle strutture scolastiche. Un'idea piuttosto sciocca, non solo perché contravviene agli obblighi di trasparenza sul proprio operato a cui qualsiasi amministrazione dovrebbe essere tenuta, non solo perché una norma del genere va contro la legge (le scuole sono edifici pubblici...), ma anche perché certe cose si vengono comunque a sapere; come è successo a me, che per caso ho avuto modo di raccogliere le osservazioni di chi in quell'edificio ci lavora.

martedì 26 ottobre 2010

Una casa dell'acqua per Gerenzano

Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che Gerenzano non riesce mai, in nessun settore, a essere un paese innovativo, propositivo, all'avanguardia.
Faccio un esempio. Molti dei paesi a noi vicini hanno ormai da mesi adottato una soluzione semplice e intelligente per mettere a disposizione dei cittadini acqua da bere gratis o quasi, offrendo loro un'alternativa che non li costringa a comprare settimanalmente al supermercato la classica confezione di bottiglie di plastica: l'allestimento di una Casa dell'acqua.
E' strano che un'amministrazione a parole assai attenta all'ambiente come la nostra non ci abbia ancora pensato.
Si sa infatti che il trasporto dell'acqua da un capo all'altro dell'Italia - che per più dell'80 percento avviene su gomma - è stato spesso stigmatizzato come un'inutile e facilmente eliminabile causa di inquinamento atmosferico; senza tenere conto del fatto che i costi del trasporto li paghiamo noi quando acquistiamo le bottiglie al supermercato, e che quelle bottiglie rimangono per giorni in balia di agenti atmosferici (passaggi dal caldo al freddo, esposizione al sole...) che rischiano di alterare le qualità chimiche e organolettiche del loro contenuto.
Una Casa dell'acqua (che ha costi minimi, perché per l'allestimento si può contare sui fondi stanziati dal Ministero dell'Ambiente) mette invece a disposizione - grazie a una chiavetta fornita ai residenti - l'acqua dell'acquedotto (il più ovvio dei prodotti "km zero"), adeguatamente filtrata, offerta a diverse temperature e con la possibilità di addizionarla di anidride carbonica. L'acqua naturale, di solito, è del tutto gratuita; quella frizzante si paga pochi centesimi al litro.
Il luogo idoneo per la collocazione del chiosco di distribuzione è facilmente individuabile: potrebbe essere, ad esempio, largo Fagnani, dove si trova ancora una cabina telefonica praticamente inutilizzata e tranquillamente sostituibile con una Casa dell'acqua.
Quanto tempo dovrà passare perché anche i gerenzanesi abbiano a disposizione un servizio del genere?

lunedì 25 ottobre 2010

FINESTRA ITALIANA

Questione dei rifiuti a Napoli: chi ha ragione? Onestamente devo ammettere di non essere riuscito a darmi una risposta definitiva. 
Proviamo a considerare i dati a nostra disposizione. Diciamo innanzituitto che la questione è annosa: da molto tempo, per vari motivi (infiltrazioni criminose nelle aziende che si occupano dello smaltimento; superficialità, pigrizia o eccessiva indulgenza della politica nei confronti del problema; sovrapposizione di funzioni e opacità della catena delle responsabilità; complessa morfologia del territorio campano...), non si riesce a strutturare un ciclo dei rifiuti con un minimo di efficienza. 
Quando 2 anni e mezzo fa Berlusconi prese il potere adottò misure draconiane per risolvere l'emergenza delle montagne di spazzatura abbandonata lungo le strade: riattivò i treni con le balle di rifiuti destinati allo smaltimento in Germania, dispose il completamento del contestatissimo termovalorizzatore di Acerra (che però potrà essere attivato a pieno regime solo tra qualche anno), riaprì temporaneamente alcune vecchie discariche sottraendole alla giurisdizione dei comuni di appartenenza e affidandole ai militari.
Una volta terminata l'emergenza e allentata la morsa dell'attenzione mediatica, però, Berlusconi e suoi "dimenticarono" di prendere provvedimenti che potessero risolvere in maniera duratura il problema dell'efficienza del ciclo dei rifiuti nel napoletano (cosa che si sarebbe potuta fare concentradosi, ad esempio, sull'avvio della raccolta differenziata): come spesso accade in Italia, si lasciò che la piaga incancrenisse.
Ora, cosa sta accadendo? La discarica di Terzigno, un sito stracolmo, dove in passato sono stati sversati illegalmenti rifiuti tossici, che hanno inquinato la falda acquifera provocando un aumento della percentuale di tumori, di aborti spontanei e di malformazioni nei feti dei nascituri, non riesce più a contenere i rifiuti che Napoli produce. Siccome agli amministratori e agli abitanti, che già hanno pagato un prezzo piuttosto alto per l'utilizzo illegale della discarica, era stato promesso che finita l'emergenza i rifiuti non sarebbero più stati sversati lì, nel momento in cui si è deciso di aprire poco lontano un'altra discarica (la cosiddetta cava Vitiello) che promette di diventare la più grande d'Europa, c'è stata una vera e propria sollevazione popolare.
In questo momento, i rivoltosi - che magari sono anche fomentati da gruppi di facinorosi, ma comprendono persone assolutamente normali - non vogliono sentire ragioni: senza la promessa scritta che cava Vitiello non sarà aperta la protesta non finirà.
Davanti a una situazione di questo tipo io mi limito a osservare 1) che incendiare i camion e prendere a sprangate i poliziotti è una cosa intollerabile, anche se probabilmente in quelle zone lo Stato non ha mai fatto granché per apparire autorevole e rispettabile agli occhi dei cittadini: la rivolta popolare è forse un mezzo usato da chi ha imparato dall'esperienza che solo con l'uso della forza si può dare valore al proprio punto di vista; 2) che è da irresponsabili promettere agli abitanti di un comune di chiudere una discarica e poi riaprirne un'altra a due chilometri di distanza senza pensare ad alternative praticabili.
Adesso, comunque vadano le cose, questa vicenda si concluderà con una sconfitta delle istituzioni, sia che arretrino di fronte alla violenza dei cittadini, sia che impongano in modo odioso con la forza una soluzione sbagliata.


P.S. la prossima settimana, a partire da martedì 2 novembre, sarò a Napoli per lavoro. Avrò quindi l'occasione di constatare personalmente se la promessa del nostro premier di togliere i rifiuti dalle strade entro 10 giorni sarà stata mantenuta.

domenica 24 ottobre 2010

Un nuovo segretario per il Pd di Gerenzano

Il circolo del Partito Democratico di Gerenzano ha scelto il suo nuovo segretario: si tratta di Claudia Scrufari, 37 anni, laureata in scienze politiche, funzionario di Pubblica Amministrazione, residente a Gerenzano da una ventina d'anni, legata alla corrente che fa capo al senatore Ignazio Marino.
Sostenuta dalla lista Democratici per Gerenzano, Claudia Scrufari ha presentato la sua candidatura sulla base di un programma costituito da cinque punti qualificanti:
1) L'obiettivo di radicare maggiormente il Pd sul territorio, sfruttando ogni mezzo possibile, dai gazebo domenicali per incontrare i cittadini alle serate tematiche per analizzare le problematiche specifiche del nostro paese e della nostra provincia; dai volantinaggi all'utilizzo dei mezzi informatici per raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di persone.
2) La ricerca di ampie convergenze con le realtà politiche e associative, compatibili con i principi su cui il Pd è fondato, già presenti in paese, in primo luogo la lista civica Insieme per Gerenzano.
3) L'intensificazione dei rapporti con gli altri circoli del saronnese, per arrivare a possedere la forza e le risorse necessarie per approntare iniziative concrete atte a fronteggiare emergenze sociali come il problema del lavoro e quello dei nuovi poveri.
4) Uno stretto collegamento con le realtà di impegno sociale, civile ed ecologico presenti a Gerenzano (il comitato Gerenzano Accoglie, la Proloco, il Comitato Genitori, l'associazione Il gelso...).
5) Il tentativo di collaborare con la parrocchia per sostenere ogni iniziativa volta a mettere in campo politiche di accoglienza per gli stranieri e di contrasto al razzismo e alla xenofobia.
Avendola personalmente sostenuta, auguro a Claudia di riuscire a mettere in atto tutti questi progetti.
Il neosegretario succede a Pierangelo Pedersini, encomiabile per l'impegno profuso negli ultimi anni, che ha scelto di non ricandidarsi per occuparsi dell'allestimento di un coordinamento sovracomunale di tutti i circoli Pd del saronnese, essenziale perché il partito possa raggiungere quella "massa critica" necessaria a incidere con maggiore efficacia sulla nostra realtà territoriale.

sabato 23 ottobre 2010

L'amministrazione leghista in tribunale

Le associazioni Avvocati per niente e Farsi prossimo hanno di nuovo presentato ricorso contro il Comune di Gerenzano per il famigerato articolo xenofobo dell'assessore Cristiano Borghi - quello con cui si invitavano i gerenzanesi a non vendere e a non affittare case agli stranieri - comparso sul foglio informativo della giunta leghista, il Filodiretto coi cittadini, ormai 1 anno e mezzo fa.
Il primo ricorso era stato respinto per questioni sostanzialmente procedurali, anche se la vicesindaco Vanzulli aveva enfatizzato alcune delle frasi con cui la sentenza del giudice era motivata per far passare l'idea che le accuse di razzismo mosse a Borghi fossero inconsistenti. Ora le due associazioni, che già sono intervenute meritoriamente e con successo contro l'amministrazione leghista di Tradate, che aveva escluso le famiglie straniere dal cosiddetto "bonus bebè", ripresentano tutta la documentazione confidando in un esito legale diverso. In sostanza, si vuole che il giudice sancisca le affermazioni di Cristiano Borghi come razziste e discriminatorie.
Le motivazioni che animano Avvocati per niente e Farsi prossimo sono encomiabili, ma io, come ho già detto altre volte, non sono sicuro che fosse il caso di adire alle vie legali, perché certe questioni si risolvono politicamente e culturalmente. Il ricorso contro il Comune di Tradate era ineccepibile, perché poteva avere, come in effetti ha avuto, la conseguenza positiva di far arrivare il denaro del bonus bebè anche a quelle famiglie di immigrati che, forse, più di altre ne avevano bisogno. Ma in questo caso, che cosa si può ottenere? Forse una sanzione pecuniaria - che probabilmente pagherà il Comune -, e magari una ritrattazione scritta del tutto insincera da parte dell'assessore Borghi.
Secondo me, il questo caso, vale un po' il discorso che si dovrebbe fare per l'assurda proposta di imporre per legge la verità storica della Shoah, avanzata da alcune organizzazioni ebraiche: la ragionevolezza non si impone impugnando il diritto come una clava, così come la testa delle persone non si cambia con una sentenza.

venerdì 22 ottobre 2010

Le strade di Gerenzano

Ho notato che in questi giorni si sta realizzando l'allargamento della carreggiata su cui corre via Carducci, la strada che sbuca sulla Varesina, nei pressi del ponte dell'autostrada.
L'allargamento è più che mai opportuno: in via Carducci il traffico è spesso intenso, e se si incrociano un'automobile e un mezzo pesante fanno quasi fatica a passare. Mi auguro che sia stata prevista anche una pista ciclabile, visto che la mattina la strada è percorsa anche da tanti ragazzi in bicicletta che vanno a scuola a Saronno.
L'intervento, per la verità, viene compiuto con anni di ritardo, perché chiuque passasse abitualmente di lì si rendeva conto di come la larghezza della carreggiata fosse inadeguata.. Del resto è tutta la manutenzione stradale che a Gerenzano lascia abbastanza a desiderare: in molti comuni le strade si riempiono di buche in inverno, quando col gelo l'asfalto più facilmente si sbriciola; a Gerenzano le buche, a volte mal rappezzate, ci sono tutto l'anno. E poi, pensiamo ai monumentali dossi costruiti qualche anno fa con mattoncini autobloccanti (esemplare quello di via Risorgimento), che si stanno frantumando pezzo dopo pezzo.
Io mi sono reso conto dello stato di dissesto delle nostre strade soprattutto quando la mia compagna era incinta, ed era piuttosto infastidita dai sobbalzi che non poteva evitare quando giravamo per il paese in macchina.
Ora, dato che il problema non è sporadico o episodico, io mi chiedo: si tratta di una carenza di stanziamenti, di scarsa sensibilità dei nostri amministratori per la questione, oppure vengono utilizzati materiali scadenti dall'impresa titolare dell'appalto? Io, onestamente, non l'ho ancora capito.

giovedì 21 ottobre 2010

Lombardia nucleare

Cosa direbbero i cittadini di Gerenzano se il Governo decidesse, ad esempio, di costruire una centrale nucleare nel varesotto?
In effetti, negli ultimi giorni, si è ventilata la possibilità di costruire proprio in Lombardia una delle nuove centrali nucleari previste dal piano governativo che vuole rilanciare questa forma di produzione dell'energia. Le zone di cui hanno parlato i giornali sono in realtà quella fra Mantova e Cremona, e quella tra Milano e Lodi; ma anche la nostra zona, per caratteristiche geomorfologiche, climatiche e sismiche potrebbe essere ritenuta idonea per l'istallazione di un impianto di quel tipo.
Roberto Formigoni, imbarazzatissimo, ha biascicato che siccome la Lombardia è già adeguatamente "coperta" dal punto di vista della fornitura energetica non ha bisogno di centrali nucleari; come se la dislocazione delle centrali dovesse rispondere ai criteri di una sorta di "federalismo nucleare" basato sul fabbisogno regionale (che, fra l'altro, vedrebbe comunque la Lombardia nel novero delle regioni più "avide" di energia), mentre si è sempre detto che il ritorno al nucleare ha lo scopo di pagare meno l'energia (cosa di per sé molto discutibile).
Guido Podestà, presidente della provincia di Milano, ha promesso di fare le barricate nel caso venisse presa una decisione del genere, rispolverando all'occorrenza la solita logica un po' meschina del "not in my backyard". La Lega, invece, si è esibita in un silenzio raggelante e un po' vile, sperando che meno persone possibile si accorgessero della notizia.
Ma tutti costoro non sostenevano, come un sol uomo, che il ritorno al nucleare è un'assoluta necessità strategica per il nostro Paese?
Per fortuna il Pd, per una volta, ha preso ufficialmente posizione in maniera chiara contro il nucleare, la cui riadozione creerebbe più problemi di quanti potrebbe risolverne (nonostante il parere favorevole dato al progetto da scienziati anche molto autorevoli come Margherita Hack o l'oncologo Umberto Veronesi).
La questione del nucleare è comunque molto complessa: se volete farvi un'idea più precisa di tutte le implicazioni del problema vi rimando all'articolo "Perché no al nucleare" di Giuseppe Torre, che ha alle spalle una laurea in fisica nucleare, sul blog del Pd di Gerenzano  http://pdgerenzano.blogspot.com

mercoledì 20 ottobre 2010

Il nuovo direttivo di Insieme per Gerenzano

A un anno e mezzo dalle prossime elezioni amministrative, la lista civica Insieme per Gerenzano ha deciso di rinnovare il proprio direttivo per preparare al meglio l'appuntamento elettorale. Il rinnovamento avviene in larga parte nel segno della continuità, ma con alcune novità significative.
Presidente e Vicepresidente continueranno ad essere Andrea Pedrotti e Luca Zaffaroni, la cui conferma vuole rappresentare una garanzia di equilibrio e moderazione tanto per gli elettori di destra quanto per quelli di sinistra.
Il nuovo Segretario-tesoriere sarà invece Ivano Campi, che da sempre è uno degli elementi più attivi sul territorio della lista civica: col suo nuovo incarico potrà meglio seguire dal punto di vista operativo le iniziative della formazione politica, e dare concretamente ad esse un impulso decisivo, grazie anche ai suoi consolidati rapporti con le diverse associazioni.
La carica di consigliere sarà ricoperta da Pier Angelo Gianni, curatore di Gerenzanoforum, da Matteo Borghi, che incarna meglio di altri l'anima "verde" della lista civica, da Marco Pigozzi, curatore con Claudia Scrufari del blog Democity, e da Michele Tolardo, vicino alla proloco e fra i principali animatori di tutte le iniziative del gruppo.
Per trasparenza, per evitare sovrapposizioni e per facilitare i rapporti con le altre forze politiche presenti sul territorio, gli iscritti a Ipg che possiedono anche una tessera di partito hanno deciso di non far parte degli organi direttivi.
Da segnalare, perché di fondamentale importanza, è anche il mandato - che pure non si traduce in un incarico ufficiale - concesso a Dario Borghi, capogruppo Ipg in consiglio comunale, di occuparsi direttamente dei contatti con i partiti, per sondare la possibilità di allestire iniziative comuni o di stringere eventualmente vere e proprie alleanze, naturalmente su base prettamente programmatica.

martedì 19 ottobre 2010

L'osceno del villaggio: l'imbarazzante stato di abbandono del palazzo comunale

Il palazzo comunale, un po' dappertutto, costituisce una sorta di biglietto da visita di un Comune e dell'amministrazione che lo regge: esso dovrebbe ipostatizzare ed esprimere, con il suo stesso aspetto, il senso del decoro dei governanti, il loro rispetto per i cittadini, la loro idea della cosa pubblica, il loro attaccamento alle tradizioni del luogo.
In questa prospettiva è per me scandaloso che il nostro palazzo municipale giaccia da anni in stato di decadenza e direi quasi di completo abbandono. I lavori di ristrutturazione - nell'ambito dei quali è stata riscontrata più di un'irregolarità, grazie soprattutto ai rilievi del consigliere Pierangelo Borghi - sembrano fermi; l'apetto della facciata, per chi quotidianamente vi passa davanti, è davvero desolante.
Diciamo la verità: sembra un rudere. Personalmente mi è capitato di raccogliere con un po' di imbarazzo lo stupore di persone che venivano da fuori paese di fronte all'aspetto dl nostro municipio.
Mi chiedo se il Sindaco Garbelli e l'assessore ai lavori pubblici Cattaneo non abbiano niente da dire in proposito. Dobbiamo forse aspettare l'approssimarsi delle elezioni - come è tipico della peggiore politica - perché il sedicente "partito del fare" che ci governa da 16 anni sotto i simboli della Lega Nord dia un impulso decisivo all'opera di ristrutturazione?

lunedì 18 ottobre 2010

FINESTRA ITALIANA

Mentre all'interno del Pdl la tensione e la confusione crescono sempre più (c'è chi vorrebbe ridimensionare gli ex colonnelli di An rimasti fedeli a Berlusconi, riducendo la loro "quota azionaria" nel partito, che attualmente è del 30 percento; c'è chi vorrebbe esautorare il triumvirato Bondi-Verdini-La Russa per arrivare al coordinatore unico - forse la Gelmini; c'è chi vorrebbe maggiore democrazia interna nel Pdl, mostrando così di non rendersi conto dove si trova...), nel Pd si discute sulla partecipazione di alcuni esponenti del partito alla manifestazione della Fiom. 
Dico subito che secondo me è grottesco che il Pd non sappia se schierarsi con i lavoratori o con Confindustria (perché è inutile che ci si giri intorno, di questo si tratta; e di fronte a un braccio di ferro con implicazioni ricattatorie, un partito come il Pd non può che schierarsi con i lavoratori); ma è ancora più grottesco che il partito fatichi così tanto a esprimere un progetto suo, univoco, coerente e realistico di tutela del lavoro di fronte ai problemi derivanti dalla mondializzazione dei mercati, dal mercatismo selvaggio, dalla difficile congiuntura economica. 
E' questo il settore in cui, più che in altri, si fa sentire il disorientamento ideologico che accomuna tutta la sinistra (italiana ed europea). Il problema è che quasi tutti gli intellettuali e i leader di partito sono rimasti impigliati fin dagli anni novanta nel dilemma mal posto se fosse il caso di accettare la globalizzazione passivamente così com'è (come sostenevano i liberisti) o rifiutarla in toto. 
In realtà io credo che la globalizzazione - che sul lungo termine avrà effetti senza dubbio positivi perché solleverà da una condizione di povertà cronica ampi strati della popolazione mondiale - andasse semplicemente governata, con fermezza e senza timidezze nei confronti dei magnati dell'industria e dei signori della finanza mondiale. 
Se la globalizzazione, con l'abbondanza di manodopera a basso costo che mette a disposizione delle grandi aziende che "delocalizzano" la produzione, compromette gli equilibri socio-economici del mio paese, io governante non devo avere nessuna remora a mettere in atto misure protezionistiche, e trattare fino allo sfinimento con i miei industriali e i governanti dei paesi esteri per salvaguardare le condizioni di lavoro dei miei cittadini. 
Se la globalizzazione mi impone di tagliare il costo del lavoro e di introdurre una maggiore flessibilità per indurre le grandi aziende a continuare a investire in Italia, io governante devo, da una parte, agire sul "cuneo fiscale", e dall'altra evitare che si creino due classi di lavoratori e cioè i "paria" del precariato e gli ipertutelati lavoratori dipendenti: devo studiare una formula di compromesso temporaneo che mi consenta di ottenere il massimo bene per il maggior numero di lavoratori senza che mi imponga una sua visione il Marchionne di turno (e in questo momento, visti i disastri fatti in questo settore in passato anche da governi di sinistra - vero D'Alema? - io non vedo una formula più praticabile della "flexsecurity" proposta da Pietro Ichino, con tutti i difetti della formula, e con tutte le perplessità che possono suscitare altre prese di posizione di Ichino; bisogna dirlo con chiarezza, altrimenti tutti i proclami di lotta al precariato rimangono belle parole disperse al vento).
Se la globalizzazione porta tanti immigrati in Italia, io governante lavoro a fianco del sindacato per coinvolgere il più possibile questi "nuovi italiani" nel sistema di diritti messi a punto per i lavoratori nel nostro paese, per evitare che si inneschi una lotta tra poveri in cui tutti avrebbero da perdere qualcosa.
Se la globalizzazione induce molti imprenditori a delocalizzare, io governante studio sistemi per premiare quelli che rimangono in Italia, e per "punire" quelli che portano la loro produzione all'estero (se la Fiat vuole chiudere Termini Imerese per spostare la produzione in Polonia o in Croazia, io cerco la Subaru, la Toyota o la Hyundai e creo condizioni superfavorevoli perché aprano uno stabilimento in Sicilia al posto della Fiat).
Invece, purtroppo, si fatica  a esprimere una visione d'insieme, e ci si limita a litigare per stabilire di volta in volta se sia strategicamente giusto stare con Epifani, con Bonanni o con la Marcegaglia.

domenica 17 ottobre 2010

Il fiore all'occhiello della Lega Nord

Nonostante la gestione assai poco equilibrata del terrorio, il via libera sovente dato a interventi edilizi scriteriati (valga per tutti l'esempio dei palazzoni di via Stazione), le discutibili scelte urbanistiche (pensiamo alla decisione di realizzare la Tangenzialina e a quella di installare una nuova zona industriale in prossimità del "corridoio ecologico" ai confini con Uboldo), molti continuano a considerare la Lega Nord qui a Gerenzano un partito attento all'ambiente.
La fama di filoambientalismo deriva in larga parte dalla militanza, vent'anni fa, del Sindaco e di altri esponenti della giunta in quello che allora era il Comitato anti-discarica; da allora, però, con tutta evidenza molte cose sono cambiate.
Prendiamo quello che rappresenta un po' il fiore all'occhiello dell'amministrazione leghista, e che di certo resterà tutto sommato l'eredità migliore del passaggio della Lega Nord a Gerenzano, e cioè il Parco degli Aironi. Secondo me esso testimonia come l'originaria buona volontà di chi ne pretese la realizzazione sia presto tralignata per il subentrare di nuovi interessi e nuove priorità che nulla hanno a che fare con l'ambiente, e sia poi sfociata in una gestione capricciosa e incoerente che è l'emblema della mancanza di un'autentica coscienza ecologica.
Il Parco, infatti, nato dal recupero di una parte dell'antica discarica, avrebbe dovuto restituire alla sua "naturalità" una porzione di territorio, che venne circoscritta per meglio salvaguardarla e sottoporla a cure particolari che la rendessero fruibile al meglio da parte dei cittadini. La recinzione originaria non disturbava affatto, perché era molto discreta e consentiva una certa osmosi, una fusione del parco col territorio circostante.
A questo punto, però, si fecero due scelte bizzarre: la prima fu quella di piantumare il parco con piante anche non autoctone; la seconda fu quella di introdurvi animali senza preoccuparsi di programmare la loro crescita demografica.
In questo modo, da una parte la vegetazione divenne poco omogenea con quella tipica del nostro territorio e cominciò a richiedere cure particolari; d'altra parte gli animali (daini, cervi e addirittura mufloni!) si moltiplicarono a dismisura devastando tutte le piante a basso fusto e facendo terra bruciata nell'area del parco a loro riservata dove, da anni, non cresce più un filo d'erba.
Gli animali, di sicuro, ispirano tenerezza e divertono i bambini, ma se sono in cattività, affinché non venga compromesso il loro benessere, richiedono un particolare accudimento e una gestione oculata, e soprattutto hanno bisogno di spazio; non troppo lontano da noi vi sono parchi con presenze faunistiche anche più esotiche di quelle gerenzanesi, che però dispongono delle risorse per garantire ai loro ospiti tutte queste condizioni. Non così il Parco degli Aironi.
Dunque, divenuti numerosissimi, i daini cominciarono a fuggire dal parco, a popolare i boschi circostanti e a provocare incidenti spuntando nottetempo davanti alle ruote degli automobilisti sbigottiti che percorrevano le strade attigue.
Si decise allora di erigere l'attuale recinzione in ferro e cemento e di trasformare, come ha ironicamente scritto qualcuno, il Parco degli Aironi in una sorta di Guantanamo per daini.
Oggi l'area di quello che dovrebbe essere un parco naturalistico dà luogo a una sorta di compromesso fra lo zoo e il parco giochi; in ogni caso è una struttura abbastanza lontana da concetti quali il rispetto e la valorizzazione dell'ambiente. La gente lo visita comunque la domenica, e ne trae spesso un'impressione positiva. Se si guarda attorno con un po' di attenzione, però, non può non rendersi conto che il Parco degli Aironi potrebbe essere ben altra cosa.

sabato 16 ottobre 2010

La gente e la politica a Gerenzano

Qualche giorno fa stavo parlando con Dario Borghi, Consigliere comunale di Insieme per Gerenzano e tifoso interista. Dario mi faceva notare come l'Inter club Triplete di Gerenzano, a cui è iscritto, conta quasi 190 aderenti, mentre tutti i partiti dell'arco costituzionale messi insieme, qui in paese, hanno forse meno di 100 iscritti in totale. Aggiungo io che fra questi 100, le persone che si occupano davvero di politica con una certa assiduità sono al massimo una cinquantina.
Si può anche scherzare su questa situazione come abbiamo fatto noi, e si può considerarla l'ovvia conseguenza di quella che i media chiamano la "lontananza sempre più marcata dei partiti dalla gente"; resta il fatto che non è una bella cosa.
Anche perché io ho la sensazione che, al di là della disperante mediocrità che a volte connota i nostri governanti, al di là della scarsa propensione dei politici a rappresentare davvero gli elettori, dietro la disaffezione degli italiani per la politica ci sia una preoccupante involuzione della loro coscienza civica diffusa. Pare che tutti abbiano la tendenza ad aspettare che la soluzione ai problemi quotidiani che ci tocca affrontare in Italia, in Lombardia o a Gerenzano venga dall'esterno, venga calata dall'alto, e nessuno voglia prendersi personalmente alcuna responsabilità.
Non mi sembra che il fatto che i leaders politici non ci piacciano costituisca un buon motivo per allontanarsi dall'impegno; anzi, è un motivo in più per impegnarsi e per cercare di cambiare uno stato di cose che non ci soddisfa.
Dico di più: per me l'unico possibile rimedio alla lontananza dei partiti dalla gente - e alla degenerazione di democrazia in partitocrazia - è l'iscrizione in massa dei cittadini ai partiti. Solo così si può realisticamente pensare di mettere in minoranza chi conduce i partiti in maniera scriteriata o immorale, e di incidere concretamente sull'attualità della cosa pubblica. Partendo, magari, dalla nostra piccola porzione di territorio.

venerdì 15 ottobre 2010

Piste ciclabili a Gerenzano

Il Piano di Governo del Territorio da poco adottato prevede, fra le altre cose, la costruzione di numerose piste ciclabili, alcune da realizzarsi in collaborazione con i comuni confinanti, in particolare Saronno.
Il progetto, naturalmente, non può che trovarci d'accordo, anche se le piste ciclopedonali realizzate fino ad ora da questa amministrazione lasciano alquanto a desiderare, per concezione e manutenzione (pensiamo, ad esempio, a quella di via Per Uboldo).
L'unica pista ciclopedonale ben ideata e funzionale - e infatti intensamente sfruttata dai gerenzanesi - è quella di via Inglesina, che giunge fino al parco degli Aironi. La premiano le dimensioni, in parte la tecnica con cui è stata costruita (la superficie calpestabile e ciclabile è compatta e non granulosa), ma soprattutto il contesto in cui si sviluppa, con lo sguardo che può spaziare fra campi coltivati e sgombri di edifici, e arrivare, nelle giornate terse, fino alle Prealpi lombarde e addirittura alle Alpi e al gruppo del Monte Rosa.
E' vero, l'opera è costata moltissimo, più di 700mila euro, e nonostante questo si è dovuti presto intervenire con rappezzi perché le pendenze non erano state studiate bene, ed era difficoltoso il deflusso dell'acqua dopo le giornate di pioggia; è vero, l'illuminazione sembra quella della pista di atterraggio di un aeroporto, e scegliendo lampade diverse e collocandole più in alto si poteva forse ottenere un risultato ugualmente soddisfacente dal punto di vista dell'intensità luminosa risparmiando un po' di denaro e un po' di energia. Ma questo non toglie che sia una bella pista ciclabile.
Ora, è paradossale che l'unica buona pista ciclopedonale di Gerenzano sarà rovinata dall'attuazione di un Pgt con cui l'amministrazione leghista sembra invece voler mostrare una certa attenzione nei confronti di pedoni e ciclisti.
Via inglesina, infatti, sarà tagliata a metà dalla famigerata Tangenzialina - un'arteria molto larga, considerando anche le zone di rispetto - e fatalmente risulterà interrotta all'altezza di via Padania. Non solo: i terreni che restano al di qua della Tangenzialina verso il centro abitato diventeranno edificabili, e lo sguardo di chi passeggia o va in bici non potrà più spaziare come fa ora. Vi sembra una bella cosa? A me no.

giovedì 14 ottobre 2010

Un Pdl acefalo

La fase confusa, tormentata e conflittuale che il Pdl sta attraversando a livello nazionale sembra avere alcune ripercussioni significative su tutto il centrodestra extraleghista anche in Lombardia, in provincia di Varese e perfino nella nostra piccola porzione di territorio.
In Lombardia, laddove il Pdl è saldamente nelle mani della componente ciellina che fa capo a Roberto Formigoni e a Maurizio Lupi, non vi è traccia, nelle amministrazioni di centrodestra, dei tentativi di parziale composizione dello scontro in atto tra Fini e Berlusconi a cui assistiamo a Roma: la parola d'ordine, qui, è soffocare sul nascere ogni tentativo di ottenere spazio e visibilità da parte dei finiani, sbaragliarli e neutralizzarli politicamente.
Lo scontro pare particolarmente feroce in provincia di Varese, dove con Luca Ferrazzi i finiani parevano aver trovato una personalità con una certa capacità di attrazione su molti militanti del centrodestra. In realtà la strategia "repressiva" del Pdl sembra fino ad ora avere limitato moltissimo le possibilità di Ferrazzi di fare proseliti, anche se la partita non è ancora chiusa.
Ma la guerra in atto e gli sforzi che essa comporta hanno avuto conseguenze pesanti sul partito di Berlusconi soprattutto in quei comuni in cui il Pdl non è risultato ultimamente vincente: seppure in contesti diversi, è il caso di Saronno e di Gerenzano. Qui, per chi come me guardi con curiosità da avversario alle mosse dei propri dirimpettai politici, l'impressione è quella di un certo disorientamento: non si capisce a che santo vogliano votarsi i militanti, ma soprattutto non si capisce chi rappresenti il partito e coordini le sue attività; sembra che, in assenza di ordini precisi e di una salda guida "dall'alto", il Pdl risulti totalmente acefalo a livello locale. O forse mi sbaglio?

mercoledì 13 ottobre 2010

Una rotonda... sulla statale

Mi è giunta notizia che non verrà più realizzata la rotonda prevista all'incrocio tra via Stazione, via 20 settembre e via Clerici, cioè la rotonda che avrebbe dovuto disciplinare il consistente flusso di traffico automobilistico che insisterà nelle ore di punta su quella zona della statale Varesina quando i nuovi palazzoni presso la stazione ferroviaria si riempiranno (ora sono semivuoti).
L'opera doveva essere finanziata dalla Regione, la quale, però, pare non abbia più soldi da stanziare per interventi di questo tipo.
Ora, la notizia è piuttosto grave, perché quella rotonda (sebbene, a mio parere, concepita con una certa approssimazione, senza tenere conto davvero delle dinamiche del flusso automobilistico in corrispondenza dell'incrocio) costituiva un po' il perno della nuova viabilità studiata, insieme all'amministrazione di Turate, per evitare che quel tratto già trafficatissimo della Varesina si ingolfasse ancora di più paralizzando la circolazione stradale.
Maliziosamente mi viene da dire che il blocco degli stanziamenti è piuttosto strano, perché l'amministrazione leghista - che gode di ottime entrature in Consiglio Regionale - ha sempre fatto mostra di considerare il problema del traffico che attraversa Gerenzano una priorità, tanto da insistere con assoluta determinazione sulla necessità di realizzare la Tangenzialina: una strada che - visto il tracciato della nascente Varesina bis - risulterà inutile.
Quei collegamenti con il Consiglio Regionale che sono stati attivati, ad esempio, per ottenere il via libera al trasferimento della farmacia comunale contro le norme vigenti, non sono dunque serviti a garantire la concretizzazione di un progetto di primaria importanza?
Personalmente penso che ciò che più premeva al Sindaco e ai membri della giunta fosse la realizzazione, nel più breve tempo possibile, dei palazzoni e del centro polifunzionale presso la ex DeAngeli, e non certo per motivi legati alle esigenze della cittadinanza. Tutto il resto, purtroppo, è passato in secondo piano.

martedì 12 ottobre 2010

Comportamenti impropri

Nel mese di gennaio 2010, i due consiglieri comunali di Insieme per Gerenzano, Dario Borghi ed Emanuele Pini, hanno presentato formale richiesta di poter disporre dei tabulati telefonici relativi ad alcune utenze del Comune di Gerenzano, per verificare quale effetto e quale utilità avesse avuto il servizio - fortemente voluto dall'assessore Cristiano Borghi - che dà la possibilità di denunciare con una semplice telefonata e in maniera anonima i clandestini presenti in paese. La richiesta deve essere soddisfatta per legge; eppure, da più di dieci mesi il Sindaco temporeggia. Perché?
Forse le chiamate sono così poche da mostrare che la narrazione di una supposta invasione di clandestini malintenzionati e pericolosi, qui a Gerenzano, è più una fantasia iperbolica alimentata dai pregiudizi dei leghisti e dai fantasmi che essi agitano che un allarme reale e un'urgenza prioritaria (mentre l'integrazione degli immigrati regolari, che dovrebbe essere compito precipuo del Comune, è totalmente trascurata - sia detto tra parentesi).
Forse si ha semplicemente il timore che l'attivazione del servizio si riveli per quello che è: una trovata propagandistica.
Ci sono giunte voci, però, che ci sarebbe anche un altro motivo dietro le esitazioni leghiste nel fornire ai consiglieri d'opposizione documenti che essi hanno il diritto di visionare: pare che dai tabulati emerga anche l'uso abnorme e improprio dei telefoni comunali da parte di uno dei membri della giunta. Ad onore del vero, sembra anche che dopo la debita segnalazione dell'abuso da parte del segretario comunale la persona in questione si sia dichiarata disposta a restituire le migliaia di euro distrattamente spese in telefonate. Speriamo che tale resipiscenza non sia soltanto conseguenza dell'inatteso disvelamento del "problema"...

lunedì 11 ottobre 2010

FINESTRA ITALIANA

Giunti a trentaquattro morti fra i soldati italiani di stanza in Afghanistan, urge più che mai una risposta non elusiva a questa domanda: cosa ci stiamo a fare in quel paese? Negli ultimi nove anni, i governi di diverso colore che si sono succeduti, e le opposizioni che si sono date il cambio in Parlamento non hanno mai saputo rispondere in maniera chiara. 
Sgomberiamo subito il campo da un equivoco: di certo non siamo in missione di peace-keeping, visto che nostri soldati partecipano a offensive contro i cosiddetti gruppi talebani (Alessandro Romani, morto il 17 settembre, era un incursore appartennete a un gruppo speciale, una specie di testa di cuoio) e, ora, addirittura, si pensa di attrezzare i nostri aerei Tornado in modo che possano effettuare bombardamenti.
Stiamo dunque partecipando a una missione che ha lo scopo di vendicare l'attacco alle torri gemelle dell'11 settembre 2001 e di cercare di catturare Osama Bin Laden? Non diciamo sciocchezze: una guerra del genere non può durare 9 anni (quasi il doppio della Seconda guerra mondiale) con enorme spreco di risorse umane e finanziarie;  e poi, per dirla tutta, Bin Laden sembra diventato una chimera utile soprattutto a chi vuole rimanere in Afghanistan a tutti i costi.
Stiamo forse combattendo un'indispensabile guerra mortale contro il terrorismo internazionale? Se così fosse sarebbe ridicolo, perché non solo una guerra di occupazione di questo tipo, che colpisce pesantemente la popolazione civile, favorisce il reclutamento di nuovi terroristi suicidi disposti a farsi addestrare nei famigerati campi di Al Qaeda, ma bisogna anche aggiungere il fatto che probabilmente la guerra ha fatto più morti di quanti avrebbero potuto mai farne gli attentatori vicini al fondamentalismo islamico, anche nel caso in cui avessero scatenato un'offensiva senza precedenti contro i paesi della Nato.
Stiamo esportando i valori della democrazia e di un illuminismo di stampo occidentale in un paese i cui costumi e la cui mentalità sono degni del più oscuro Medioevo? In realtà non mi sembra affatto che il governo Karzai, che noi sosteniamo, abbia ottenuto risultati significativi su questo fronte: in Afghanistan si continua a condannare a morte per apostasia, a lapidare le donne per adulterio e a imporre loro il burqa, ad applicare la legge del taglione secondo i dettami della Sharia; solo che i talebani hanno costumi monacali e attuano in modo coerente una loro tremenda idea di giustizia - e per questo, sebbene temuti, sono rispettati da larghi strati della popolazione -, mentre i governanti odierni sono corrotti fino al midollo.
Non raccontiamoci balle: noi restiamo in Afghanistan per difendere gli interessi geopolitici di natura strategica ed economica dei nostri principali alleati, gli Stati Uniti, e in parte anche i nostri propri interessi. Dichiararlo a chiare lettere sarebbe un atto di correttezza minima nei confronti degli elettori, perché possano scegliere liberamente se sostenere o no chi continua a dichiarare l'utilità di questa guerra.

domenica 10 ottobre 2010

Criminalità organizzata a Gerenzano

Notizie di cronaca sempre più frequenti ci dicono quanto stia diventando allarmante il fenomeno delle infiltrazioni di organizzazioni criminali, la cui localizzazione era un tempo circoscritta all'Italia meriodionale, nel milanese e nell'alto milanese. Proviamo a chiederci se anche Gerenzano è interessato dal problema.
Lo scorso anno, nell'ambito di una imponente operazione di polizia contro la 'ndrangheta, che colpiva un clan che aveva messo radici soprattutto a Lonate Pozzolo, alcuni arresti furono effettuati anche nel nostro paese. Si è trattato di un caso? Difficile dirlo non disponendo di dati certi e trattando una materia già di per sé molto scabrosa, dove - in assenza di prove - dalla denuncia si può inavvertitamente scivolare nella calunnia.
Di sicuro c'è che a Gerenzano risiede più di un individuo già condannato in passato per associazione mafiosa; di sicuro c'è che qualche esercente, non molto tempo fa, ha subito danneggiamenti che fanno immediatamente pensare a quegli atti intimidatori così spesso legati a richieste estorsive; di sicuro c'è che uno dei maggiori imprenditori del nostro territorio, uno di quelli con cui parecchi membri dell'attuale amministrazione leghista hanno mostrato una notevole contiguità, è stato condannato per riciclaggio di denaro sporco e per ricettazione.
Se poi dobbiamo ascoltare anche certe voci, c'è chi sussurra che qualcuno abbia utilizzato i terreni della ex discarica per sversare nottetempo rifiuti di provenienza ignota e di natura non specificata; ma questi sono pettegolezzi che per diventare notizie hanno bisogno di adeguate verifiche.
Il quadro che viene fuori unendo tutti questi particolari ci consente comunque di dire che, se probabilmente il tessuto sociale di Gerenzano è ancora sano, il paese non può considerarsi del tutto alieno dal pericolo di ospitare inconsapevolmente i germi di qualche pericolosa infezione malavitosa. Per evitare che un contagio di questo tipo davvero si inneschi, cerchiamo tutti di non distrarci troppo da quello che ci accade intorno.

sabato 9 ottobre 2010

L'immagine di Gerenzano e della sua gente

Su un sito di annunci immobiliari, Immobiliare.it, è apparso il seguente annuncio:

In tipica corte lombarda, ordinata e DI SOLI ITALIANI, proponiamo ottimo quadrilocale non arredato di ampia metratura con ingresso su ampio soggiorno con parete attrezzata per cucina, camera con parquet per letto matrimoniale e bagno. Al piano primo troviamo bagno con vasca e altre due camere con soffitto con travi a vista. Spettacolare. Termoautonomo! Ristrutturato a nuovo nel 2010! Nessuna spesa condominiale!! Libero subito

Quel DI SOLI ITALIANI mostra come l'incivile mentalità che ispirava il famigerato articolo con cui l'assessore Cristiano Borghi invitava a non vendere e a non affittare case a cittadini stranieri trovi riscontro in pregiudizi che indubbiamente esistono dentro la popolazione gerenzanese, e tendono a manifestarsi anche in contesti neutri senza quasi che ci si renda conto della "stronzaggine" che è ad essi sottesa.
Ora, nel condominio in cui vivo abita anche, insieme alla famiglia (moglie e due figlie), un cittadino egiziano: è più cortese e più rispettoso delle norme del vivere civile di tanti italiani che conosco. Penso che gli capiti abbastanza di frequente di imbattersi in persone che, magari inconsapevolmente, ragionano come l'anonimo estensore dell'annuncio sopra riportato; è probabile che allora si senta un po' come si devono sentire i lavoratori frontalieri italiani che gli xenofobi svizzeri hanno recentemente assimilato a dei ratti su manifesti piuttosto eloquenti. Basta la sola idea a intristirmi
Quello che mi mette più malinconia, però, è il fatto che verrà tramandata ai posteri un'immagine di Gerenzano e della sua gente in questi anni che non renderà giustizia alle parecchie persone perbene che ancora abitano questo paese.

venerdì 8 ottobre 2010

Federalismo fiscale

Pare che stia finalmente prendendo forma il cosiddetto Federalismo fiscale. Che conseguenze avrà sulla quotidianità degli italiani? Come si concretizzerà, più specificamente, qui da noi a Gerenzano? E' presto per dirlo.
Io ho un atteggiamento molto laico nei confronti dell'insieme dei provvedimenti preparati dal Governo: non credo che possa tradursi in risparmi mostruosi per la finanza pubblica, e certo non sarà la panacea dei mali italiani; non sono però pregiudizialmente contrario al progetto perché mi auguro che possa avere se non altro l'effetto positivo di consentire ai cittadini un controllo più diretto sul rapporto tra prelievo fiscale e servizi che lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni mettono a disposizione attraverso la spesa pubblica.
Sembra che i cardini della nuova legge saranno i seguenti: definizione di un benchmark per la spesa sanitaria, calcolato sulla base del modello offerto da alcune regioni "virtuose"; l'istituzione di un "fondo di solidarietà", basato sui proventi dell'Iva, che dovrebbe servire a evitare uno scollamento tra le regioni con i conti meno in ordine e il resto del paese; la possibilità per ciascuna Regione di modulare l'ammontare di una parte dell'Irpef e di stabilire la diminuzione o l'eliminazione, in presenza di certe condizioni, dell'Irap.
Il problema vero è che tutti questi provvedimenti vengono calati dall'alto e non concordati con le Regioni, che giustamente sono sul piede di guerra. Sembra quasi che, più che concedere un reale potere decisionale agli enti locali, Lega e Pdl lavorino per confezionare uno smagliante spot elettorale.
Inoltre bisogna segnalare che nulla si dice ancora a proposito di ciò che spetterà ai Comuni; e viene frattanto definitivamente accantonata l'idea dell'abolizione delle Province.
In attesa che gli altri nodi siano sciolti, vale forse  la pena spendere due parole proprio sulle Province. Il partito che si oppone all'abolizione delle province è la Lega Nord, che vede in esse la certificazione del proprio radicamento nel territorio. In realtà le Province oggi servono soprattutto a far fare esperienza ai politici rampanti, e a offrire comunque un incarico a quelli "trombati" a livelli più alti.
Abolire le Province consentirebbe di risparmiare ogni anno una cifra oscillante fra i 2 e i 4 miliardi di euro; ora, se proprio non si vogliono eliminare perché le si considera circoscrizioni territoriali che "avvicinano" la cosa pubblica al cittadino, si potrebbe almeno trasformarle in consorzi di comuni, eliminando molte sovrapposizioni di funzioni tra enti diversi (come la responsabilità della manutenzione delle strade), che oggi ci sono e che paiono assurde. Non mi sembra che la proposta, proveniente - udite udite - dalla Regione Sicilia, sia senza senso.
Per tutto il resto si può solo sospendere il giudizio e stare a vedere cosa ne verrà fuori, in concreto.

giovedì 7 ottobre 2010

60 anni di autonomia

E' singolare che nessuno ne parli, in un paese da tempo governato da una forza politica che orgogliosamente ostenta il suo localismo, ma quest'anno decorre il sessantesimo anniversario della riacquistata autonomia municipale di Gerenzano. In epoca fascista - esattamente nel 1928 -, infatti, il nostro comune aveva perso la sua singolarità ed era stato accorpato a Saronno insieme ad altri comuni circonvicini, e ridotto a frazione: l'autoritarismo accentratore tipico del Ventennio evidentemente mal tollerava circoscrizioni territoriali troppo parcellizzate e dotate di un'autonomia troppo accentuata.
Quest'ordine di cose perdurò fino a ben dopo la fine della Seconda guerra mondiale, esattamente fino al 1950. Le strutture create dal fascismo, naturalmente, non scomparvero d'incanto, così come a certi livelli non si volatilizzarono gli uomini che con il fascismo avevano avuto direttamente a che fare: basti dire che il primo sindaco di Gerenzano nel secondo dopoguerra, il sindaco Porro (che fra l'altro pare fosse un ottimo amministratore), aveva già ricoperto la carica di Podestà quando si indossava la camicia nera.
Sarebbe bello commemorare la ricorrenza per raccontare queste cose ai gerenzanesi di oggi; ma temo che i nostri amministratori siano troppo distratti e troppo abituati a ignorare o a reinventare di sana pianta la storia per ricordarsene. Eppure, se non sbaglio, il sindaco Garbelli proprio nel 1950 è nato...

P.S. Grazie alle ricerche d'archivio promosse dal comitato Gerenzano 150, Pierangelo Pedersini (attuale segretario del Pd gerenzanese) ha riportato alla luce i documenti che attestano questi passaggi storici. Tutte le carte sarnno mostrate al pubblico domenica 17 ottobre, in occasione della Festa d'autunno.

mercoledì 6 ottobre 2010

La crisi delle biblioteche pubbliche riguarderà anche Gerenzano?

L'Aib (Associazione italiana biblioteche) ha lanciato l'allarme: nel 2011, per effetto del taglio dei trasferimenti dei proventi delle imposte dallo Stato agli enti locali (alla faccia del federalismo fiscale), i bilanci delle biblioteche comunali soffriranno di una contrazione dei contributi pubblici che potrebbe arrivare fino al 35 percento. Questo significherà, un po' ovunque, una diminuita capacità delle biblioteche di effettuare acquisti e una riduzione dell'orario di apertura. Se il primo inconveniente è certo grave - ma i suoi effetti negativi si potranno contenere grazie al prestito interbibliotecario, coordinando gli acquisti delle biblioteche appartenenti allo stesso circuito sovracomunale -, esiziale potrebbe essere il secondo, specie in realtà in cui l'orario di apertura della biblioteca è già esiguo.
E' il caso di chiedersi se anche la biblioteca di Gerenzano subirà le conseguenze di questa crisi annunciata. Io spero proprio di no, perché già adesso secondo me la biblioteca è scarsamente valorizzata, mentre dovrebbe diventare centro di aggregazione e di coordinamento delle iniziative culturali del Comune. Trascurare ulteriormente la biblioteca (che in passato, non dimentichiamolo, l'amministrazione non si è peritata di tenere chiusa per mesi) significa inchiodare desolatamente il paese a una condizione assolutamente periferica rispetto ai centri ideali e reali della circolazione delle idee e della vivacità socioculturale. Del resto, se la "vocazione" di Gerenzano, come abbiamo già avuto modo altre volte di sottolineare, è ormai prettamente residenziale, nella nostra visione proprio da snodi come la valorizzazione delle funzioni della biblioteca passa l'azione politica necessaria per impedire che il paese si trasformi sempre più in uno squallido quartiere dormitorio.  

martedì 5 ottobre 2010

Sociologia dell'elettorato leghista

Preso atto del fenomeno di una Lega Nord in costante crescita nelle ultime tornate elettorali, politologi, sociologi e sondaggisti si sono a più riprese interrogati sulla composizione dell'elettorato leghista per cercare di tracciare un ritratto dell'"elettore leghista tipo". Alcuni hanno obiettato che un elettore leghista tipo non esiste, perché crescendo la Lega ha conquistato consensi un po' in tutte le classi sociali e fra persone di tutti i tipi.
Io, dalla specola privilegiata di Gerenzano, dove la Lega raggiunge da parecchi anni il 40 percento dei consensi, ritengo che questa obiezione sia solo in parte sensata: mi sembra infatti di poter constatare che l'elettorato della Lega è trasversale ma non generico, e non è impossibile ricondurlo ad alcune categorie ben definite.
Proviamo dunque a rappresentare l'elettorato leghista come un insieme di persone compreso in una serie di cerchi concentrici. In mezzo, nel cerchio centrale più piccolo, c'è lo zoccolo duro dei militanti, degli ultras e dei seguaci della prima ora: in questa categoria vi sono per lo più piccoli artigiani e commercianti - convinti che la Lega difenda meglio di altri i propri interessi di bottega -, pensionati e giovani dal basso livello di istruzione, che coltivavano un tempo un razzismo strisciante verso i "terroni", trasformatosi a poco a poco in aperta ostilità nei confronti degli immigrati. I piccoli imprenditori che fanno parte di questo gruppo, a volte, paradossalmente danno lavoro anche a quei cittadini stranieri che fanno mostra di disprezzare, ma pretendono che ci sia qualcuno che non faccia alzare loro troppo la cresta per meglio sfruttarli.
Nel cerchio successivo, quello numericamente più consistente, ci sono parecchie donne - casalinghe e lavoratrici -, e poi operai e impiegati dipendenti di piccole e medie aziende. Costoro magari faticano a sbarcare il lunario - poiché percepiscono e forse sempre percepiranno uno stipendio modesto - ma si sentono comunque parte di un mondo e di un sistema produttivo naturalmente esposto ai traumi della globalizzazione, che la Lega cerca in tutti i modi di dare l'impressione di difendere, esaltandolo, custodendolo nella sua fissità ed erigendo dei muri contro tutti quelli che potrebbero alterarne gli assetti: ecco allora l'enfatizzazione della paura per gli immigrati, sentiti sempre e solo come una minaccia. Per tutte queste persone, come qualcuno ha scritto, la Lega è una sorta di salvacondotto per la nuova Italia, che dovrebbe essere automaticamente cosa loro, ma nella quale rischierebbero di sentirsi emarginati, se non ci fosse a segnare il confine fra "inclusione" ed "esclusione" qualcuno più emarginato di loro. La maggior parte di questi uomini e di queste donne, un tempo, avrebbe forse optato per partiti di sinistra; ma la raprresentazione del mondo arida, gretta e distorta della Lega ha avuto maggiore presa sulle loro coscienze dei balbettanti tentativi dei pensatori liberali, neomarxisti e socialdemocratici di interpretare la modernità.
Nel cerchio più esterno, che comprende tutti gli elettori "avventizi" che permettono alla Lega di raggiungere le percentuali impressionanti degli ultimi anni, vi sono persone di ogni tipo e di ogni livello culturale: insegnanti, medici, professionisti, quadri e dirigenti, studenti, agenti di commercio, altri pensionati e altre casalinghe... Costoro sono accomunati dal fatto di seguire la politica non propriamente in modo superficiale, ma abbastanza a singhiozzo, senza attitudini analitiche; tendono così a vedere nella Lega una forza politica di grande pragmatismo, capace di cavarsela in maniera eccellente a livello locale con l'ordinaria amministrazione, dotata di una struttura partitica solida e nello stesso tempo aliena dalle farraginose polemiche ideologiche in cui sono invischiati gli altri principali partiti. Questa immagine è a mio parere del tutto ingannevole, eppure fa effetto su tanta gente.
E' tutta qui la Lega? Forse no, ma in queste categorie si possono trovare tutti gli elementi psicologici, economici e sociali necessari per spiegare il successo dei seguaci di Bossi.

lunedì 4 ottobre 2010

FINESTRA ITALIANA

L'excursus antisemita del senatore Ciarrapico durante il suo discorso antifiniano della scorsa settimana a Palazzo Madama offre uno spaccato significativo di una delle tante anime imbarazzanti o addirittura impresentabili del centrodestra, che prelati benpensanti, esponenti del leghismo militante, e parecchi commentatori politici - sempre pronti a stigmatizzare il presunto scarso rigore dei leader del centrosinistra verso le intemperanze delle frange estremiste di centri sociali e anarcoinsurrezionalismo militante - spesso dimenticano. 
Il centrodestra vede nelle sue fila non pochi fascistoni vecchio stampo, rappresentanti dell'alta borghesia e dell'aristocrazia "nera" laziale, come appunto l'editore Ciarrapico (ex re delle acque minerali); numerosi puzzoni gaudenti del tipo di Daniela Santanché, che credono basti sbraitare in televisione contro gli immigrati per ergersi a interpreti sagaci degli umori popolari; personaggi semimalavitosi come Cosentino o Cuffaro, che basano il loro potere, quantomeno, su una certa indulgenza verso chi controlla il territorio in zone fortemente infiltrate dalla criminalità organizzata; eleganti signore di schifiltosa svampitezza come Michela Vittoria Brambilla, che pensa di combattere la crisi e di stimolare il turismo facendo aprire un casino (con accento sulla o, a scanso di equivoci) nel sottoscala di ogni albergo.
Si passano sotto silenzio figuri di tal fatta, e poi si ha il coraggio di scandalizzarsi delle iperboli verbali di Antonio Di Pietro...

L'annosa questione della Tangenzialina

Con l'adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio arriverà finalmente a conclusione l'annosa questione della Tangenzialina, che per anni ha visto la popolazione gerenzanese divisa fra favorevoli e contrari: ansiosi, i primi di risolvere il problema del traffico di attraversamento - proveniente in larga parte dalla Varesina - che a determinate ore del giorno congestiona il centro del paese; preoccupati, gli altri, del possibile danno ambientale derivante dalla realizzazione della nuova arteria stradale.
Si è dunque deciso che la Tangenzialina si farà. Il guaio è che arriverà fuori tempo massimo.
Infatti, insieme alla Tangenzialina, verrà completata anche la cosiddetta Varesina-bis, riconducibile al più ampio progetto della Pedemontana. La Varesina-bis stornerà dal centro urbano di Gerenzano gran parte del traffico di attraversamento oggi presente, rendendo superflua la nuova strada periurbana. Perché quindi i nostri amministratori hanno deciso di insistere sull'antico progetto di una strada che consenta di "girare intorno" a Gerenzano? Non lo ammetteranno nemmeno sotto tortura, ma il motivo vero secondo noi è questo: la tangenzialina consente di delimitare una porzione del territorio all'interno della quale tutti i terreni diventeranno edificabili. Un'ipotesi troppo ardita? Non direi, visto che nuovi terreni edificabili vogliono dire 1) consenso dei proprietari compiaciuti della politica della maggioranza, 2) costruittori "amici" accontentati con nuove opportunità di lavoro, e 3) una cospicua quantità di denaro da incassare per il comune sotto forma di oneri di urbanizzazione, onde cautelarsi contro eventuali "buchi" di bilancio derivanti da una cattiva gestione. A rimetterci saranno i gerenzanesi di domani; i quali, però, per il momento non portano voti e non pagano le tasse...

domenica 3 ottobre 2010

Il Pd a un bivio

Nel mese di ottobre, gli iscritti del Partito Democratico, oltre alle proprie dirigenze provinciali, saranno chiamati a rinnovare anche gli organi direttivi a livello locale. A Gerenzano, il nuovo direttivo sarà presumibilmente quello che preparerà il terreno per le elezioni Amministrative del 2012; gli spetteranno quindi delicate scelte strategiche. Come ho già scritto in un post precedente, le opzioni sul tavolo sono due: 1) enfatizzare il progetto originario da cui il Pd è nato, affermando orgogliosamente la propria identità di forza politica progressista, e rinunciando con ciò stesso di provare a conquistare il governo della realtà locale; 2) rinsaldare il proprio legame con la lista civica Insieme per Gerenzano, stipulando un'alleanza autentica che ponga condizioni precise sul piano programmatico e sull'assegnazione dei "ruoli di garanzia" nel caso cui la coalizione arrivasse a vincere le elezioni.
Per chiunque creda nel progetto del Pd, la prima strada è certo molto affascinanate; il problema è che essa condanna il circolo locale a scontare l'indecisione, l'arrivismo e l'incompetenza che purtroppo serpeggiano nelle alte sfere del nostro partito. Duole dirlo, ma le stesse lotte di potere che zavorrano il Pd nazionale si ripresentano in versione più meschina a livello provinciale, scoraggiando qualunque semplice cittadino che si avvicini al partito armato di buona volontà e determinato a dare il proprio contributo in un contesto democraticamente trasparente. Emblematica è stata la scelta dei maggiorenti del partito, dopo estenuanti contrattazioni fra gli esponenti delle diverse correnti, di presentare ai militanti, per una semplice ratifica, un candidato unico per la segreteria provinciale; scelta risibile e offensiva per ogni iscritto che abbia a cuore il significato della parola partecipazione. Dove credono di abitare questi signori, nella Bulgaria degli anni sessanta?
La seconda strada richiede più flessibilità, e presuppone la decisione di confidare nella lealtà e nella disponibilità di tutti coloro che, all'interno di Ipg, non si riconoscono pienamente nei principi su cui il Pd è fondato. Però, a me, sembra l'unica via praticabile da chi voglia armarsi di un po' di buon senso, anche perché consente ai militanti Pd di prendere le distanze dai pasticci di dirigenti che essi non meritano.
Attualmente i due nomi papabili per la prossima segreteria del circolo Pd di Gerenzano sono quelli del segretario uscente Pierangelo Pedersini e quello di Claudia Scrufari.   

venerdì 1 ottobre 2010

Dimensioni demografiche e Piano dei servizi

Da più parti è stato fatto notare all'Amministrazione la presenza di un difetto grave nella redazione della Vas (Valutazione ambientale strategica) del Piano di Governo del Territorio: una macroscopica sottovalutazione della possibile crescita della popolazione gerenzanese nei prossimi anni. La sottovalutazione deriva, da una parte, da una stima decisamente troppo prudente della quantità di persone che si potrebbe stabilire nelle abitazioni che sorgeranno sui tanti terreni che potranno diventare edificabili; d'altra parte, dall'assoluta ignoranza della quantità di appartamenti vuoti e sfitti che lo sviluppo edilizio degli ultimi tempi ha lasciato dietro di sé e che in futuro si potrebbero riempire: basta passare la sera davanti a quello che un tempo era il pratone di via Stazione per accorgersi che le luci accese sono pochissime...
Da un'errata stima della crescita demografica non può che derivare una valutazione altrettanto sbagliata dei servizi di cui la popolazione avrà bisogno mano a mano che le sue dimensioni aumenteranno.
Ora, se si possono avere idee diverse sulla proliferazione e sulla gestione dell'edilizia sul territorio comunale (io penso che il consumo di suolo vada il più possibile limitato, altri - più ottimisticamente - ritengono che il mercato edilizio si autoregoli a seconda delle necessità della popolazione, e si debbano dunque prevedere delle linee di espansione dell'area urbanizzata, da sfruttare in caso di bisogno), trascurare l'equilibrio tra dimensioni demografiche e servizi da erogare ai cittadini significa commettere un errore imperdonabile.
E' vero che per i comuni al di sotto dei 20mila abitanti il Piano dei Servizi (la parte del Pgt che riguarda la stima di ciò che è necessario al welfare urbano) viene definito tenendo conto anche di quello che possono offrire i comuni limitrofi; ma non credo che sia saggio pensare che che a un'eventuale futura carenza di posti dei nostri asili o delle nostre scuole elementari si porrà semmai rimedio appoggiandosi a Uboldo o a Cislago.
Mi sono chiesto che cosa porti la giunta leghista ad essere così superficiale in un caso come questo, in cui dovrebbe essere abbastanza facile e niente affatto disonorevole ripensare le stime di crescita demografica formulate in un primo momento.
Secondo me il problema di fondo è un problema di mentalità, e riguarda più la giunta gerenzanese in maniera specifica che la Lega Nord in generale: i nostri amministratori sono intimamente convinti che Gerenzano sia roba loro e di pochi altri, e quindi, da una parte tengono conto malvolentieri delle possibili esigenze dei cittadini "non autoctoni" stabilitisi nel territorio comunale, dall'altra ritengono che siano gli abitanti a doversi accontentare a ciò che il Comune, nella sua liberalità, si degna di offrire, e non il Comune a dover adattare la propria offerta di servizi ai bisogni dei cittadini. E questi sono i presupposti più bizzarri da cui può partire chi è incaricato di ricoprire un ruolo pubblico.