venerdì 30 settembre 2011

Gerenzano: parliamo di soldi

La stretta sulla spesa pubblica italiana indotta dalla crisi economica e dalla conseguente "manovra d'emergenza" avrà inevitabilmente ripercussioni sui bilanci di tutti gli enti locali, che patiranno i consistenti tagli dei trasferimenti dei proventi delle imposte dallo Stato centrale. Gerenzano, naturalmente, non farà eccezione. Fortunatamente il bilancio del nostro comune è sano (anche perché - bisogna pur dirlo - gode ancora dei soldi incamerati anni fa grazie alla presenza della famigerata discarica sul nostro territorio...), e riuscirà probabilmente a superare la tempesta meglio di altri. E tuttavia, anche da noi, qualche operazione di riallocazione delle risorse si renderà necessaria.
A questo punto io mi domando: è possibile recuperare del denaro grazie alla realizzazione di risparmi e a un aumento dell'efficienza nello sfruttamento di strutture di proprietà del comune, evitando così di snellire i servizi sociali e di effettuare tagli sulla cultura (settore che già da un paio di anni viene assai maltrattato dall'attuale Giunta)?
A mio parere, in attesa di scandagliare il bilancio nel dettaglio, due aree di intervento si possono già individuare. La prima è la farmacia comunale, che da anni soffre di una pessima gestione, e riesce a realizzare utili ridicoli (tanto che la vicesindaco - secondo me assurdamente - ha perfino ventilato l'ipotesi di venderla). Ora, una farmacia che non guadagna non si è mai vista al mondo; bisogna trovare il modo di aumentare il rendimento di questo esercizio.
La seconda area di intervento è costituita dal Parco degli Aironi, su cui si può agire in due modi: in primo luogo riducendo il numero degli animali in cattività che vi sono rinchiusi, che piacciono tanto ai bambini ma comportano, solo per il loro nutrimento, una spesa di 50mila euro l'anno (e 50mila euro per dare da mangiare a daini e mufloni, in una situazione come questa, sono davvero troppi); in secondo luogo studiando una convenzione ben calibrata per dare in affidamento la struttura a un privato, a un'associazione o a una onlus: eliminare le spese concernenti la manutenzione ordinaria e lo sfalcio dell'erba comporterebbe un risparmio non piccolo per le casse comunali.

P.S. quest'estate l'amministrazione ha provato a dare in gestione il Parco degli Aironi, ma la gara - poi andata deserta - è stata indetta sulla base di una convenzione completamente squilibrata. Ho già parlato della questione in un post risalente alla vigilia della data di scadenza del bando (20 luglio 2011), ma al di là dei particolari mi si dovrebbe spiegare una cosa: ammesso che sia il Palazzetto dello Sport, sia il Parco degli Aironi si possono considerare strutture sulle quali si può lucrare (a mio parere più il Palazzetto del Parco, se si tiene conto delle ingenti spese che quest'ultimo comporta), perché per l'affidamento del Parco per 10 anni viene chiesta la corresponsione di un canone di almeno 60mila euro (base d'asta), mentre per l'affidamento del Palazzetto per lo stesso periodo di tempo vengono corrisposti alla Polisportiva Salus 155mila euro? Qualcuno mi chiarisca, se può, le logiche di queste scelte.

giovedì 29 settembre 2011

Qualche incongruità nella gestione delle strutture sportive a Gerenzano

Recentemente l'assessore Cristiano Borghi ha rivendicato come un successo dell'attuale amministrazione l'assegnazione del Centro sportivo alla Gerenzanese e del Palazzetto dello Sport alla Salus.
L'assessore intendeva ribattere alle critiche mosse contro di lui soprattutto dal centrodestra gerenzanese (la lista civica Libertà per Gerenzano) che contesta la regolarità delle procedure d'assegnazione (del Centro sportivo in particolare); secondo la sua tesi, indipendentemente dal rispetto delle regole burocratiche, tutti dovrebbero felicitarsi del fatto che le principali strutture sportive di Gerenzano siano ora nelle mani delle più cospicue società sportive di Gerenzano, e quindi del fatto che un gran numero di gerenzanesi ne possa usufruire direttamente e a costi molto bassi per la comunità.
Ma è proprio così?
Prendiamo il Palazzetto dello Sport. La convenzione (vedi http://www.comunegerenzano.it/public/bando_gestione_palazzetto_dello_sport.pdf) prevede che la Salus, che ha preso in carico la struttura, debba provvedere al pagamento delle spese energetiche e di manutenzione, e debba apportare alcune piccole migliorie; in cambio la società riceve dal comune 155mila euro in dieci anni (dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2020), e può sfruttare commercialmente il bar e gli impianti siti all'interno della costruzione. Io mi aspetterei a questo punto che il comune chiedesse alla Salus di far allenare e giocare le proprie squadre all'interno del Palazzetto (e magari, se possibile, di riservare l'utilizzo della struttura ad altre associazioni sportive gerenzanesi per un congruo numero di ore). Invece, a quanto mi risulta, le squadre della Salus si allenano nella palestra annessa alla scuola elementare papa Giovanni XXIII (della quale hanno diritto a un utilizzo quasi in esclusiva), le altre associazioni sportive gerenzanesi utilizzano gli impianti del Palazzetto per un numero di ore estremamente esiguo, e dunque la struttura è disponibile quasi sempre per un utilizzo, diciamo, "a scopo di lucro" da parte della Salus.
Magari è giusto così, e sarebbe stato difficile trovare un gestore più sagace ed efficiente della Salus (all'esterno del Palazzetto hanno in effetti fatto un lavoro eccellente, con il prato, la pista da pattinaggio e i gonfiabili per i bambini...); si aggiunga che è la prima volta in vent'anni che l'aspetto del Palazzetto dello Sport viene davvero valorizzato. Non sono sicuro, però, che da tutto questo traggano un vantaggio, diretto o indiretto, "i gerenzanesi" in genere, soprattutto se non fanno parte della Salus.

mercoledì 28 settembre 2011

4,5 milioni di euro in meno nel 2012 per il comune di Saronno

Dal Consiglio comunale di un paio di giorni fa è emersa la certezza che nel 2012 Saronno, tra tagli di trasferimenti dallo Stato centrali e vincoli imposti dal patto di stabilità, potrà contare su 4,5 milioni di euro in meno rispetto al 2011. Questo renderà necessario non pochi aggiustamenti in diversi capitoli di spesa che il bilancio comunale. prevede (a meno di non introdurre nuove tasse)
E Gerenzano? Sono curioso di sapere a quanto ammonteranno i tagli che dovrà subire il nostro comune e come la Giunta intende porvi rimedio. Mi auguro che non si intenda voglia alla stessa strategia che ha segnato gli ultimi anni del governo leghista, cioè a quella che prevede di svendere ampie porzioni di territorio senza porre troppe restrizioni pur di rastrellare la maggior quantità possibile di denaro sotto forma di oneri di urbanizzazione: sarebbe una strategia molto miope e assai poco lungimirante.

martedì 27 settembre 2011

Modi di festeggiare il 150° dell'Unità d'Italia

Vi sono diversi modi di festeggiare il 150° dell'Unità d'Italia: il comitato Gerenzano 150, ad esempio, ha organizzato per domenica prossima 2 ottobre una gita al museo del Risorgimento a Torino e alla villa di Camillo Benso di Cavour a Sàntena (vi perteciperò anch'io...); il Pdl trentino, invece, ritiene che le testimonianze più significative del secolo e mezzo di storia patria, e più a portata di mano per chi abita nella regione d'origine di Alcide De Gasperi e di Cesare Battisti (l'irredentista, non il terrorista), si trovino a Salò, nel Centro di documentazione storica della Repubblica Sociale Italiana. Così, il 2 ottobre, i militanti pidiellini si recheranno lì per una bella scampagnata. Maurizio Gasparri ha plaudito all'iniziativa, alla quale pare sia stato invitato anche Angelino Alfano.
Sembra uno scherzo ma non lo è.

lunedì 26 settembre 2011

Pierangela Vanzulli in corsa per la carica di Segretario provinciale della Lega Nord

Indiscrezioni danno la vicesindaco di Gerenzano Pierangela Vanzulli in lizza per la successione a Stefano Candiani (Sindaco di Tradate) nel ruolo di Segretario provinciale della Lega Nord.
Pierangela Vanzulli sarebbe l'alternativa a Matteo Bianchi (Sindaco di Morazzone) quale esponente di punta della corrente maroniana.
Gli altri candidati a succedere a Candiani (cui è stato sostanzialmente impedito di ricandidarsi dopo il recente rovescio elettorale alle ultime amministrative) sono Maurilo Canton, appartenente alla corrente del "cerchio magico" - i fedelissimi di Bossi, che hanno per capofila l'onorevole Reguzzoni -, e Donato Castiglioni, "spinto" dalla moglie di Bossi, Manuela Marrone, di cui è amico personale (nella Lega queste cose contano).
Il Segretario provinciale di Varese (che sarà eletto dai 212 delegati al Congresso) è una figura piuttosto importante nel partito, tenuto conto che la nostra provincia è la culla del movimento leghista.
Pierangela Vanzulli, classe 1963, politico di professione, è assessore ai servizi sociali e all'ecologia a Gerenzano da oltre 17 anni. Esponente di primo piano dell'organizzazione fondamentalista e xenofoba dei "cattolici padani", ambientalista sui generis (a lei si deve la trasformazione del Parco degli Aironi in una specie di zoo), negli ultimi tre lustri ha gestito il welfare a Gerenzano secondo logiche che potremmo assimilare ai paradigmi tipici della "destra sociale". Se la corsa alla segreteria avesse successo, potrebbero aprirsi per lei prospettive di carriera inedite.

FINESTRA ITALIANA

Ho parlato spesso, nei giorni scorsi, anche di problematiche non specificamente locali ma di respiro nazionale, perché forse mai come in questo momento le difficoltà economiche della nostra macchina statale rischiano di ripercuotersi sugli assetti istituzionali che presidiano il territorio e sulla vita quotidiana di ciascuno di noi.
Il fatto più notevole degli ultimi giorni a livello politico è senza dubbio il "manifesto" lanciato dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Il documento non contiene idee o proposte particolarmente originali; semplicemente il dosaggio degli ingredienti che tutti ritengono indispensabili per arginare il debito e rilanciare la crescita viene studiato in maniera tale da salvaguardare gli interessi degli iscritti a Confindustria. Si parla di "riduzione della spesa pubblica con abbandono dei tagli lineari" (purché - immaginiamo - i tagli non lineari non riguardino le categorie che Confindustria rappresenta...); si caldeggia una nuova "riforma delle pensioni" (punto doloroso ma che temo sia ineludibile per chiunque governerà l'Italia nel prossimo futuro); si incoraggia la vendita degli immobili di proprietà dello Stato; si chiede una ripresa delle liberalizzazioni (cosa che può voler dire tutto o niente, se si pensa che vi sono molti industriali italiani, liberisti a parole, che esplicano la loro attività in una situazione di monopolio di fatto...); si prospetta la tassazione dei prelievi di contanti attraverso i bancomat per combattere il nero e l'evasione (in realtà questa misura servirebbe a contrastare solo la microevasione); ci si dichiara disponibili anche ad affrontare, una tantum, una piccola patrimoniale ("piccola", è bene sottolinearlo).
Che dire? In questo momento ogni proposta pare più sensata delle incoerenti iniziative del Governo, e tuttavia non si può non notare che anche il manifesto di Confindustria, più che proporre nuovi paradigmi di politica economica, prefigurando una crescita di cui tutti possano godere i benefici, pare orientato alla tutela di determinati interessi corporativi.
Nel recente passato, Confindustria ha talvolta flirtato col Governo (sentendolo per molti versi isomorfo a sé), e altre volte ha esercitato un grande pressing su Berlusconi, colpevole di tradire le attese degli industriali. Ora, abbandonato definitivamente il premier per manifesta incapacità, l'organizzazione è alla ricerca di un nuovo tutore; non potendo riconoscersi nel Pd (troppo a sinistra), e non potendo puntare con decisione sul terzo polo (troppo esigui i suoi consensi), gli industriali sembrano sospesi tra la tentazione di un'irruzione diretta nella politica attraverso propri esponenti (forse Montezemolo) e l'attesa di una sorta di "uomo della provvidenza" (una tipologia a cui erano soliti iscriversi in passato certi dittatori sudamericani) capace di rappresentare i loro interessi. 
Io temo però che da costoro, in larga parte responsabili in prima persona del "declino" del paese, non ci si possa attendere granché.

Prima di chiudere mi sembra giusto fare menzione della conquista del diritto all'elettorato attivo e passivo da parte delle donne saudite nelle elezioni municipali (elezioni di altro tipo in Arabia Saudita, monarchia assoluta di stampo premoderno, non esistono). E' una piccola cosa, in un contesto che rimane sostanzialmente illiberale, ma è decisamente meglio di niente.

domenica 25 settembre 2011

Un fascista in Regione Lombardia

Hanno fatto discutere nei giorni scorsi le dichiarazioni rilasciate a una trasmissione radiofonica da Romano La Russa, assessore alla Protezione Civile della Regione Lombardia e fratello di Ignazio Maria Benito La Russa, il nostro Ministro della Difesa.
Romano La Russa, pungolato dal suo intervistatore, in un primo momento si è rifiutato di dichiarare che il fascismo è "male assoluto" (giustamente, secondo me; quella del fascismo "male assoluto" è una solenne idiozia: l'assoluto è una categoria che non fa parte delle cose umane). Poi però si è lanciato in una vera e propria apologia del fascismo, elencandone i presunti meriti, ha negato che quella di Mussolini fosse una dittatura (aggiungendo che "le persecuzioni di oggi contro Berlusconi sono molto peggio"), ed è arrivato a definire la nostra Costituzione - che condanna ed esclude il fascismo - come "frutto delle bugie dei comunisti"!
Ora, io mi domando: dobbiamo ormai rassegnarci al fatto che dei rappresentanti delle istituzioni parlino e agiscano regolarmente in aperto disprezzo delle leggi vigenti e della storia del nostro paese?

sabato 24 settembre 2011

Un tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso: la clamorosa gaffe della Gelmini

Ieri Mariastella Gelmini - in qualità di Ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca - ha diffuso un comunicato in cui, enfatizzando la scoperta secondo cui i neutrini sarebbero in grado di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce, e glorificando il ruolo avuto dagli italiani nell'esperimento decisivo, sosteneva che il fascio di neutrini "sparato" dal Cern di Ginevra verso i laboratori siti sotto il Gran Sasso per misurarne la velocità fosse passato attraverso un "tunnel" scavato tra Ginevra e il Gran Sasso (lungo dunque circa 750 Km) alla cui realizzazione il Governo italiano avrebbe contribuito con uno stanziamento di 45 milioni di euro.
Naturalmente non solo la notizia dell'esistenza del tunnel è falsa, ma costituisce anche una panzana di portata tale da mettere immediatamente sull'avviso chiunque sia abituato a leggere appena i giornali e possieda conoscenze scientifiche e geografiche di base.
Ora, è probabile che la Gelmini non abbia steso il comunicato di suo pugno, ma è altrettanto probabile che almeno l'abbia letto prima di firmarlo e di autorizzarne la pubblicazione. Il fatto che non si sia accorta della sesquipedale fesseria che vi era contenuta, a mio parere, è indizio non di una lacuna nozionistica come tutti ne abbiamo, ma di una totale estraneità del Ministro a un ambito di primaria importanza e di cui dovrebbe essere il responsabile istituzionale per il nostro paese. Ciascuno ne tragga le sue conclusioni.

venerdì 23 settembre 2011

Fantapolitica ma non troppo: Pdl e Lega Nord insieme alle amministrative 2012 a Gerenzano?

Nonostante le continue schermaglie che hanno luogo dentro e fuori il Consiglio comunale fra i rappresentanti della lista civica di centrodestra Libertà per Gerenzano e quelli della Lega Nord, con il progressivo ridursi a livello nazionale della consistenza del consenso di cui godono sia i leghisti sia i berlusconiani, si fa più concreta, in vista delle amministrative 2012, l'ipotesi di un'alleanza che proponga la composizione della compagine che sostiene l'attuale Governo anche nel nostro comune.
Non è un caso, del resto, che Libertà per Gerenzano lasci in prima linea nello scontro con i leghisti il solo Pierangelo Borghi, che appartenendo all'Udc potrebbe facilmente essere messo da parte nel caso in cui venisse siglato un patto tra i vertici di Pdl e Lega (se leggete con attenzione gli articoli degli altri esponenti della lista sul volantino diffuso dal centrodestra e intitolato "L'altro filodiretto", vi renderete conto che, nonostante le tante punture di spillo, nessuno di essi tocca questioni che possano pregiudicare una futura alleanza fra i due partiti...).
Questa possibilità, poi, appare ancora più verosimile nel caso in cui - come io credo - nel 2012 le amministrative dovessero svolgersi in contemporanea alle politiche; la Lega, infatti, non ha concrete alternative politiche all'alleanza col Pdl (se non vuole rischiare di ridursi all'irrilevanza o puntare tutto sulla secessione flirtando con l'eversione vera e propria), e difficilmente i vertici dei due partiti permetterebbero che fossero presentati a livello comunale schieramenti disomogenei rispetto al livello nazionale.
Chi potrebbe dunque essere il candidato Sindaco di un'asse Pdl-Lega? Davvero difficile rispondere. Probabilmente non Garbelli, perché sarebbe nacessario un segno di discontinuità col passato, né l'attuale vicesindaco Pierangela Vanzulli, troppo vicina a Garbelli. Un nome papabile in ambito leghista avrebbe potuto essere quello di Cristiano Borghi, che però forse si è bruciato con l'articolo xenofobo di due anni fa sul giornalino comunale; un po' meno peregrina apparirebbe la candidatura di Ambrogio Clerici.
A prima vista più consistenti appaiono i possibili candidati riconducibili all'area Pdl: Stefano Viotti, Elena Raimondi (appartenenti all'area ciellina) e Stefano Galli. Eppure un personaggio capace di mettere d'accordo tutti io non lo vedo.

giovedì 22 settembre 2011

Il caso Milanese: i termini della questione

Perché la procura di Napoli ha chiesto l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti? Perché vi sono evidenze importanti (testimonianze dirette, intercettazioni, ecc.) che Milanese, approfittando della sua posizione, abbia ricevuto denaro (ben 450 mila euro), auto di lusso, gioielli, viaggi "premio" da imprenditori "amici" per rivelare loro in anticipo le mosse della Guardia di Finanza e della Magistratura che indagavano sulla posizione di costoro rispetto al Fisco, e perché - grazie al suo ruolo di deputato e alle sue conoscenze - è verosimile che possa confondere le acque e inquinare le prove raccolte a suo carico.
E' bene ricordarlo, per chiarire i termini di una questione che si è voluto far passare come una battaglia tutta politica.
Milanese, come previsto, è stato salvato dall'arresto grazie a pidiellini e leghisti, che hanno votato contro la decadenza dello scudo che l'immunità offre a tutti i parlamentari (nonostante i reati contestati al deputato siano piuttosto gravi). La Lega si è dimostrata una volta di più un partito sempre pronto a dare addosso ai poveri diavoli e a salvare i potenti di turno; evidentemente per Bossi, Maroni e Calderoli ogni ipocrisia è possibile pur di mantenere il proprio scranno di Ministro.

mercoledì 21 settembre 2011

Lampedusa: tutti i perché di una situazione esplosiva

Perché, a Lampedusa, si è arrivati a una situazione incontrollabile, con 1500 migranti in rivolta, gli isolani esasperati, e la polizia che non riesce più a mantenere l'ordine pubblico?
Per tre motivi:
1) Perché i disperati approdati sull'isola sono stati trattati come criminali, e anziché essere divisi in piccoli gruppi e smistati altrove in attesa che la loro posizione fosse vagliata e assumessero uno status preciso, sono stati rinchiusi in massa in una specie di campo di concentramento, in condizioni precarie da ogni punto di vista, con la prospettiva di restarvi per un periodo di tempo indeterminato ma comunque molto lungo.
2) Perché la presenza di un così alto numero di migranti ha praticamente ucciso l'economia di un'isola di poco più di 6000 abitanti quasi interamente basata sul turismo.
3) Perché, anziché predisporre le condizioni migliori possibili per il soccorso, l'accoglienza e una pacifica, provvisoria convivenza con chi approda sulle nostre coste in fuga da situazioni spesso inimmaginabilmente drammatiche, si è fatto di tutto per esasperare il problema, fomentando l'intolleranza e l'odio interetnico.
Chi sono i responsabili di questo grosso guaio? In parte il Sindaco di Lampedusa, che - fatte salve le molte scusanti per l'emergenza gigantesca che ha dovuto affrontare - ha sempre usato toni sbagliati, ha spesso fatto lo sbruffone con la stampa, ma non è mai riuscito a imporsi con fermezza alle autorità superiori con le quali dialogava (ma come si fa a incitare i cittadini ad armarsi di bastoni e a presentare i tunisini presenta sull'isola come "1500 criminali"?). Soprattutto, però, il Ministro Maroni: fin dall'inizio ha utilizzato un approccio tutto ideologico e ha agito con intollerabile sufficienza e con approssimazione; diciamo che si è dimostrato in tutto e per tutto degno del Governo di cui fa parte.

Cesate: l'inettitudine al potere

Anche se si tratta di un esponente del mio stesso partito, bisogna dichiararlo a chiare lettere: il Sindaco di Cesate, che ha deciso di nutrire a panini e succhi di frutta i bambini che frequentano le scuole comunali e i cui genitori non hanno pagato i buoni pasto, si è comportato come un gaglioffo. L'ho detto quando lo stesso atteggiamento era stato tenuto dal Sindaco di Adro, e lo ripeto ora: non bisogna coinvolgere i bambini nelle beghe degli adulti.
Di sicuro il Sindaco ha anche qualche buona ragione, e probabilmente non tutte le famiglie morose si rifiutano di pagare per autentica indigenza; e tuttavia vi sono modi per "convincere" i riottosi senza prendersela con i loro figli. C'è chi, ad esempio, ha proposto di denunciarli al tribunale dei minori per "abbandono", dato che il loro rifiuto di pagare i buoni pasto equivarrebbe al venire meno all'obbligo di sfamarli: una soluzione senz'altro migliore della pubblica umiliazione a cui i bambini sono stati sottoposti davanti ai loro compagni riducendoli a "pane e succo".

martedì 20 settembre 2011

100 Km di nuove piste ciclabili a Milano

Giuliano Pisapia e il suo assessore Maran hanno promesso 100 Km di nuove piste ciclabili a Milano. L'intento è lodevole, ma proposto così rischia di assomigliare un po' - su un altro piano - a certi celebri proclami berlusconiani (come quello di "1 milione di nuovi posti di lavoro" con cui il nostro premier si presentò agli italiani nel 1994). Diciamo allora che le piste ciclabili - che è giusto realizzare, perché a Milano la bicicletta è sottoutilizzata rispetto a quanto avviene in quasi tutte le principali metropoli europee - vanno adeguatamente contestualizzate; una pista ciclabile tracciata fra il selciato, il pavé e i binari del tram è pressoché inutile. E poi le strade di Milano, per larghezza, intensità del traffico veicolare e morfologia non assomigliano affatto a quelle di Amsterdam o di Stoccolma, e di questo bisognerà pure tenere conto, ripensando tutto il sistema della circolazione nell'area urbana del capolluogo lombardo.
La sfida non è affatto semplice: aspettiamo di vedere cosa riusciranno a fare (e in quanto tempo) Pisapia e i suoi collaboratori.

lunedì 19 settembre 2011

FINESTRA ITALIANA

Ritengo che non valga la pena dedicare troppo spazio né alle sciocchezze di Bossi, Calderoli e Maroni, né alle boccaccesche vicende di Berlusconi (che però a mio parere un problema politico lo pongono, per due ragioni: evidenziano infatti la totale mancanza di coerenza tra valori dichiarati e comportamenti praticati da un uomo che ha sempre preteso di proporsi come il modello del "cittadino ideale"; e offrono uno spaccato deprimente delle modalità di selezione di parte della classe dirigente in uso nel centrodestra).
Preferisco soffermarmi sul rischio reale che corrono gli italiani di dover subire gli effetti di diverse consecutive "manovre correttive" varate per impedire che il persistente dissesto dei conti pubblici faccia collassare l'intero sistema statale. A questo proposito è bene sottolineare una cosa: se è vero che siamo parzialmente protetti dall'interconnessione degli interessi economico-finanziari dei vari stati che fanno parte dell'Unione Europea, non possiamo affatto dare per scontato che il default sia impossibile. Nel momento in cui Francia e Germania dovessero valutare che "salvare" l'Italia potrebbe costare di più che lasciarla morire, per noi si spalancherebbe davvero il baratro del fallimento dello Stato; né ci salverebbe il fatto - spesso spacciato da Tremonti come assolutamente rassicurante - che gli italiani hanno collettivamente un mostruoso debito pubblico, ma i singoli cittadini italiani non hanno debiti e hanno anzi accantonato dei risparmi: quei risparmi "privati" finirebbero infatti per essere prosciugati dalla necessità di far fronte al debito collettivo.
E se il peggio dovesse arrivare, per rimettere in piedi una macchina statale decente, l'unica alternativa al saccheggio dei conti conterrenti dei cittadini sarebbe quella praticata oggi dall'Islanda e, in parte, anche dall'Argentina una decina d'anni fa: mettere i politici che ci hanno portato a questa situazione alla sbarra, denunciare il debito sovrano e dichiarare, di fronte alla comunità internazionale, "noi non paghiamo". Naturalmente il nostro peso e la nostra credibilità sul piano internazionale si azzererebbero (dovremmo scordarci di continuare a essere la settima potenza industriale al mondo e di far parte di qualsiasi organizzazione sovrannazionale), e molto più difficile sarebbe trovare per il futuro investitori disposti a prestarci il loro denaro...

P.S. Domani cade il 141° anniversario della "breccia di porta Pia", simbolo della fine del potere temporale della Chiesa; anche se ogni tanto, visti certi ingiustificati privilegi di cui godono il Vaticano e le sue derivazioni nel nostro Paese, viene da chiedersi se il potere temporale sia finito davvero. Ad esempio, non è forse per ragioni tutte "temporali" (leggi: esenzioni Ici, finanziamenti alle scuole cattoliche, ecc.) che i vertici della gerarchia ecclesiastica, sempre così pronti a prendere posizione sulle vicende della politica interna italiana in nome di quella che essi ritengono debba essere la morale cattolica, hanno dato così a lungo - e continuano a dare - credito a un uomo come Silvio Berlusconi?

domenica 18 settembre 2011

Secessione: appello eversivo o esca per imbecilli?

In difficoltà sul piano politico, in crisi di consensi e in deficit di idee, la Lega Nord rispolvera per l'ennesima volta il secessionismo.
Ora, i casi sono due: o la secessione è sempre rimasta il vero obiettivo della Lega, talvolta dissimulato per opportunismo, talaltra apertamente dichiarato, ma costantemente perseguito sabotando e logorando le istituzioni repubblicane e democratiche dall'interno, e segretamente lavorando perché l'Italia colasse a picco; oppure la secessione è solo uno specchietto per le allodole, un'esca per imbecilli, un fantasma artificiale da agitare ogniqualvolta la stella leghista si appanna un po' per suscitare gli entusiasmi del sedicente "popolo padano". Nel primo caso abbiamo a che fare con un autentico progetto eversivo con implicazioni criminali nella misura in cui si ripercuote sulla vita quotidiana e sul benessere di tanti cittadini italiani e viola il patto su cui si basa la nostra unità nazionale. Nel secondo caso siamo davanti a degli incantatori di serpenti, degli imbonitori da starpazzo, dei ciarlatani che da vent'anni prendono in giro gli italiani tutti e i loro elettori in primo luogo. Tertium non datur.

sabato 17 settembre 2011

Consiglio regionale lombardo in stallo di fronte alla crisi economica

Nonostante la manovra d'emergenza abbia ormai assunto un assetto definitivo, e sia perfettamente chiaro come le Regioni e gli enti locali ne subiranno le conseguenze più aspre sotto forma di tagli di trasferimenti, il Consiglio regionale lombardo esita a mettere all'ordine del giorno la discussione sulle correzioni di rotta che la manovra imporrà; nulla si sa sulle contromisure che verranno opposte ai provvedimenti del Governo per evitare che i cittadini lombardi debbano subire contraccolpi troppo pesanti dal punto di vista del ridimensionamento dei servizi offerti.
La discussione, infatti, è stata calendarizzata soltanto per il 27 settembre. Perché? Semplice: le divisioni all'interno della maggioranza consigliare impediscono a Formigoni e ai suoi di mettere a punto una strategia univoca. E si badi che il problema non è costituito affatto dalle tradizionali divergenze fra Lega Nord e Pdl (che anzi in questo momento sono vicini come non mai); il problema deriva da come sono approdati in Regione Lombardia alcuni consiglieri su cui Formigoni dovrebbe poter contare a occhi chiusi.
Infatti, dato che in questo caso si tratta di sconfessare in parte l'operato del Governo, credete forse che personaggi come Nicole Minetti siano disposti ad appoggiare incondizionatamente il Governatore contro il Premier e i suoi sodali?

venerdì 16 settembre 2011

Indagine della Procura di Monza sui ministeri "leghisti" alla Villa Reale

Anche dopo l'inaugurazione ufficiale, le sedi dei Ministeri volute dalla Lega Nord a Monza continuano a suscitare polemiche. Nei giorni scorsi, infatti, proprio in quegli uffici la Lega avrebbe organizzato una riunione "privata" per precisare la propria posizione sulla crisi economica. Il problema è che i distaccamenti dei Ministeri appartengono allo Stato, e non possono essere trattati come una sede di partito. Inevitabile l'apertura di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Monza, che ha lo scopo di verificare se si sia configurato il reato di peculato.
L'episodio in sé può anche apparire una sciocchezza di poco conto; il problema è che i leghisti sono abituati, a tutti i livelli, a considerare e a trattare come cosa loro beni pubblici di cui incidentalmente e provvisoriamente possiedono la gestione. Per non andare troppo lontano, si pensi a come a Gerenzano la Lega tratta il giornalino comunale, che - come è ben noto - viene stampato con soldi pubblici e ciò nonostante è stato ridotto a un opuscolo propagandistico del partito temporaneamente al governo...

giovedì 15 settembre 2011

Referendum contro il "Porcellum": una scelta giusta ma probabilmente poco meditata

Il Referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale (il famigerato "Porcellum"), per il quale è in via di completamento in questi giorni la raccolta di firme, sarebbe, in condizioni normali, assolutamente sacrosanto. La legge elettorale in vigore, infatti, rappresenta un accrocchio che oltre a non permetterci di scegliere uno per uno i nostri rappresentanti (ragion per cui ci regala un Parlamento di nominati e non di eletti), è concepita in modo così bizzarro da regalare talora ingiustificati premi di maggioranza, e da impedire talaltra il chiaro delinearsi di un'unica maggioranza nei due rami del Parlamento, compromettendo così la governabilità stessa del Paese. Bisognerebbe abolirla al più presto con ogni mezzo, vien da pensare.
Eppure, viste le condizioni politiche che si stanno verificando, questo ragionamento potrebbe essere invalidato. Perché? Semplice: perché ogni giorno che passa diventa sempre più probabile che si voterà nel 2012. Ora, è noto come nell'anno delle elezioni politiche i Referendum vengano sospesi e posticipati. Potremmo così trovarci di fronte a un'eventualità francamente paradossale: il Referendum già indetto e giocoforza rimandato potrebbe impedire di fatto al Parlamento di rimettere mano alla legge elettorale prima delle elezioni anticipate (non perché non si possa ma per ragioni di opportunità politica), costringendoci inopinatamente ad andare al voto proprio con il Porcellum!
Che fare dunque, firmare o non firmare? Io probabilmente firmerò, anche perché esiste comunque una piccola possibilità che la Legislatura duri fino alla fine e si vada al voto nel 2013, e perché la firma rappresenta in ogni modo un atto di protesta contro il Porcellum. E tuttavia, forse, ci si poteva pensare meglio prima di cominciare la raccolta firme...

mercoledì 14 settembre 2011

Minibilancio provvisorio dell'operato della Giunta Pisapia a Milano

Lunedì decorrevano i 100 giorni dall'insediamento di Giuliano Pisapia sulla poltrona di Primo cittadino di Milano. Naturale che, come da tradizione, si provi a fare un primo, provvisorio bilancio degli indirizzi di fondo sulla base dei quali il Sindaco e la sua Giunta hanno cercato di impostare il proprio operato.
Se guardiamo al trattamento di questioni essenziali come il dissestato bilancio comunale, l'Expo e il Piano di Governo del Territorio il primo giudizio sull'operato di Pisapia, a mio parere, non può che essere positivo: il Sindaco si è mostrato uomo dalle idee piuttosto chiare, dotato di buon senso, di fermezza, di un notevole equilibrio e di una certa abilità diplomatica laddove necessario.
C'è però una sbavatura che non si può tacere: come si può tuonare contro l'inquinamento che stagna sopra Milano, dichiarare guerra al traffico veicolare, affermare di voler ripensare il sistema dei trasporti valorizzando i mezzi pubblici, e poi avallare un aumento delle tariffe del trasporto pubblico urbano del 50 percento? Certo, vi sono diverse scusanti, dai grossi problemi finanziari che affliggono gli enti locali, al fatto che gli aumenti fossero già stati previsti dalla maggioranza precedente; e tuttavia, da chi proclama di volersi fare portatore di paradigmi di governo nuovi, io mi aspetto che non si lasci frenare da questi particolari.

martedì 13 settembre 2011

Fibrillazioni all'interno della Lega Nord

La granitica compattezza della Lega Nord che eravamo abituati a conoscere, da qualche tempo, sta mostrando qualche crepa, che pare essersi accentuata proprio in questi giorni.
Due gli episodi incriminati, che hanno avuto per teatro proprio la provincia di Varese, culla del movimento. Il primo: la comparsa di una fronda interna alla Lega varesina, che si raccoglie intorno al blog www.lavelinaverde.org , predica un ritorno alla "purezza delle origini",  e accusa in particolare la corrente maroniana (a cui, lo ricordiamo, appartengono anche molti dei leghisti gerenzanesi) di "affarismo" e "clientelismo" (due mali che in realtà non sono appannaggio esclusivo di una sola corrente della Lega, ma sono diventati consustanziali al potere leghista in generale).
Il secondo episodio: la minaccia di espulsione formulata dai vertici leghisti all'indirizzo di Attilio Fontana, Sindaco di Varese, attivissimo nella protesta degli amministratori locali contro il Governo e la Finanziaria, dopo che Fontana ha manifestato l'intenzione di partecipare allo "sciopero dei Sindaci" del 15 settembre prossimo. Una minaccia (che qualcuno definirebbe degna di un partito di stampo staliniano) con ogni evidenza dettata dall'estremo nervosismo che regna all'interno del partito di Bossi, e dalla necessità da parte dei maggiorenti di oggi di continuare a presidiare le stanze dei bottoni; di fronte a questa esigenza, il rispetto dei militanti e il legame col territorio passano evidentemente in secondo piano...

lunedì 12 settembre 2011

FINESTRA ITALIANA

La politica italiana sta diventando una continua, imbarazzante, stucchevole rimasticatura delle stesse questioni, che si ripropongono sempre in chiave diversa ma caratterizzate dalla medesima sostanza di fondo.
La manovra economica d'emergenza sembra aver assunto un assetto più o meno stabile, anche se, dato che la debolezza strutturale del nostro sistema economico rimane, c'è sempre il rischio che le turbolenze dei mercati si ripercuotano sul paese al punto tale da rendere presto necessari "nuovi sacrifici"; intanto, superato il panico delle ultime settimane, i politici di maggioranza ricominciano a parlare di "riforme", senza però degnarsi di riempire questo vuoto lessema di qualche significato concreto: la "necessità di fare le riforme" è ormai diventato il tema principe del cazzeggio istituzionale.
Per contestualizzare degnamente tutta questa situazione, ecco Berlusconi che non sa più cosa inventarsi per sfuggire alle proprie responsabilità, e si procura improbabili impegni europei pur di non rispondere alla convocazione dei giudici, esponendoci all'ennesima figuraccia internazionale.
Direi che è diventato persino ovvio il fatto che la rimozione di Berlusconi dal panorama politico sia un passo ineluttabile: certo la deberlusconizzazione non risolverebbe d'incanto i nostri problemi, ma  contribuirebbe a fare chiarezza, costringendoci a riconoscerli e ad affrontarli. 

P.S. incredibile è la notizia della prossima apertura (il 28 ottobre), nella Roma di Alemanno, della prima sede ufficiale dell'organizzazione neonazista e antisemita "Blood and Honour", che professa idee grossomodo analoghe a quelle di Anders Behring Breivik, lo stragista norvegese. Altrove (in Germania e in Inghilterra) sono stati cacciati a calci, vietata la loro associazione, arrestati i militanti; qui da noi, auspici i "giovani di destra" di Casa Pound, trovano graziosa ospitalità...

domenica 11 settembre 2011

11 settembre 10 anni dopo

Tutti ricordano molto bene dov'erano e cosa stavano facendo 10 anni fa quando vennero a sapere che due aerei si erano schiantati sulle torri gemelle a New York. Io non faccio eccezione: ero a Milano, stavo andando in Università a piedi dalla stazione per fare qualche riflessione post-tesi con un professore, e passando davanti alla sede della Swiss Bank in via dei Mercanti, che aveva un televisore sempre sintonizzato sulla Cnn, vidi un anomalo assembramento. Mi fermai anch'io, ma la calca era tale che non riuscii a scorgere nulla. Poi, proseguendo nella mia camminata, sentii diversa gente impaurita parlare al cellulare: qualcuno raccomandava ad amici o conoscenti di non prendere la metropolitana. Abbastanza frastornato arrivai all'Università, e lì incontrai un'amica che mi raccontò tutto quello che era successo. La simultaneità dell'attacco ai simboli del potere statunitense mi sembrò impressionante e quasi incredibile; che cos'altro ci si poteva aspettare dai misteriosi responsabili degli attentati? Chi erano, e cosa volevano? Il disorientamento era assoluto. Solo più tardi vennero le accuse a Osama bin Laden, il Patriot Act, l'attacco all'Afghanistan e poi la vergognosa guerra in Iraq.
Oggi tutti parlano di quel giorno come del giorno che cambiò il mondo. Secondo me, per quanto emotivamente quell'attentato risultò sconvolgente, la portata storica dell'evento è decisamente sopravvalutata. L'11 settembre non fece altro che accelerare processi già in atto, quali la globalizzazione dell'estremismo islamico, e fornì agli Usa il pretesto per intervenire militarmente in Asia centrale, un'area in cui essi dovevano difendere fondamentali presidi geopolitici e strategico-energetici (tanto che non mi sorprenderebbe più di tanto se fosse un giorno provato che i Servizi segreti statunitensi fossero a conoscenza della possibilità che si verificasse un attentato "importante" e semplicemente lasciarono fare, come qualcuno peraltro già sostiene...).
Forse l'unica cosa che quello che accadde l'11 settembre cambiò in maniera decisiva fu la nostra percezione del mondo contemporaneo: gli attentati ci donarono la consapevolezza dell'assoluta interconnessione della politica globale, da ogni punto di vista.

sabato 10 settembre 2011

Duello all'ultimo sangue nel Pdl Lombardia

All'interno del Popolo della Libertà in Lombardia è in corso un duello all'ultimo sangue per la guida del partito a livello regionale e per la possibile successione a Roberto Formigoni nel ruolo di Governatore.
I contendenti: il maggiorente di Comunione e Liberazione Maurizio Lupi e il peggiore ministro dell'istruzione della storia dell'Italia repubblicana, Mariastella Gelmini, berlusconiana di ferro (ricordiamo che il suo più grande merito agli occhi del capo - e la vera ragione per cui è poi diventata Ministro - è quello di essere riuscita a riempire piazza San Babila di militanti che sembrassero passare di lì per caso, pronti ad acclamare Berlusconi al momento del famoso "predellino", che prefigurò la nascita del Pdl).
In realtà la Gelmini, fino a non molto tempo fa, andava d'amore e d'accordo con Cl, perché la sua riforma del sistema scolastico va nella direzione di una destrutturazione della scuola pubblica a beneficio delle paritarie, nel mercato delle quali Cl gode di solide posizioni ed era pronta ad investire ancora di più.
I problemi sono sorti quando la Gelmini ha bloccato i corsi di abilitazione all'insegnamento (che per Cl erano un buon affare) ed è stata costretta da alcune sentenze della magistratura ad avviare l'assunzione a tempo indeterminato dei precari nella scuola; in questo modo ha involontariamente tolto acqua al mulino delle paritarie che - scandalosamente - sono abituate ad assumere insegnanti con contratti precari, licenziandoli a giugno e riassumendoli a settembre.
Al di là di tali questioni, tecniche, comunque, pare che la lotta fra Lupi e la Gelmini abbia assunto le caratteristiche di una pura e semplice battaglia per il potere.
Per chi parteggiamo noi? Fra due opzioni entrambe pessime non abbiamo cuore di scegliere...

venerdì 9 settembre 2011

Le priorità di questo pseudo-governo

La situazione italiana sul versante economico-finanziario continua ad essere estremamente pericolosa, e la lacunosa manovra d'emergenza appena varata promette di essere soltanto una cura palliativa del male di cui soffre il paese.
Di fronte a un quadro del genere, un Governo capace ed efficiente metterebbe subito in agenda provvedimenti strutturali ben calibrati per provare a sostenere e a rilanciare un sistema produttivo irrimediabilmente zoppicante. Invece a cosa pensa Berlusconi? A mettere un bavaglio a giudici e giornali che gli fanno le pulci attraverso una nuova legge sulle intercettazioni.
Temo che si sia vicini a un punto di non ritorno.

giovedì 8 settembre 2011

Aspetti discutibili della manovra d'emergenza

In che cosa è criticabile la manovra d'emergenza varata dal Governo? Io individuerei i seguenti punti:

1) Colpisce i redditi e non i patrimoni
2) Colpisce i redditi da lavoro (oltre una certa soglia) e non le rendite finanziarie
3) Non tocca le pensioni, il cui assetto andrà comunque ripensato nel prossimo futuro
4) Determina tagli alla spesa pubblica che finiscono per essere quasi totalmente a carico degli enti locali
5) Annulla le sforbiciate agli immotivati privilegi di cui gode la classe dirigente politica
6) Non sostiene in alcun modo un sistema produttivo da tempo languente come quello italiano
7) Non insiste a sufficienza sul contrasto all'evasione e all'elusione fiscale
8) Spreca quella che alcuni analisti hanno definito "l'ultima cartuccia" - vale a dire la carta dell'aumento dell'Iva - da conservare per frangenti ancora più disperati di quello attuale
9) Depotenzia totalmente il congegno del cosiddetto federalismo fiscale, che era stato articolato su base provinciale.

Come si fa, di fronte a tutto questo, a sostenere che il voto contrario delle opposizioni al provvedimento sia in tutto e per tutto pretestuoso?

mercoledì 7 settembre 2011

Manovra d'emergenza: perché la fiducia?

Il gorgo debitorio italiano e gli affannosi tentativi di porvi rimedio non possono che ricorrere nei nostri post in questi giorni, visto che non siamo mai stati così vicini all'orlo di un baratro in cui cadremmo tutti, lombardi, varesini, gerenzanesi.
Pare che ora la manovra d'emergenza abbia assunto un assetto definitivo; perché, però, porre la fiducia al momento del voto in Senato? Un sostenitore del Governo potrebbe rispondere, anche in buona fede: perché bisogna assolutamente fare presto. Eppure non è sembrato che il centrodestra fino ad ora abbia mostrato tutta questa consapevolezza della necessità di affrettarsi; in più si può dire che le opposizioni avevano garantito la riduzione al minimo del numero degli emendamenti presentati, purché il provvedimento fosse aperto anche al loro contributo.
In realtà l'offerta è stata declinata per due ragioni. La prima: della manovra come è uscita dal Consiglio dei Ministri non doveva cambiare una virgola affinché fosse valido il tacito patto siglato dal Governo, dopo faticosissime mediazioni, con innumerevoli poteri corporativi. La seconda: il Governo in questo momento non può permettersi di vedere accentuate le divaricazioni presenti al suo interno da un acceso dibattito parlamentare, perché se Berlusconi cade questa volta rischia davvero di andare in galera e di non ritornare a galla più.
Detto questo, la mia impressione è che purtroppo questo non sia l'ultimo frangente difficile che il nostro paese dovrà affrontare nel prossimo futuro.

martedì 6 settembre 2011

Il giro della Padania

Che lo sport sia alieno da usi politici (virtuosi o viziosi), da sottointesi ideologici e da strumentalizzazioni, è una pia illusione. Dalle mani guantate di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, ai boicottaggi incrociati dei Giochi del 1980 (di Mosca) e del 1984 (di Los Angeles), dalla Steaua Bucarest di Ceausescu al Milan di Berlusconi, dal "maoista" Breitner al "neofascista" Di Canio, gli esempi di ricadute politiche di eventi o personaggi sportivi sono moltissimi.Così, forse, non è il caso di scandalizzarsi del fatto che Umberto e Renzo Bossi abbiano tentato di promuovere le proprie sgangherate idee secessioniste attraverso una gara ciclistica. Un po' meno normale è che fior di professionisti si siano prestati a questo gioco (e non parlo di Ivan Basso, noto dopato); un po' meno normale è che, in un momento come questo, si siano trovati fondi pubblici per finanziare un simile evento; un po' meno normale è che la RAI abbia giudicato naturale dare copertura televisiva a una trovata chiaramente propagandistica come il Giro della Padania.
Ma, si sa, la normalità non è di casa oggi in Italia.

lunedì 5 settembre 2011

FINESTRA ITALIANA

In un frangente economicamente difficilissimo per tutti i paesi occidentali, l'incompetenza, l'inefficienza e l'incredibile confusione di questo frastornato Governo ci sta portando seriamente sull'orlo della bancarotta.
Ogni giorno c'è una correzione di rotta, e si esita a prendere misure decisive per contenere il nostro mastodontico debito pubblico e ridare fiato al nostro sistema produttivo.
Si è parlato di "contributo di solidarietà", ma la misura è stata cassata per non turbare i ricchi; si è evocata la patrimoniale, ma l'idea è stata accantonata perché avrebbe rischiato di far assomigliare troppo il centrodestra al centrosinistra; si è discusso di un aumento dell'Iva, ma il provvedimento non è stato preso per non frenare i consumi; si è imboccata la via di un deciso contrasto all'evasione fiscale, ma si è subito tornati indietro perché si è pensato che la cosa avrebbe scontentato troppi elettori del Pdl; si è introdotta l'abolizione del riscatto della laurea e del servizio militare al fine di raggiungere l'età della pensione, ma non se ne è fatto nulla; il taglio delle province sembrava cosa fatta, ma ora c'è chi mette in dubbio persino la sua attuabilità.
In mezzo a tutte queste fughe in avanti seguite da inopinate resipiscenze, vengono lasciati cadere articoletti di legge che sembrano patetici tentativi di tenere a freno le voci critiche che si levano persino da Confindustria (tali, ad esempio, la norma sull'abolizione delle festività laiche e quella sui "licenziamenti facili" estratta dal cilindro della maggioranza appena ieri).
C'è chi avanza l'ipotesi di lasciare il posto a governi tecnici di solidarietà nazionale, che godano dell'appoggio temporaneo tanto del Pd quanto del Pdl; ipotesi che però non tiene conto del fatto che Berlusconi e il Pdl, in questo momento, sono parte del problema, e quindi difficilmente potrebbero diventare parte della soluzione.
L'ideale sarebbe riuscire ad approvare, articolo per articolo, misure draconiane come quelle che ci chiede l'Europa, contando su "maggioranze a geometrie variabili"; e poi sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni. Purtroppo, però, sappiamo tutti che questo non accadrà.


P.S. E' giusto, in chiusura di questa edizione della "Finestra italiana", ricordare Mino Martinazzoli, "democristiano atipico", "cattolico di sinistra", "politico dalla prosa complessa ed elegantissima", uomo perbene.   

domenica 4 settembre 2011

Come affrontare la crisi secondo il Pd Lombardia

Il Pd Lombardia ha formulato un decalogo di proposte per affrontare l'emergenza economica e l'inevitabile taglio dei costi dal punto di vista specificamente regionale. Eccolo:

1. Soppressione della Provincia di Milano e costituzione della Città Metropolitana Milanese per la gestione associata dei principali ambiti di governo trasporti e infrastrutture, urbanistica e territorio, servizi socio-assistenziali, etc.

2. Rendere subito operative le Unioni dei Comuni per tutte le realtà locali sotto i 5.000 abitanti anche attraverso una legge regionale di riordino territoriale che definisca i meccanismi di premialità e gli ambiti territoriali ottimali.

3. Razionalizzazione delle Province lombarde secondo la proposta di Legge Costituzionale presentata dal Pd in Parlamento.

4. Liberalizzazione del settore del trasporto pubblico locale regionale - a partire da quello ferroviario - per promuovere vera concorrenza.

5. Taglio radicale delle società partecipate da Regione, Province e Comuni eliminando innanzitutto gli organi societari per le società "in house".

6. Soppressione e fusione di enti intermedi e strumentali: si parta subito dai Consorzi di Bonifica, dall’unificazione di società come Finlombarda e Cestec anche con l’eliminazione contestuale di tutte le società sotto partecipate.


7. Riorganizzazione della governance e delle funzioni di Asl e Aziende Ospedaliere di concerto con gli Enti Locali.

8. Superamento dei "Pirellini" presenti in tutta la regione (le varie sedi staccate della presidenza della regione, n.d.r.).

9. Soppressione delle figure dei quattro Sottosegretari di Regione Lombardia e dei quattro Delegati del Presidente.

10.Eliminazione del vitalizio, taglio delle indennità di fine mandato e delle indennità mensili dei consiglieri regionali secondo la proposta di legge già formalizzata il 28 giugno scorso da approvare entro ottobre

sabato 3 settembre 2011

I rapporti tra l'Amministrazione e la Consulta dello sport

Quando fu creata una ventina di anni fa, per iniziativa di Anna Restelli, la Consulta dello sport aveva lo scopo di indurre le associazioni sportive operanti a Gerenzano a confrontarsi fra loro, ad armonizzare le rispettive esigenze e a collaborare nella ripartizione degli spazi e delle risorse disponibili in maniera tale che tutte avessero la possibilità di esplicare la propria specifica attività.
E' opinione comune che la Giunta leghista, con l'assessore Cristiano Borghi (responsabile dello sport, del tempo libero e della sicurezza), abbia poi valorizzato la Consulta, dandole spazio e rispettandone l'autonomia. Ma è davvero così? Quello che è accaduto durante il mese di luglio, nella fase di assegnazione degli orari di utilizzo delle palestre gerenzanesi alle diverse associazioni sportive per la stagione 2011-2012 parrebbe smentire questa credenza diffusa.
Il 18 luglio, infatti, si è tenuta presso il Municipio di Gerenzano, alla presenza delle stesso assessore Borghi, la riunione della Consulta per la ripartizione degli spazi orari nelle diverse palestre (quella del Palazzetto dello sport, quella della scuola elementare papa Giovanni XXIII e quella della scuola media Enrico Fermi). L'assegnazione, a quanto mi consta, è avvenuta democraticamente, tramite libero accordo tra i rappresentanti delle diverse associazioni.
Tradizionalmente, quanto viene deciso liberamente dalle associazioni viene ratificato dall'amministrazione comunale. Questa volta non è stato così. Pochi giorni dopo l'assemblea del 18 luglio, l'assessore Cristiano Borghi ha unilateralmente deciso di invalidare le decisioni prese dalla consulta in quanto la ripartizione degli orari risultava a suo giudizio "iniqua", e non teneva conto  del numero di iscritti di ogni singola associazione.
Ora, può anche essere che il numero degli iscritti costituisca un criterio guida valido e razionale per la suddivisione degli spazi e dei tempi d'uso delle palestre fra le diverse associazioni. Il problema è che tale criterio andrebbe esplicitato prima, invitando i rappresentanti delle associazioni stesse a tenerne conto; e pare che non solo questo non sia avvenuto questa volta, ma che anche in passato la cogenza di questo principo non sia mai stata rispettata.
Inoltre, se l'assessore Borghi aveva qualcosa da dire, non poteva prendere la parola la sera del 18 luglio?
Che cosa è accaduto dunque dopo la serata del 18 luglio? Probabilmente i rappresentanti di qualche associazione particolarmente potente o particolarmente vicina al mondo leghista, non del tutto soddisfatti degli orari ad essi assegnati, hanno deciso di bypassare la Consulta, rivolgendosi direttamente all'assessore Borghi o al Sindaco, che d'autorità hanno annullato le deliberazioni della Consulta medesima.
A questo punto io mi pongo due domande. La prima: la Consulta dello sport - che dovrebbe essere il luogo di mediazione fra le esigenze delle diverse società -, visto l'imperio dell'amministrazione, non è per caso diventata lo strumento con cui i leghisti esercitano il proprio controllo sulle realtà associative distinguendo "buoni" e "cattivi", e distribuendo premi e rimbrotti agli uni e agli altri a seconda del grado di acquiescenza ai voleri della Giunta e, sotto elezioni, del numero di voti di cui possono farsi veicolo? La seconda: chi presiede la Consulta si fa mettere i piedi in testa così dall'amministrazione? (è vero che la Consulta è un organo consultivo privo di poteri effettivi; se però si limita a ricalcare passivamente la volontà dell'amministrazione, la sua utilità si avvicina allo zero...)

venerdì 2 settembre 2011

Protesta antileghista di fronte ai ministeri fantasma

Una delegazione (composta da una quarantina di persone) dell'Associazione commercianti di Padova è approdata a Monza per manifestare davanti alle nuove sedi dei Ministeri dell'Economia, della Semplificazione e delle Riforme presso la Villa Reale, esprimendo il proprio disagio per non aver ricevuto adeguata difesa come categoria dalla Lega Nord durante il varo della manovra. Alla Lega si rimprovera un atteggiamento ambiguo e tentennante, con l'assenza di una linea di condotta univoca, e la mancanza di idee per sostenere il commercio in un momento di particolare difficoltà per il settore. Il provvedimento più cervellotico di tutti sarebbe - secondo i portavoce dell'associazione - il temporaneo aumento dell'Iva di 2 punti percentuali che il Governo si riserverebbe di disporre per decreto in caso di necessità, per un periodo di tre mesi (così, per quei tre mesi, le vendite si arenerebbero automaticamente in attesa dell'abbassamento delle aliquote...).
Il vero problema per i manifestanti è che a Monza non hanno trovato affatto i Ministri né i funzionari dei Ministeri; le nuove sedi, che era previsto fossero operative dall'inizio di settembre, erano infatti chiuse. Scherzi da leghisti...

giovedì 1 settembre 2011

Come la Lega prepara le amministrative 2012 a Gerenzano

Un tempo si diceva che le amministrazioni in carica, prima delle elezioni, asfaltassero le strade per catturare il consenso dei cittadini distratti. Qualcosa del genere sembra stia preparando la Lega Nord a Gerenzano in vista delle amministrative del 2012. Infatti pare che tutti i progetti in corso d'opera, anche quelli in grave ritardo sulla originaria tabella di marcia, siano stati sincronizzati per avere un termine poco prima delle elezioni, in maniera tale da far apprire il volto di Gerenzano più grazioso possibile. Due esempi su tutti: in primo luogo il palazzo comunale, la cui ristrutturazione sarebbe dovuta essere portata a termine un anno e mezzo fa, e che per mesi ha avuto l'aspetto di un rudere abbandonato per il blocco dei lavori; di certo, entro la primavera prossima tornerà come nuovo. In secondo luogo il Parco degli Aironi: per due anni si è tentato inutilmente di affidarlo a privati stilando convenzioni bizzarramente concepite; ora c'è da scommettere che, grazie a una donazione di 186 mila euro di recente ricevuta dal Comune, assumerà un'aspetto più rigoglioso che mai.
Poco male, in fondo: se le elezioni diventano un'occasione per portare a soluzione problemi annosi, ben vengano anche tutti gli anni. Mi chiedo solo se basterà così poco per far dimenticare il conclamato razzismo di questa giunta, un discutibile Piano di Governo del Territorio, una disastrosa gestione della farmacia comunale e, più in generale, una notevole incapacità di programare con chiarezza il futuro prossimo di Gerenzano.