lunedì 30 aprile 2012

FINESTRA ITALIANA

E' vero che il compito precipuo del Governo Monti era quello di affrontare l'emergenza e di tranquillizzare i mercati, avviando la messa in sicurezza dei conti pubblici dissestati; è tuttavia singolare che la spending review per l'eliminazione delle spese superflue venga subito dopo l'aumento di varie imposte: non sarebbe stato più logico eliminare prima le spese superflue e poi, semmai, procedere con un aumento delle imposte?
Non vorrei che la revisione della spesa sia dunque operata con il solo scopo di concepire gli ultraliberisti che vedono le tasse in sé e per sé (specialmente quando vanno a toccare gli interessi dei più ricchi) come il fumo negli occhi. Leggo ora ad esempio che, fra le spese che subiranno una contrazione, ci sarà quasi certamente anche quella per la scuola pubblica. Mi chiedo se non sia logico intervenire prima sui contributi alle scuole private; al di là di ogni altra considerazione, mi sembra razionale - in un momento difficile per lo Stato - riservare le risorse disponibili in prima battuta ai servizi scolastici istituzionalmente concepiti per tutti, e poi, semmai, concedere fondi residui, se ne rimangono, a istituti che si rivolgono giocoforza solo a una parte della popolazione.
Cambiando totalmente argomento, mi lascia molto perplesso l'atteggiamento degli animalisti che hanno dato l'assalto a Green hill, a Montichiari, per liberare i cani di razza beagle destinati alla ricerca scientifica.
Forse non tutti sanno che le procedure che vengono genericamente bollate come "vivisezione" vengono sottoposte all'approvazione di un comitato etico che ha lo scopo specifico di non far soffrire gli animali che vengono "sacrificati". Poi è anche legittimo mettere in discussione la pratica della ricerca effettuata sugli animali in sé e per sé; ma che sia ragionevole farlo non è così scontato, dato che senza il contributo degli animali, è verosimile che i tempi per trovare cure a determinate malattie si allungherebbero in maniera significativa...

Le proteste contro l'Imu e il comune di Gerenzano

Fra le tante tasse varate dal Governo Monti, l'Imu è obiettivamente una delle meno inique (se ci si pensa bene, è una patrimoniale applicata al bene più "patrimonializzato" nel nostro paese: la casa); è però una tassa che - dato che andrà in buona parte a finanziare i comuni - chiama in causa in prima persona, per la riscossione, i Sindaci. E' naturale che, nell'imminenza delle elezioni amministrative, molti primi cittadini tentino di sfruttare elettoralmente il malcontento che ogni tassa porta con sé.
In prima linea sul fronte della protesta vi sono i Sindaci leghisti, viste le difficoltà in cui il loro partito è invischiato. Non fa eccezione il Sindaco di Gerenzano Garbelli, che si è sbilanciato promettendo che non farà pagare l'Imu.
Il problema è che non è facoltà dei Sindaci decidere se far pagare l'Imu o no; i comuni che si rifiuteranno di riscuoterla, potrebbero essere semplicemente commissariati. E' questo il destino che ci aspetta, se dovesse rivincere la Lega?

Weekend di campagna elettorale

Gazebo in piazza del mercato, questo sabato, per tutte le forze politiche coinvolte nella campagna elettorale. A una settimana dalle elezioni , la Lega Nord, in evidente difficoltà, ha scelto di affidare le proprie chances di recuperare consensi all'interno del suo elettorato storico a un personaggio di una certa notorietà come l’eurodeputato Matteo Salvini.
Salvini (che si è autodefinito in passato “il comunista padano”, ma ha avuto modo di distinguersi più volte soprattutto per alcune uscite xenofobe) ha compiuto un giro della piazza fra le bancarelle dietro a una bandiera con il sole delle alpi; è poi stato portato dai leghisti locali nei bar del centro per stringere mani e tenere qualche microcomizio.
Presso i gazebo delle forze politiche antagoniste si è segnalata la presenza di scope, probabilmente per alludere alle poco pulite vicende in cui pare invischiata tutta la dirigenza nazionale della Lega Nord.

venerdì 27 aprile 2012

2 maggio: concerto pre-elettorale per Gerenzano Democratica

Mercoledì 2 maggio, alle ore 21, nell'auditorium di via Manzoni, Gerenzano Democratica organizza un concerto con Renato Franchi e l'Orchestrina del suonatore Jones. Sarà un'occasione per incontrarsi e per discutere liberamente del futuro del nostro paese. Chiuderà la serata il candidato Sindaco di Gerenzano Democratica Pier Angelo Gianni.

 

giovedì 26 aprile 2012

Diario di campagna elettorale n.5

Le elezioni amministrative sono ormai molto vicine, e tutte le formazioni politiche in corsa stanno producendosi - ciascuna a suo modo - nello sforzo della campagna elettorale per far conoscere al meglio i propri uomini e i propri programmi. Anche se l'ultima settimana sarà molto importante per catturare l'attenzione dei distratti, convincere gli indecisi, portare alle urne una parte di coloro che potrebbero non votare, qualche considerazione si può cominciare a farla.
La Lega Nord ha confermato fino ad ora l'impressione di stanchezza avvertita nei mesi scorsi: non solo le facce sono sempre quelle; anche le promesse elettorali roboanti e vacue degli ultimi 2 lustri tendono a ripetersi. Di certo non hanno aiutato gli scivoloni del partito sulle avventurose operazioni finanziarie di Belsito, i diamanti di Rosi Mauro, gli accaparramenti della famiglia Bossi. Ma Garbelli e i suoi ci hanno messo del loro: non sono riusciti a terminare la ristrutturazione del Palazzo municipale; sono inciampati nella serata annullata dal prefetto in cui intendevano - violando le norme vigenti - presentare come un grande successo dell'amministrazione la futura realizzazione di una rotonda sulla Statale che dovrebbe già essere pronta da anni; più in generale (complici anche le precarie condizioni di Salute del Sindaco) sono parsi assai più frastornati che in passato.
L'Unione Padana ha portato avanti tranquillamente la sua campagna propagandando idee piuttosto velleitarie, da forza indipendentista dura e pura, che non potranno farla uscire dalla marginalità della propria proposta; Enrico Colombo rischia comunque di raccogliere un numero consistente di voti se l'emorragia di consensi della Lega Nord sarà più copiosa del previsto.
Insieme e libertà per Gerenzano è stata invece molto aggressiva, giocando però tutta la sua campagna "contro": contro la Lega, che rappresenterebbe la peggiore amministrazione concepibile; contro il centrosinistra, che viene accusato di favorire la Lega per il solo fatto di aver presentato la propria lista. Qualcuno è arrivato a sostenere addirittura che "ogni voto dato al centrosinistra è un voto regalato alla Lega"; non ho ancora capito se una simile fesseria sia dettata da un'autoesaltazione egotica che sfocia in una visione distorta della realtà, da un'insicurezza di fondo che si traduce nel bisogno di farsi coraggio attraverso il mancato riconoscimento dei propri antagonisti, o da pura e semplice arroganza. E' vero che Gerenzano si trova in una zona tradizionalmente "bianca" dal punto di vista politico; ma i dati delle ultime due tornate amministrative (quella del 2002 e quella del 2007) ci dicono che la consistenza del centrodestra extraleghista e quella del centrosinistra più o meno si equivalgono. A questo si deve aggiungere il fatto che il centrodestra attraversa un momento non propriamente esaltante a livello nazionale...
Gerenzano Democratica ha provato invece a proporre le proprie idee "in positivo", cercando anche di intrecciare una serie di relazioni con altri amministratori locali e con politici di livello regionale e nazionale, che servono ora per analizzare la situazione del nostro comune in prospettiva, e che potranno servire in futuro per ricevere supporti adeguati al fine di tradurre in essere i propositi contenuti nel programma.
La verità è che, al momento, non si può dire chi vincerà: non si sa quanto inciderà l'astensionismo, non si sa quanto la Lega pagherà gli scandali delle ultime settimane, non si sa dove eventualmente andranno i voti in fuga dalla Lega, non si conosce la reale presa sulla gente di Gerenzano né del progetto di Gerenzano Democratica, né di quello dello pseudo-listone ILPG.

mercoledì 25 aprile 2012

La festa della liberazione a Gerenzano

Anche quest'anno, il corteo per la festa del 25 aprile a Gerenzano è stato piuttosto partecipato (ma siamo sotto elezioni, e i rappresentanti delle formazioni politiche in corsa non potevano mancare); anche quest'anno, il discorso del Sindaco Garbelli - che ha avuto almeno il pregio di essere assai breve - non ha entusiasmato: al di là della discutibile pretesa di mettere sullo stesso piano tutti i combattenti della guerra civile che lacerò l'Italia tra 1943 e 1945 (cosa che non è una novità per questa amministrazione), è parso avventuroso il tentativo di slittare dalla celebrazione della Liberazione alla critica al "Governo dei banchieri" di Mario Monti.
Da parte mia, per riscoprire nella sua concretezza quella fase storica controversa e fondamentale per i destini del nostro Paese, mi piacerebbe consigliare un piccolo libro che è uscito meno di un anno fa, e che è un gioiello: Due anni senza gloria di Lodovico Terzi (Einaudi, 92 pagine, 12,00 euro). Si tratta della ricostruzione del biennio '43-'45 dal punto di vista dell'autore, che lo visse "dalla parte sbagliata", essendosi arruolato, appena diciottenne, nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana. Il pregio maggiore del libro è quello di coniugare giudizi molto netti e direi incontrovertibili - ma non semplicistici - sulla fase declinante del fascismo con una rivisitazione di quel periodo varia, piena di sfumature e del tutto priva di quei banali schematismi da cui sono parimenti afflitte una parte della storiografia "ufficiale" e tutta la storiografia "revisionista".  

martedì 24 aprile 2012

Gerenzano chiama Lombardia: la serata con Alessandro Alfieri e Pippo Civati

Ieri sera, ospiti di Gerenzano Democratica, sono venuti a Gerenzano - nel salone messo a disposizione dalla cooperativa Scelag - Alessandro Alfieri e Pippo Civati, Consiglieri regionali del Pd.
Si è parlato a lungo di Lombardia, delle difficoltà attuali di Formigoni e della Lega, della situazione italiana, del Governo Monti, del rapporto fra i cittadini e i partiti, della centralità del ruolo dei Comuni e di chi li amministra, delle prospettive future per Gerenzano.
Rappresentanti di punta della nuova generazione politica, Alfieri e Civati (che in Lombardia hanno lavorato con assiduità negli ultimi anni su problemi quali la Sanità, i trasporti, l'immigrazione) hanno consentito di operare un confronto tra le esigenze più concrete sentite a livello locale e le modalità operative della politica a livelli più alti; il pubblico presente in sala non ha risparmiato ai due Consiglieri domande anche poco accomodanti sulla crisi dei partiti e sull'inettitudine dell'attuale classe dirigente.
Il candidato Sindaco Pier Angelo Gianni - che ha preso la parola dopo di loro - ha avuto così l'opportunità di esporre i progetti di Gerenzano Democratica inserendoli in un orizzonte più vasto, e concludendo il suo discorso con la presentazione ufficiale dei componenti della lista che lo sosterrà.

Alfieri e Civati con i componenti la lista di Gerenzano Democratica
 
L'incontro con Alesandro Alfieri e Pippo Civati

P.S. Il Prefetto ha invece annullato la serata organizzata dall'amministrazione in auditorium - violando le norme vigenti - per presentare il progetto della nuova rotonda sulla Statale. Mi chiedo se il fatto che i prefetti non dipendano più da Maroni (come quando era Ministro degli Interni) abbia facilitato questa ineccepibile decisione.

lunedì 23 aprile 2012

FINESTRA ITALIANA

Mentre la Francia sembra apprestarsi a virare a sinistra, archiviando la parentesi Sarkozy (ipotesi di fronte alla quale i mercati per il momento reagiscono con un po' di nervosismo, dato che Hollande è - giustamente - critico al cospetto della politica economica europea), in Italia, come spesso accade, la confusione regna sovrana.
La deprimente situazione economica, l'incertezza generale, la crisi di fiducia nei confronti dei partiti e delle istituzioni stesse apre vere e proprie voragini alla cosiddetta antipolitica. Beppe Grillo raccoglie sempre più consensi ripetendo cose in parte condivisibili, ma tutto sommato abbastanza vecchie: sono mediamente le stesse cose che Pannella dice da trent'anni. Solo che Grillo, con la sua vivacità da teatrante e la sua retorica travolgente, riesce a rendere "palatabili" i giudizi più grevi, e a trasformare la demagogia in spettacolo.
Qualcuno sostiene che proprio Grillo potrebbe catturare parte dei voti in fuga dalla Lega Nord. A me pare che la fisionomia dell'elettore grillino e quella dell'elettore leghista siano troppo diverse per essere conciliabili. Ma posso anche sbagliarmi.
Intanto i politicanti più navigati cercano di attrezzarsi per superare nella maniera migliore la tempesta che sia addensa su di loro. Casini azzera i vertici dell'Udc e si appresta a fondare il "Partito della Nazione", sperando di ricompattare il vecchio voto democristiano; l'operazione, però, sa di puro trasformismo. 
Pisanu, con un po' troppa timidezza, cerca invece di affrancare il centrodestra liberale dall'egemonia berlusconiana. Al momento, il tentativo (più serio e meno "paraculo" di quello di Casini) sembra in verità puramente velleitario.
In queste acque agitate sono contento che il Pd, almeno per ora (e almeno per una volta), riesca a tenere senza troppi scarti la propria rotta (ma conviene non parlare troppo forte). 
La crisi di credibilità, frattanto, coinvolge anche i sindacati, che non credo abbiano diritto di lamentarsi se i lavoratori chiedono di incontrare direttamente il ministro Fornero: evidentemente il tipo di rappresentanza che le organizzazioni sindacali offrono non si attaglia al meglio alle esigenze di coloro che dovrebbero essere rappresentati. 

domenica 22 aprile 2012

Spese sanitarie in Lombardia: le falle del modello Formigoni

In Lombardia si spendono per la Sanità 1,7 miliardi di euro; il 43,8 percento di questa cifra va ai privati, facendo della nostra la Regione nella quale i costi per la Sanità privata sono di gran lunga i più alti in Italia.
Ora, io penso che il modello misto pubblico-privato abbia molte virtù se viene gestito con trasparenza e consente di coniugare la promozione di poli ospedalieri d'eccellenza con un servizio standard di buon livello. L'impianto clientelare dato a questo sistema da Formigoni e dal suo entourage - con un contributo non secondario della Lega Nord - non ha certo aiutato a centrare questo risultato: basta pensare a casi come quello della clinica Santa Rita, al crack del San Raffaele e, da ultimo, allo scandalo della Fondazione Maugeri.
Forse, nella Sanità lombarda, vi sono diverse cose che andrebbero ripensate...

sabato 21 aprile 2012

Propaganda politica irregolare 2

La serata autopromozionale dell'amministrazione leghista, durante la quale verrà presentato il progetto della rotonda sulla Varesina (che viene periodicamente promessa da almeno 6 anni) si farà, nonostante le rimostranze degli altri candidati Sindaco; il Prefetto comminerà probabilmente una multa all'amministrazione di Gerenzano, per sanzionare il comportamento scorretto del Sindaco.
Chi la pagherà? Non la Lega Nord, ma il Comune, cioè noi.
Che dire? Chi amministra Gerenzano, vista la leggerezza con cui tratta le regole vigenti, si dimostra perfettamente isomorfo a coloro che, all'interno della Lega Nord, a livello regionale e nazionale, hanno fatto un uso più che discutibile del denaro dei cittadini.
La Lega si presenta alle elezioni con un simbolo in cui compare ancora il nome di Bossi (al momento dello scoppio dello scandalo non potevano più toglierlo), avendolo già ufficialmente depositato insieme alla propria lista. Già se ci si richiamasse a Umberto sarebbe abbastanza imbarazzante; ma qui, evidentemente, ci si riferisce a Renzo... 

venerdì 20 aprile 2012

Propaganda politica irregolare

All'utilizzo di metodi pochi ortodossi in campagna elettorale la Lega Nord di Gerenzano ci ha abituato da tempo (pensiamo all'utilizzo di lussuose brochure autopromozionali stampate a spese dei contribuenti...). Forse però, questa volta, si è spinta un po' troppo in là.
Infatti, per salvaguardare la dialettica democratica, la legge fa decadere formalmente l'amministrazione in carica un mese prima delle elezioni, in modo tale che durante la campagna elettorale possa occuparsi solo dell'ordinaria amministrazione, e non possa prendere estemporanee iniziative al solo scopo di farsi pubblicità.
Fra le altre cose, l'amministrazione non può dare il proprio patrocinio a qualsivoglia iniziativa, e non può utilizzare le cariche dei suoi esponenti per ottenere pretestuosamente maggiore visibilità.
Ora, cosa hanno organizzato Garbelli e i suoi? Una serata in auditorium per lunedì 23 aprile, durante la quale, alla presenza del presidente della Provincia Dario Galli, verrà presentato il progetto della nuova rotonda sulla statale, tra via XX settembre, via Stazione e la Varesina medesima (costo dell'opera: 700mila euro, metà a carico del Comune, metà provenienti dalla Provincia).
Probabilmente a Garbelli sarebbe piaciuto inaugurare la rotonda in piena campagna elettorale; non potendo farlo, ha pensato bene di prefigurarne la realizzazione.
I tre candidati Sindaco concorrenti (Ivano Campi, Enrico Colombo e Pier Angelo Gianni) hanno scritto al prefetto per segnalare l'irregolarità. Vedremo se verrà presa la decisione di annullare la serata.

giovedì 19 aprile 2012

Gerenzano Democratica: il programma in breve

Ecco, in breve, il programma di Gerenzano Democratica (la versione integrale è depositata in comune ed è consultabile sul sito www.gerenzanodemocratica.it)

Presupposti generali:
A.    I processi attraverso cui si arriverà a prendere le decisioni saranno sempre perfettamente trasparenti

B.    Ogni decisione sarà presa pensando alle generazioni future

C.   Il doveroso supporto alle famiglie che versano in condizioni drammatiche per via della congiuntura economica sfavorevole, attuato sulla base delle risorse disponibili, viene prima di tutto il resto
I nostri progetti:
1.   Promozione della partecipazione diretta della cittadinanza alla gestione amministrativa (attraverso consulte, consigli comunali aperti, commissioni, bilancio partecipato)

2.   Riapertura del giornale comunale aperto ai cittadini,  opposizioni,  scuole, associazioni

3.   Creazione di nuovi spazi per i giovani (con l’istituzione di una “casa della musica”)

4.   Investimenti nelle scuole per aumentare il livello tanto dei supporti tecnici quanto dei servizi educativi; pianificazione a lungo termine del fabbisogno di aule scolatiche

5.   Rilancio delle realtà associative affinché diventino un moltiplicatore di momenti condivisi e la spina dorsale di una rinascita di un senso collettivo della gente di Gerenzano

6.   Avvio della sperimentazione di “case protette” per gli anziani soli nel centro storico del paese

7.   Riqualificazione del centro storico in funzione della ricerca della bellezza e dell’armonia (valorizzazione delle costruzioni storiche, introduzione di un nuovo codice cromatico per gli edifici del centro)

8.   Avvio di una nuova gestione del territorio volta a trasformare Gerenzano nel “polmone verde del saronnese” (stop al consumo di suolo)

9.   Avvio del progetto “sole per tutti”, finalizzato a favorire l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici e privati

10. Collegamento con i paesi vicini attraverso un sistema di piste ciclabili di qualità

11. Salvaguardia della piccola distribuzione e dei negozi del paese

12. Promozione di una filosofia dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati: un paese più aperto è un paese più sereno, più vivibile e più sicuro.

mercoledì 18 aprile 2012

Perché Formigoni non si dimette

Perché Formigoni non si dimette, nonostante le continue fibrillazioni della sua maggioranza, nonostante Pdl e Lega si guardino ormai in cagnesco, nonostante tutte le settimane arrestino qualcuno dei suoi assessori, dei suoi collaboratori o dei suoi sodali, nonostante il progetto politico con cui si è presentato agli elettori ormai faccia acqua da tutte le parti?
Io non credo che rimanga dov'è per semplice attaccamento al potere o perché pensi che dimettendosi vedrebbe sfumare la sua ambizione di affacciarsi sulla scena nazionale: tutto sommato ha molto più da perdere, in termini di consensi e di immagine, rimanendo dov'è che rimettendo il suo mandato.
Naturalmente non resta Governatore nemmeno perché pensa che il fatto di non aver ricevuto direttamente un avviso di garanzia lo sollevi da qualsiasi responsabilità rispetto alle malefatte dei suoi collaboratori: è un politico troppo navigato per non rendersi conto che non è così.
Il fatto è che Formigoni è il perno visibile di un sistema di potere assai ramificato e in gran parte sommerso, che in Lombardia conta moltissimo. Non gli è dunque consentito abbandonare il suo posto dalla sera alla mattina: rischierebbe di lasciare senza copertura politica troppe persone molto influenti che a lui sono legate.

martedì 17 aprile 2012

Gerenzano chiama Lombardia

Il prossimo lunedì 23 aprile, nel salone della cooperativa Scelag (via Fagnani 14, si passa dall'interno del cortile), Gerenzano Democratica invita tutti a un incontro con i Consiglieri regionali del Partito democratico Pippo Civati e Alessandro Alfieri. Si parlerà di enti locali e di Regione Lombardia, e si affronteranno tematiche che riguardano da vicino tanto la realtà comunale quanto l'ambito sovracomunale. Concluderà la serata il candidato sindaco di Gerenzano Democratica Pier Angelo Gianni.
Come già i precedenti incontri con personalità del mondo politico effettuati nelle ultime settimane (quello in auditorium con i tre Sindaci Maria Carla Rocca, Giuseppe Migliarino e Samuele Astuti, e quello di Tradate con Nichi Vendola), anche questo evento risponde a una strategia ben precisa di aperto confronto con realtà diverse da quella gerenzanese e con livelli politico-amministrativi superiori a quello comunale. Questo perché Gerenzano non è un'oasi nel deserto, una monade priva di rapporti col mondo esterno, ma si inserisce in una rete di relazioni con altri enti di cui chiunque amministrerà il Comune nel prossimo futuro dovrà tenere conto valorizzandole nel modo migliore, se vorrà bene amministrare.

lunedì 16 aprile 2012

FINESTRA ITALIANA

Tra i tanti temi centrali nel dibattito pubblico italiano, particolare rilievo mi sembra meriti quello della ventilata rateizzazione dell'Imu. Anche se è demagogicamente molto efficace sostenere che far pagare la tassa in tre rate contribuirebbe a dare un po' di sollievo alle famiglie schiacciate dalla gravosa imposizione fiscale, non è da sottovalutare l'allarme lanciato da Bersani (e condiviso dalla stragrande maggioranza dei Sindaci): i Comuni non hanno soldi, e senza incamerare immediatamente gli introiti derivanti dall'Imu rischiano addirittura di non avere denaro a sufficienza per pagare gli stipendi.
Del resto le fughe di notizie su questo come su altri argomenti (le modifiche da fare alla riforma del lavoro, l'ipotesi di aumentare di 5 centesimi il costo della benzina per daqre copertura al fondo per le catastrofi naturali...) denotano una certa confusione all'interno del Governo tecnico, che in seguito al lungo tour internazionale di Monti sembra aver perso la compattezza e la compostezza mostrate in precedenza. Probabilmente non tutti all'interno dell'esecutivo si aspettavano che si sarebbe ricominciato così presto a "ballare" sul versante dello spread e della speculazione finanziaria, e questo provoca inevitabilmente nervosismo.
E' anche vero che il rientro in Italia di Lavitola riporta alla memoria ciò che c'era prima di Monti, e basta ampiamente per non farlo rimpiangere... E d'altra parte, di quell'approccio alla politica abbiamo ancora un esempio perfetto qui in Lombardia, dove la maggioranza formigoniana è continuamente terremotata da arresti, avvisi di garanzia, sospetti, lotte intestine, epifanie di clamorosi casi di clientelismon e corruzione.
Sento infine il dovere di chiudere con il ricordo dei 23 imprenditori che si sono suicidati dall'inizio dell'anno perché non vedevano una via d'uscita dal pozzo in cui la crisi economica li aveva precipitati insieme alle loro aziende. Erano piccoli imprenditori, spesso artigiani che lavoravano da soli: sono costoro, e non le grandi aziende, a pagare in periodi di recessione il prezzo più salato. 

domenica 15 aprile 2012

Incontro dei candidati Sindaco del centrosinistra con Nichi Vendola

Sabato, a Tradate, Nichi Vendola ha incontrato i candidati Sindaco del centrosinistra della provincia di Varese; fra di essi anche Pier Angelo Gianni di Gerenzano Democratica.
Mi è stato riferito che, fra le altre cose di cui si è discusso (pare in maniera assai appassionante), è stato chiesto conto a Vendola anche dell'avviso di garanzia ricevuto dal Governatore della Puglia pochi giorni orsono per le presunte pressioni fatte per la nomina di un primario all'ospedale San Paolo di Bari (tale Sardelli). Vendola non ha glissato sull'argomento: ha raccontato che la Procura ha dovuto necessariamente emettere l'avviso in seguito alle accuse a suo dire pretestuose e rancorose di Lea Cosentino, da lui rimossa dall'incarico che ricopriva nell'ambito della sanità regionale, perché esiste l'intercettazione di una telefonata in cui lui chiede se "Sardelli ha ricevuto l'incarico di primario"; per via di questa intercettazione si è ritenuto doveroso un approfondimento della questione, che ha reso automatica l'emissione dell'avviso di garanzia. Secondo Vendola l'ironia della situazione deriva dal fatto che Sardelli (che pare sia un chirurgo di chiara fama) è notoriamente uomo di centrodestra.

sabato 14 aprile 2012

Finanziamenti ai partiti: come la penso io

Di fronte ai ripetuti casi di utilizzo improprio o addirittura fraudolento, da parte di tesorieri e dirigenti di alcuni dei principali partiti italiani, del denaro messo loro a disposizione dallo Stato (cioè dalla comunità dei cittadini) per garantire una virtuosa dialettica democratica, penso alla mia personale esperienza di militanza politica a livello locale; e mi cadono le braccia.
Infatti, i circoli locali dei partiti (io conosco la realtà del Pd, ma sono sicuro che anche negli altri partiti funziona più o meno allo stesso modo) si reggono esclusivamente sull'autofinanziamento (anzi, versano una parte dei soldi derivanti dal tesseramento al direttivo Provinciale...) e sulla buona volontà degli iscritti; quasi ogni volta che si chiede al partito un supporto economico per una particolare iniziativa a livello locale, si riceve un rifiuto; c'è addirittura un amico che, candidandosi alle elezioni provinciali, ricevette dal partito la promessa di un rimborso per le spese piuttosto ingenti (qualche migliaio di euro) richieste dalla campagna elettorale, ma alla fine non ottenne nulla, e per questo non rinnovò la sua iscrizione.
Sapere che c'è chi si intasca impunemente milioni di euro che dovrebbero essere destinate all'attività politica sul territorio, mi manda fuori di me.
Ma cosa si dovrebbe fare di frionte a questo scempio? Secondo gran parte dell'opinione pubblica si dovrebbe semplicemente eliminare il finanziamento pubblico (oggi erogato eufemisticamente sotto forma di "rimborsi elettorali") ai partiti. Io non sono d'accordo, perché ciò vorrebbe dire porre la politica, ancora più di quanto lo sia ora, esclusivamente nelle mani di uomini molto facoltosi e con interessi particolari da difendere: ai Berlusconi di turno, per intenderci.
Di sicuro  i rimborsi vanno drasticamente ridimensionati (io, dati alla mano, li ridurrei a un quarto del loro attuale ammontare); soprattutto, però, vanno introdotte regole precise su come quei soldi si possono spendere (e non si tratta esclusivamente di un'esigenza di maggiore trasparenza...).
C'è poi anche chi sostiene che, più che i rimborsi, sono i partiti stessi a dover essere eliminati. E' questa una sciocchezza colossale, sia che venga da chi accarezza l'idea di un antidemocratico ritorno a un autoritarismo ancien regime, sia che venga da chi sogna un approdo a una sorta di democrazia diretta universale, magari basata sull'informatica e sull'estensione a tutti della connessione in rete; a me pare che si faccia fatica a gestire con la democrazia diretta il condominio, figuriamoci uno Stato di 60 milioni di abitanti (senza contare che la democrazia rappresentativa, quando funziona, scongiura i rischi connessi all'esercizio istantaneo dell'arbitrio della maggioranza, esposto a tutti gli errori derivanti dall'incompetenza e dall'emotività).
So che un'opinione condivisa da pochi, ma per me la soluzione alla crisi della politica va nella direzione opposta rispetto a quella indicata dalla cosiddetta "antipolitica": ci vorrebbero iscrizioni di massa ai partiti, in maniera tale che l'influenza e il controllo della "base" delle formazioni politiche sui dirigenti si potessero far sentire di più e meglio di quanto avvenga oggi. Ma mi rendo conto che, allo stato attuale delle cose, questa è pura utopia. 

venerdì 13 aprile 2012

Regione Lombardia senza pace: nuovo scandalo sanitario

Un nuovo scandalo "sanitario" scuote la Regione Lombardia, indebolendo ulteriormente - se mai fosse possibile - la posizione del governatore.
Nell'ambito dell'inchiesta sulla fondazione Maugeri (che si occupa, per l'appunto, di Sanità), fra gli altri è stato arrestato Antonio Simone, ex assessore Dc all'inizio degli anni novanta, esponente di spicco di Comunione e Liberazione; ed è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare in carcere a Piero Daccò - già coinvolto nel crack del San Raffaele. Simone e Daccò sarebbero fra i responsabili della "sparizione" di 56 milioni di euro. Teniamo conto che si tratta di due collaboratori strettissimi di Roberto Formigoni; il quale, anche se affronta ogni cosa con assoluto distacco, è ormai completamente screditato dal punto di vista politico.

giovedì 12 aprile 2012

"Serata dei tre Sindaci" per Gerenzano Democratica

Ieri sera, nell'Auditorium di via Manzoni, si è tenuto un incontro assai interessante - organizzato da Gerenzano Democratica - con i Sindaci "virtuosi" di tre comuni lombardi: Maria Carla Rocca di Solza, in provincia di Bergamo; Giuseppe Migliarino di Gorla Minore; Samuele Astuti di Malnate. I primi due, entrambi al loro secondo mandato, sono già ampiamente collaudati come buoni amministratori; Astuti è Sindaco solo da un anno, ma ha impresso un'impronta così precisa alla sua azione da meritare di essere citato come esempio.
Ciascuno di loro è stato invitato per via del particolare motivo che rende notevole la sua opera amministrativa: la gestione del territorio per la Rocca; l'attenzione alla scuola per Migliarino; la promozione della partecipazione, nelle sue diverse forme, per Samuele Astuti. Non sfuggirà come territorio, scuola e partecipazione costituiscano proprio i cardini del programma di Gerenzano Democratica.
Maria Carla Rocca è riuscita a far passare nel proprio comune - situato nel bel mezzo di una terra di piccoli imprenditori edili - una linea molto coraggiosa, quella del "consumo di suolo agricolo zero", sulla base di tre considerazioni: 1) il suolo è un bene non rinnovabile, e in molte zone della Lombardia si è costruito fin troppo negli ultimi decenni; 2) a Solza, all'ampliamento del perimetro urbano corrispondeva un progressivo degrado del centro storico, ormai abitato quasi esclusivamente da famiglie disagiate, per lo più di immigrati; 3) il paesaggio è un bene che appartiene a tutti e che deve interessare tutti.
Ciascuno vedrà come queste considerazioni sono riproponibili allo stesso modo anche per il comune di Gerenzano, dove lo stop alle nuove costruzioni deve essere necessariamente accompagnato da una profonda riqualificazione del centro storico, da vari punti di vista.
Giuseppe Migliarino ha fortemente voluto e infine realizzato nel proprio comune un nuovo edificio scolastico modello, ecosostenibile, del tutto autonomo dal punto di vista energetico, e perfettamente accogliente per i bambini, in cui sono stati collocati un asilo nido e una scuola materna con ben 9 aule. Un sogno divenuto realtà nonostante i vincoli di spesa imposti dal patto di stabilità.
E' tanto peregrino pensare che anche a Gerenzano - comune tradizionalmente non meno ricco di Gorla -, dove da anni alcune aule della scuola elementare ospitano inopportunamente un gruppo di alunni della scuola materna, si possa fare qualcosa del genere?
Samuele Astuti ha invece affrontato in modo molto serio il tema della partecipazione, partendo, in maniera piuttosto originale, dall'ascolto dei più piccoli, con l'obiettivo primario di trasformare Malnate in una città "a misura di bambino"; una città cioè dove i bambini potessero muoversi lungo percorsi sicuri, trovare aree dedicate al gioco sicure e di loro gradimento, vedere soddisfatti i loro bisogni, direttamente espressi tramite semplici questionari. Uno dei primi effetti di questa politica è stata la scelta, dopo le ultime nevicate, di pulire i marciapiedi prima ancora delle strade dedicate alle automobili. Naturalmente il tentativo di coinvolgere la cittadinanza nella gestione amministrativa è poi stato esteso anche agli adulti, con ottime risposte da parte della gente.
Non vi pare che anche a Gerenzano sarebbe bello confrontarsi con un'amministrazione più aperta, più trasparente, più capace di coinvolgere la cittadinanza nelle proprie politiche?
Al termine delle presentazioni della propria esperienza da parte dei tre Sindaci (appassionato il discorso della Rocca, molto concreto quello di Migliarino - corredato dalla proiezione di immagini esplicative - brillantissimo quello di Astuti), ha preso la parola il candidato Sindaco di Gerenzano Democratica Pier Angelo Gianni, che partendo da quanto detto da chi l'aveva preceduto, ha spiegato come vorrebbe trasformare Gerenzano, e ha esposto nel dettaglio le proprie aspirazioni e le proprie intenzioni programmatiche: a quel punto era chiaro a tutti i presenti come non si trattasse di pretese utopiche, ma di obiettivi concretamente perseguibili.

Pier Angelo Gianni insieme a Samuele Astuti, Maria Carla Rocca e Giuseppe Migliarino



mercoledì 11 aprile 2012

La logica di Maroni: due pesi e due misure

Ascoltando l'intervento di Maroni ieri sera alla "giornata dell'orgoglio leghista" ho notato due cose. La prima: quando si rivolge ai militanti Maroni assume una parlata strascicata e una voce impastata che non sfoggia mai quando parla ai microfoni dei giornalisti: si tratta di un maldestro tentativo di imitazione di Bossi, dettato da un involontario, persistente inferiority complex nei confronti del vecchio capo, oppure Maroni è così snob da pensare che gli iscritti del suo partito abbiano l'abitudine di biascicare quando parlano e che sentano simile a sé solo chi biascica?
La seconda: perché Maroni attacca Rosi Mauro e Renzo Bossi, minacciandoli di espulsione dal partito, mentre fino a ieri ha difeso a spada tratta Davide Boni, il presidente del Consiglio Regionale lombardo, nei confronti del quale la procura muove accuse ben più gravi di quelle mosse contro la ex "badante" di Bossi? Forse perché Davide Boni non gli fa ombra mentre Rosi Mauro rappresenta un ostacolo sulla strada che porta al totale controllo del partito?

P.s. Alla fine Boni è stato costretto alle dimissioni. Vuol dire che la Lega ha conservato una logica coerente almeno nelle epurazioni.

martedì 10 aprile 2012

Sceneggiate padane

La "giornata dell'orgoglio leghista" che va in scena a Bergamo, sebbene vi aderiscano con ogni probabilità anche molti militanti che davvero non si sono resi conto di quello che era diventato il loro partito, rischia di diventare una fantasmagorica sceneggiata.
Se il rinnovamento padano è rappresentato da Maroni e dai suoi "barbari sognanti", c'è da ridere: in provincia di Varese c'è chi li descrive come un vero e proprio comitato d'affari, non diverso da quello messo in piedi dai "cerchiomagisti" e dalla famiglia Bossi.
E poi: non mi pare che Calderoli, Castelli o lo stesso Maroni si siano opposti in maniera particolare all'ascesa di Renzo Bossi, di Rosi Mauro, di Federico Bricolo e compagnia; hanno incominciato a mal tollerarli quando si sono accorti che rischiavano di soppiantare la vecchia guardia nell'organigramma del partito.
Ora quelli che storicamente erano i colonnelli di Bossi cercano con una sola mossa di salvare il movimento in difficoltà e di autopromuoversi come parte sana del gotha leghista. E' un gioco di prestigio; riuscirà?

lunedì 9 aprile 2012

FINESTRA ITALIANA

Le polemiche sollevate da Confindustria (per bocca di Emma Marcegaglia) e da una parte del Pdl dopo le modifiche alla Riforma del Lavoro introdotte da Monti e dalla Fornero su sollecitazione del Pd, oltre che fuori luogo, mi paiono motivate in modo abbastanza sgangherato. Si dice infatti che, essendosi parzialmente irrigidite le norme sull'applicabilità dell'articolo 18 (reintroducendo la facoltà per i giudici di disporre il reintegro del lavoratore licenziato per motivi economici, laddove questi motivi economici risultano essere insussistenti), si dovrebbero allentare le maglie anche su quella che la Marcegaglia chiama "flessibilità in entrata", cioè sulle garanzie prestate al lavoratore che viene assunto.
Ora, è assodato che uno dei principali problemi dell'Italia attuale, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista economico, è la precarietà: problema sociale perché impedisce ai lavoratori - che non sanno cosa accadrà loro domani - di programmare il proprio futuro; problema economico perché impedisce ai lavoratori - che non sanno se continueranno a percepire uno stipendio domani - di investire sul proprio futuro. Secondo me una Confindustria (spalleggiata costantemente dal Pdl, non dimentichiamolo) che lotta per ribadire quanto più possibile la condizione precaria dei lavoratori italiani dimostra la pochezza e la miopia della nostra classe imprenditoriale, focalizzata esclusivamente sulla salvaguardia del proprio tornaconto immediato.
Tutte queste cose sembrano comunque temporaneamente scivolate in secondo piano dopo lo scoppio dello scandalo leghista. Solo chi non ha mai avuto a che fare da vicino con la Lega e i suoi rappresentanti può sorprendersi per quanto è emerso dall'inchiesta che sta scuotendo dalle fondamenta il movimento padano: per me sono evidenti da tempo l'opacità dei comportamenti, le frequentazioni "pericolose", le avvilenti clientele dei leader della Lega Nord. E si badi che questi problemi non riguardano soltanto i "cerchiomagisti": la logica con cui amministrano il potere coloro che ai cerchiomagisti si contrappongono per la supremazia interna al partito è perfettamente analoga a quella dei più stretti collaboratori di Umberto Bossi, che si intascavano denaro non loro.
E' comunque evidente che il problema della corruzione va oltre la Lega, e che la legge che prevede "rimborsi elettorali" abnormi per i partiti deve essere urgentemente rivisitata. La cosa più triste, per chi ha più o meno la mia età e ha incominciato a interessarsi alla politica all'epoca di tangentopoli, è che allora pareva scontato che gli uomini pubblici da quel momento in poi dovessero assumere un contegno etico improntato a una rettitudine di stampo quasi francescano; ci tocca invece constatare come la parabola della stagione che oggi viene compiendosi ha semplicemente perpetuato un malcostume diffuso, una generale indulgenza verso le scorrettezze, uno iato pronunciatissimo fra il palazzo e i cittadini. 

sabato 7 aprile 2012

Reclutamento diretto degli insegnanti da parte dei presidi: io sono d'accordo

Per una volta, una norma approvata in Regione Lombardia dalla maggioranza pidiellino-leghista - e avversata dal Pd - non mi trova in disaccordo. Si tratta della legge per cui i presidi potranno reclutare direttamente i supplenti (tenendo conto delle graduatorie) senza aspettare le nomine da parte del provveditorato. Per il Pd la legge è incostituzionale, e probabilmente è vero; di certo il sistema diretto di reclutamento deve essere perfezionato (prevedendo, ad esempio, regole precise e sanzioni per i dirigenti scolastici che non le rispettano); e tuttavia la strada imboccata da Formigoni è quella giusta per superare i colli di bottiglia burocratici che possono trasformare un anno scolastico in un calvario per intere classi di studenti, visti i tempi morti e l'assenza di qualsiasi continuità didattica.

venerdì 6 aprile 2012

Il momento difficile della Lega e le elezioni a Gerenzano

Che incidenza avrà sulle amministrative del 6 e 7 maggio a Gerenzano il momento drammatico che la Lega Nord sta attraversando dopo lo scandalo Belsito e le dimissioni di Bossi?
Io non sono affatto sicuro che la Lega gerenzanese imploderà, come qualcuno pensa: da una parte, infatti, scatterà la reazione d'orgoglio dei militanti "storici", che - anche contro ogni evidenza - non si rassegneranno a veder liquidata così la propria storia di passione politica; d'altra parte bisogna ricordare che il gruppo raccolto intorno a Silvano Garbelli (di cui pure, dopo 18 anni al potere, si percepisce una fisiologica stanchezza), anche se ha sempre agito secondo logiche del tutto simili a quelle della Lega nazionale, ha costantemente occupato una posizione defilata rispetto ai dirigenti del movimento: non a caso, sebbene amministrino Gerenzano da vent'anni, nessuno di loro - nonostante vari tentativi - è mai riuscito a fare veramente carriera all'interno della Lega Nord.
Detto questo, senza dubbio la Lega pagherà dazio alle prossime elezioni per tutto quello che sta succedendo: parecchi elettori che hanno creduto di vedere nel partito che fu di Bossi una forza politica caratterizzata da rettitudine e concretezza, ma che non sono mai stati contagiati dal fanatismo ideologico di certe frange leghiste, con ogni probabilità abbandoneranno il Carroccio.
Per andare dove, però?
E' presumibile che molti non andranno a votare affatto, ritraendosi da una politica in cui non si riconoscono più.
C'è poi l'Unione Padana che, nonostante la sua totale assenza di spessore politico, qui a Gerenzano sembra un contenitore fatto apposta per raccogliere gli ex leghisti delusi.
Qualcuno, invece, migrerà anche verso altri lidi: la storia di Gerenzano, paese tradizionalmente "bianco" (non a caso la Dc vi ha governato da sola per più di quarant'anni), lascia pensare che a beneficiare di questa situazione sia in primo luogo il centrodestra, con Insieme e libertà per Gerenzano, cui a questo punto si può tranquillamente attribuire il ruolo di favorito alle amministrative del mese prossimo.
Non è escluso, però, che qualcuno dei tradizionali elettori della Lega possa anche optare per Gerenzano Democratica: un po' perché quello di centrosinistra è l'unico gruppo che negli ultimi anni ha avuto il coraggio di operare al suo interno un profondo rinnovamento; un po' perché il centrodestra gerenzanese è prevalentemente ciellino, e tra leghisti e ciellini non è mai corso buon sangue.
La corsa, insomma, rimane apertissima.

giovedì 5 aprile 2012

Sabato, domenica e lunedì Gerenzano Democratica in piazza

Sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 aprile, Gerenzano Democratica sarà presente in piazza con il suo candidato Sindaco Pier Angelo Gianni e numerosi suoi sostenitori per parlare con la gente di Gerenzano e raccoglierne le opinioni.
Abbiamo riflettuto a lungo sull'opportunità e l'utilità di promuovere il nostro progetto politico anche nel weekend di Pasqua; abbiamo infine deciso di esserci per affermare anche simbolicamente la nostra volontà di portare avanti un confronto continuo con la comunità paesana, e di proporre la partecipazione come presupposto per un nuovo stile amministrativo, alternativo a quello leghista.
In particolare sabato e domenica Gerenzano Democratica sarà in piazza XXV aprile; lunedì sarà invece in via Inglesina, in occasione della riapertura del Parco degli Aironi.

mercoledì 4 aprile 2012

Il futuro è di chi lo fa: tre Sindaci virtuosi per Gerenzano Democratica

Gli snodi fondamentali del programma di Gerenzano Democratica riguardano il territorio, la scuola e la partecipazione: in questi tre ambiti le proposte della lista sono estremamente ambiziose, ma tutte concretamente realizzabili.
Per dimostrarlo è stata organizzata per mercoledì 11 aprile una serata in auditorium (titolo: Il futuro è di chi lo fa), durante la quale interverranno i Sindaci di tre comuni virtuosi della nostra Regione (due della provincia di Varese) che hanno coniugato progetti analoghi a quelli di Gerenzano Democratica con la pratica quotidiana della buona amministrazione: si tratta del Sindaco di Solza (Bg) Maria Carla Rocca, che ha attuato la scelta del "consumo di suolo zero"; del Sindaco di Gorla Minore Giuseppe Migliarino, che ha investito moltissimo sulle strutture scolastiche, tanto da rendere per molti versi il suo Comune un modello dal punto di vista dei rapporti tra scuola e amministrazione; e di Samuele Astuti, Sindaco di Malnate, che ha fatto della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini nel confronto che precede i processi decisionali uno dei punti di forza del suo stile di governo.
Ai tre Sindaci verrà chiesto come hanno fatto a trovare le risorse per attuare i loro progetti, e quali sono state le difficoltà più grandi da loro incontrate.
Concluderà la serata il candidato Sindaco di Gerenzano Democratica Pier Angelo Gianni.

martedì 3 aprile 2012

Gerenzano Democratica: la lista

Ecco la lista completa (il candidato Sindaco e i 10 candidati al Consiglio comunale) di Gerenzano Democratica:

Candidato Sindaco: Pier Angelo GIANNI, 60 anni

Candidati al Consiglio comunale:

1) Matteo BORGHI, 28 anni

2) Massimiliano Pietro CAVALLO, 40 anni

3) Antonella CHECCHI, 54 anni

4) Marco FORMENTON, 44 anni

5) Giuseppina GEMELLI, 57 anni

6) Mauro GHIRIMOLDI, 26 anni

7) Stefano GIANNI, 36 anni

8) Davide MARCOLIN, 21 anni

9) Marco PIGOZZI, 39 anni

10) Claudia SCRUFARI, 39 anni



Ed ecco il link per conoscere le altre tre liste:
 Tre cose si notano in prima battuta: 1) Unione Padana riesce purtroppo a presentare soltanto 8 candidati su 10, il minimo consentito; 2) Le donne in lista sono solo 10 su 38, poco più del 25 percento del totale dei candidati (candidati Sindaco esclusi): Insieme e libertà per Gerenzano ne presenta 1 sola (Monica Mariotti), la Lega 2 (gli assessori uscenti Pierangela Vanzulli ed Elena Galbiati), Gerenzano Democratica 3 (Antonella Checchi, Giuseppina Gemelli e Claudia Scrufari) e Unione Padana ben 4 su 8 nomi in lista (Sara Tagliani, Claudia Colombo, Maria Teresa Rimoldi e Franca Basilico); 3) L'appoggio di Unione italiana è costato a Insieme e libertà per Gerenzano l'inserimento in lista di un non gerenzanese, il giovane imprenditore di Limbiate Federico Antonio Raggi (uomo di Gianfranco Librandi).

lunedì 2 aprile 2012

FINESTRA ITALIANA

Tiene banco, ancora, la questione dell'articolo 18: nonostante io sia spesso critico nei confronti della dirigenza del mio partito, devo dire che in questa occasione sono abbastanza soddisfatto di come si sta comportando il Pd; Bersani si sta facendo valere senza per questo costringere Monti in un angolo (ed è questa la strategia migliore per arrivare a una modifica dei piani del Governo, nella situazione attuale). Le impuntature di Emma Marcegaglia (che ha affermato: "se si cambia sull'articolo 18, si cambia su tutto!") dimostrano invece quanto poco sia attendibile il presidente uscente di Confindustria quando pretende di indicare una via "per il bene dell'Italia" (mentre pensa - magari anche comprensibilmente - solo al bene dei suoi associati...).
Il problema della crescita e del superamento della crisi, comunque, continuano a non essere affrontati, anche perché nessuno sembra prendere atto che il principale ostacolo alla ripresa all'interno del sistema Italia è l'assurda polarizzazione della ricchezza che vi si sta configurando. E - per non essere demagigici - il problema non è tanto la statistica pubblicata ieri secondo la quale le dieci persone più ricche d'Italia "valgono" come tre milioni di poveri (questo infatti è un problema etico, più che economico), quanto la sempre più pronunciata proletarizzazione del ceto medio, che fino a pochi anni fa sosteneva il consumo interno.
Desolante mi sembra invece - per tornare alla politica nostrana - Walter Veltroni, che definisce Calearo (protagonista di affermazioni sulla propria considerazione del Parlamento e delle leggi vigenti che sono francamente insultanti per tutti gli italiani) "una persona orrenda": lo ha portato alla ribalta proprio lui, grazie ai voti di tanti democratici, nonostante io non conosca un militante del Pd che si sia mai riconosciuto nella figura dell'ineffabile imprenditore veneto.

domenica 1 aprile 2012

Legge regionale per lo sviluppo: effetti potenzialmente deleteri sul territorio

Nella nuova legge regionale per lo sviluppo (che qualcuno, all'interno del centrodestra lombardo, ha provato senza alcun pudore a definire "crescilombardia") vi sono elementi potenzialmente deleteri tanto per la salvaguardia del territorio in generale, quanto per l'autonomia decisionale dei singoli comuni in termini di urbanistica.
Infatti, non solo non viene posto alcun vincolo cogente al consumo di suolo; non solo viene consentito un aumento sregolato delle volumetrie e delle possibili deroghe ai Piani di governo del territorio (anche nelle aree dei parchi); non solo è previsto un esproprio da parte della Regione di molte delle competenze comunali; ma viene previsto anche che il 50 percento degli oneri di urbanizzazione venga sottratto ai comuni e riservato alla Regione. Ma i leghisti in Consiglio regionale non hanno proprio niente da dire di fronte a tutto questo?