venerdì 31 agosto 2012

Accordo Comune di Gerenzano - Villaggio Amico

La notizia del giorno è la stipula - in via sperimentale per un anno - di una accordo tra il Comune di Gerenzano e la cooperativa Rembrandt, che gestisce l'asilo nido presso il Villaggio Amico. L'accordo prevede che ai residenti a Gerenzano siano riservati 20 posti presso la struttura nel periodo che va dal 1° settembre 2012 al 31 luglio 2013, a un prezzo di 420 euro al mese (più i buoni pasto) anziché 590. L'accordo prelude alla definizione di una più articolata Convenzione, che verrà probabilmente definita nei prossimi mesi e che dovrà necessariamente passare attraverso l'approvazione del Consiglio Comunale.
Proviamo ad analizzare, in tutti i suoi aspetti, la questione. L'asilo privato "Il Nido del Villaggio" è attualmente l'unico asilo nido attivo sul territorio di Gerenzano; in assenza della possibilità - o della volontà - di costituire un asilo nido pubblico, è una mossa logica cercare di favorire ai gerenzanesi la fruizione delle strutture territoriali già operative in questo campo (tenendo conto anche del fatto che, a quanto mi risulta, il nido del Villaggio Amico è un asilo dalla qualità più che discreta). I pignoli potrebbero far notare che la cooperativa che gestisce la struttura è riconducibile all'area di Comunione e Liberazione, e che il Villaggio Amico ospitava le riunioni del gruppo di Insieme e Libertà per Gerenzano, prima che la formazione politica vincesse le elezioni e si trasferisse nel palazzo municipale; ma tant'è, questa è la situazione con cui ci troviamo a fare i conti, e molti cittadini troveranno forse ozioso insistere cavillosamente su certi particolari.
Più interessante è chiedersi chi trarrà principalmente vantaggio dall'accordo annuale sottoscritto. Avendo una figlia di due anni che si appresta a frequentare un asilo nido a Saronno (e un altro figlio di quasi 4 anni che, sempre a Saronno, ha frequentato un nido differente negli anni scorsi), so che a questa data, la maggior parte delle iscrizioni per l'anno "scolastico" che sta per cominciare (il 2012/13) è già stata perfezionata (gli asili privati chiedono spesso di saldare la retta relativa al primo mese di frequenza già prima dell'inizio dell'estate...). E' dunque verosimile che beneficieranno della riduzione di 170 euro della retta i gerenzanesi che già hanno iscritto i propri figli al Nido del Villaggio.
E' poi il caso di domandarsi: 170 euro è una riduzione della retta particolarmente significativa o fuori dal comune? A quanto mi risulta è una cifra superiore al risparmio che già sotto l'amministrazione leghista, con il sistema dei voucher, realizzava una famiglia media, senza particolari problemi economici, che iscrivesse il proprio bambino a un nido privato, ma inferiore a quella prevista per le famiglie con bisogni particolari (in questo caso i rimborsi erano più consistenti).
Non vorrei dunque che, dato che la riduzione è definita in base al criterio della residenza, e indipendentemente dal reddito familiare, si finisca per sottrarre risorse a chi ne ha davvero bisogno per dirottarle su chi di un aiuto economico potrebbe anche fare a meno.
In conclusione diciamo che 1) a trarre vantaggio dell'accordo, per il momento, sarà soprattutto il Nido del Villaggio, che godrà presso i gerenzanesi della pubblicità gratuita derivante da quella sorta di "certificazione di garanzia" implicitamente rilasciata dal Comune con l'accordo stipulato; 2) l'accordo non è forse il meglio che ci si potrebbe aspettare, ma è comunque preferibile trovarsi di fronte a un accordo imperfetto e approssimativo che non stipulare nessun accordo con strutture a cui i cittadini possano appoggiarsi; 3) auspichiamo, per un miglioramento dell'offerta ai cittadini, l'apertura di altri asili nido sul territorio comunale, ai fruitori dei quali l'assessore Dario Borghi ha assicurato che saranno garantite le stesse condizioni oggi riservate a chi si serve del Nido del Villaggio.
Per il resto, sospendiamo il giudizio e prepariamoci a studiare le caratteristiche della Convenzione che indefettibilmente verrà preparata per dar seguito all'accordo.
       

giovedì 30 agosto 2012

Nuovo centro commerciale: il porto delle nebbie

Con l'estate che volge al termine, di ritorno dalle vacanze, a quasi quattro mesi dalle elezioni, sarebbe lecito attendersi qualche notizia in più sull'evoluzione del caso del nuovo centro commerciale previsto sulla Varesina, alle porte di Saronno.
Si era rimasti fermi al ricorso presentato dal Comune di Saronno al Consiglio di Stato, e alla trattativa privata che si diceva il Comune di Gerenzano avesse avviato con i proprietari dell'area; da allora tutto è sprofondato nel più completo silenzio.
Ilpg ha fortemente voluto che la controversa questione divenisse un argomento della campagna elettorale; perché ora la questione deve restare immersa in una sorta di porto delle nebbie, e le mosse del Comune vengono coperte dalla più assoluta opacità?
Non si pretende una soluzione in tempi brevi che - ormai lo si è capito - l'amministrazione non è in grado di ottenere, vista anche la complessità del problema. Un minimo di chiarezza, tuttavia mi sembra dovuto; anche per non dare ai gerenzanesi l'impressione che la nuova maggioranza si palesi laddove esiste l'occasione di confezionare uno spot autopromozionale, di partecipare a una parata o di realizzare un ritratto fotografico del Sindaco, e si eclissi in tutti gli altri casi.

martedì 28 agosto 2012

FINESTRA ITALIANA

Penso che una buona parte delle critiche che Bersani muove a Grillo siano fondate, ma che la polemica da lui innescata sia poco produttiva: in fondo, per il Pd, il modo migliore di reagire alla crescita impetuosa del Movimento a cinque stelle è quello di fare proprie le sue prese di posizione quando sono sensate, neutralizzandone le assurdità e la tendenza al caudillismo del suo leader.
Sono molto contento, invece, della sfida lanciata da Matteo Renzi in vista delle primarie che precederanno le elezioni della primavera 2013, perché è destinata a scongiurare il grigiore di una contesa di cui si conosce già in partenza il vincitore; anzi, nonostante le riserve che nutro riguardo al personaggio e alle sue ambizioni, può darsi che mi risolva proprio a votare Renzi (piuttosto che un'alleanza con l'Udc, meglio un personaggio capace di togliere voti anche all'Udc...).
Per tornare a problemi più generali, trovo fastidiosissime le nuove microtassazioni che il Governo, con vari e futili pretesti, pare orientato a imporre ai cittadini tramite il "Decretone" del ministro Balduzzi: la filosofia secondo la quale agli italiani si vuole far pagare una sorta di "educazione" al rispetto della propria salute (per cui si tassano le bibite analcoliche non dietetiche) mi sembra indegna di una moderna democrazia.
Importante invece la sentenza della Corte europea dei diritti umani che - consentendo l'accesso alla diagnosi embrionale a una coppia di aspiranti genitori portatori sani di fibrosi cistica - rileva e sana una chiara incoerenza del nostro sistema giuridico (che da una parte consente l'aborto terapeutico, nel caso in cui al feto venga diagnosticata la fibrosi cistica, dall'altra vieta diagnosi preimpianto nei casi di fecondazione assitita), dovuta sostanzialmente alla volontà di compiacere sempre e comunque il Vaticano che animava il Governo Berlusconi. Non ignoro il fatto che la questione della selezione degli embrioni artificialmente fecondati è molto delicata e che si tratta di un terreno scivoloso; mi pare, però, che in Italia spesso non si arrivi nemmeno a discutere di certi problemi con lo scopo di riperimetrare le leggi vigenti sulla base del buon senso, del comune sentire e dei progressi della scienza (per cui si dovrebbe prendere atto che vi sono malattie facilmente diagnosticabili che producono soprattutto sofferenza e una morte prematura, dopo una vita che è davvero arduo ritenere degna di questo nome), perché si ha semplicemente paura di urtare la Curia Pontificia. 

lunedì 27 agosto 2012

Il nostro mondo piccolo e i problemi su vasta scala

E' piuttosto diffusa, a Gerenzano, la tendenza a considerare la nostra realtà locale come un mondo a sé stante, totalmente separato e irrelato rispetto alle problematiche politiche e ambientali con cui la contemporaneità si confronta su vasta scala. Campioni di questo atteggiamento sono i membri dell'attuale maggioranza comunale che hanno alle spalle l'esperienza di Insieme per Gerenzano.
I ragionamenti in cui si traduce tutto questo sono, talvolta, davvero disarmanti. 
In Italia c'è un serio problema di consumo di suolo? Cosa volete che sia... e comunque non possiamo permetterci chiusure drastiche: volete forse impedire a un padre di costruire sul terreno di famiglia, con i risparmi di una vita, una villetta al figlio prossimo al matrimonio? Ma andiamo, così si perdono consensi...
In Lombardia c'è un'organizzazione ecclesiale che ha costituito un vero e proprio comitato d'affari, imperniato sul Presidente della Regione, che tratta la cosa pubblica come un proprio ambito privato? Sì, ma certamente, a livello locale, i rappresentanti di quell'organizzazione si atterranno alla pratica del buon senso... e poi, se vogliamo vincere le elezioni...
La politica italiana è percorsa da scosse telluriche che ci imporrebbero di guardare avanti e di organizzarci per un rinnovamento culturale che, per avere effetti concreti, non può che affondare le radici nel territorio? Ma no, è talmente rassicurante ripiegare sui vecchi modelli consociativisti tipici della fase agonizzante della Prima Repubblica...
Tale forma mentis, quando va bene, conduce a lasciarsi sfuggire occasioni di migliorare l'ambito in cui viviamo, e ad accorgersi tardi dei problemi; quando va male, ci rende più fragili e meschini di fronte a urgenze grandi e piccole che richiederebbero una soluzione tempestiva.
In realtà Gerenzano è perfettamente immerso in questo nostro tempo e in questa nostra Italia; non c'è nulla che accade in questi ambiti che non ci riguardi, anche se i suoi effetti si fanno sentire principalmente al di fuori dei confini comunali.
Riflettevo su queste cose, nei giorni scorsi, mentre osservavo le piante di mais bruciate dal sole nei campi dietro il Centro Sportivo: la siccità, il cambiamento del clima, l'innalzamento della temperatura globale non stanno portando, per ora, sconvolgimenti nella pratica dell'agricoltura a Gerenzano. E tuttavia, da una parte, frutta e verdura sui banchi dei supermercati costeranno di più anche per noi; e d'altra parte non è detto che i mutamenti in corso non ci possano portare, nel prossimo futuro, a dover subire - volenti o nolenti - cambiamenti d'abitudini anche più drastici.
Certo mi rendo conto che l'ecologia è argomento che si presta particolarmente a speculazioni di questo tipo, e in più io non amo troppo ragionare per simboli; ma penso che un'immagine emblematica di tutto quello che non dipende esclusivamente da noi, ma di fronte a cui non possiamo permetterci di chioudere gli occhi e di far finta di nulla, sia quella - impressionante - del Bozzente in secca: non mi era mai capitato di vederlo così.

Il Bozzente in secca nel bosco del Rugareto

giovedì 23 agosto 2012

La scure della spending review sulla Sanità lombarda

Tagli in vista nella Sanità lombarda: in maniera secondo me assurda, si comincerà con una stretta sull'utilizzo dei farmaci per la cura del cancro in ospedale (è vero che sono i più costosi, ma sono anche i più necessari...); entro ottobre diminuirà il numero dei centri di emodinamica per la cardiologia di emergenza (nella sola città di Milano, si passerà da 14 centri a un numero tra 5 e 7); seguiranno entro dicembre i provvedimenti che porteranno a una riduzione dei punti nascita, delle cardiochirurgie, delle neurochirurgie, delle chirurgie vascolari e dei centri per i trapianti. Tagli sono previsti anche sul fronte dei progetti di ricerca.
In questi casi si auspica sempre una saggia razionalizzazione della spesa; scommettiamo che i ciellini Formigoni e Melazzini opereranno questa razionalizzazione favorendo sistematicamente i centri ospedalieri controllati da Comunione e Liberazione?

mercoledì 22 agosto 2012

FINESTRA ITALIANA

I continui mutamenti che si registrano - con cadenza quasi settimanale - nelle previsioni formulate dalle agenzie di rating sull'andamento dell'economia nei diversi stati priva di qualunque attendibilità pronunciamenti che, più che frutto dell'elaborazione e della proiezione di dati oggettivi, sembrano essere tentativi di divinazione.
Ugualmente poco attendibile mi sembra Mario Monti quando afferma che "siamo vicini all'uscita del tunnel"; il suo è più un auspicio o un tentativo di rassicurare gli italiani per tenere a freno la loro collera montante che un parere sincero.
La cosa incredibile è che, con tutto il parlare che fanno gli analisti di "scarsa produttività del lavoro nel nostro Paese", e dell'esigenza di "lavorare di più" in Italia, le statistiche più recenti ci dicono che in Europa gli italiani sono in testa alle classifiche di chi lavora anche al sabato, e risultano fra coloro maggiormente disposti a lavorare anche di notte.
La rivoluzione culturale che, a mio avviso, si dovrebbe cominciare ad operare, non può che partire dalla restituzione dei giusti ambiti al lavoro e al tempo libero. L'abuso dell'overtime è un'aberrazione: se si fanno troppi straordinari, o il lavoro è mal distribuito, o non si è in grado di svolgere il lavoro assegnato, o si è pagati troppo poco per il lavoro che si è chiamati a svolgere. In tutti i casi si è di fronte a una situazione che è assurdo pretendere di perpetuare.
Intanto, le nuvole nere sospese sopra l'Europa non sono certo in procinto di diradarsi: nonostante il commissariamento a cui è sottoposta, la Grecia non si mostra in grado di rimettersi in carreggiata, e i suoi cittadini sono sempre più poveri. E in casa nostra, la crescita continua del prezzo della benzina è davvero un pessimo segnale. 

martedì 21 agosto 2012

Deiezioni canine

Succede spesso, in alcuni dei parchi giochi per bambini di Gerenzano, di vedere cittadini che portano i loro cani a fare i propri bisogni: mi è capitato di assistere a scene di questo tipo sia presso il parco giochi di via Laghetto, sia presso il parco giochi sito tra via fratelli Ghirimoldi e via Inglesina.
Un'ordinanza del vecchio Sindaco vietava espressamente comportamenti del genere.
Mi chiedo se la giunta Campi sia orientata a confermare il divieto, e determinata a farlo rispettare come dovrebbe. Parecchi dei componenti della nuova maggioranza, del resto, dovrebbero essere sensibili al problema: il Sindaco Campi, Andrea Pedrotti, Emanuele Pini e Dario Borghi, non più tardi di un anno fa, si fecero promotori di un'iniziativa (attraverso una mozione presentata in Consiglio Comunale da Borghi e Pini) per la costituzione nel territorio comunale di aree riservate ai cani, per evitare che essi sporcassero in luoghi impropri.
E' vero, si tratta di un piccolo problema; ma per chi ha bambini piccoli sarebbe meglio sapere che i propri figli possono giocare tranquillamente senza preoccuparsi delle deiezioni canine.

lunedì 20 agosto 2012

Passera al Meeting di Rimini

Il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini è un appuntamento che numerosi gerenzanesi frequentano abitualmente. Quest'anno deve essere stato piuttosto straniante, per chi era seduto in platea, sentire Passera - applaudito ospite - dire che le responsabilità della situazione in cui si trova adesso l'Italia è di chi  ha avuto in mano le sorti del Paese nel corso della Seconda Repubblica; i 20 anni della Seconda Repubblica hanno infatti visto l'ingombrante presenza proprio di Cl in molte posizioni chiave per la conduzione dello Stato.
Passera ha aggiunto anche, fra l'altro, che il problema dell'economia italiana oggi "è la produttività".
Produttività e Crescita sono i due termini che costituiscono la dittologia abusando della quale uomini come Passera dimostrano di non saper capire la crisi. Dire che siamo in crisi perché difettiamo di crescita e abbiamo una produttività troppo bassa è come dire che una squadra di calcio va male perché mancano i risultati e i giocatori non rendono a sufficienza: non è una spiegazione, è un truismo.

venerdì 17 agosto 2012

Ragionamento agostano

Proviamo, con la serenità consentita dai ritmi blandi del mese di agosto, a condurre un ragionamento semplice semplice, del quale ciscuno riconoscerà la linearità.
Comprensibilmente, le diplomazie occidentali sono sempre prontissime a stigmatizzare il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, le frequenti farneticazioni di Ahmadinejad, l'applicazione della sharia in Somalia, l'omofobia, la misoginia, il fanatismo imperanti in molti paesi africani, le violenze perpetrate in diversi angoli del medio oriente: tutte queste cose sono contrarie ai più elementari principi posti a fondamento di quello che noi consideriamo il "vivere civile".
Ora, allo stesso modo, non si può non notare come risultino intollerabili alla nostra sensibilità la polizia sudafricana che spara sui minatori in sciopero, gli insistenti tentativi da parte della Gran Bretagna di estradare in Svezia Julian Assange per poi consegnarlo caldo caldo agli Stati Uniti (con il ridicolo pretesto di uno stupro mai avvenuto, e la palese intenzione di fargli pagare carissimo il tentativo di mettere in luce l'ipocrisia senza fine dei politici del blocco di potere a cui anche l'Italia appartiene), la condanna da parte di un tribunale russo delle Pussy Riot, colpevoli sostanzialmente di aver sfottuto Putin (a proposito, mi domando se i telegiornali italiani avrebbero ripetuto con la stessa disinvoltura e frequenza il nome della band se questo fosse stato nella nostra lingua...).
Io capisco benissimo le cautele che la diplomazia richiede e l'esigenza di non precludersi un dialogo anche con paesi "difficili", con i quali esistono fondati motivi di dissenso, ma anche l'opportunità di concludere affari vantaggiosi; però, tacere su questa cose non vuol dire essere prudenti, vuol dire essere vigliacchi.
Mi verrebbe da chiedere al Ministro Terzi e al nostro distintissimo Presidente del Consiglio perché la diplomazia deve sempre coincidere con la cialtronaggine. Mi verrebbe da chiedere ai tanti supporters che l'autorità costituita sempre trova ad ogni latitudine secondo quale logica stabiliscono ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

martedì 14 agosto 2012

FINESTRA ITALIANA

Come poteva essere in qualche modo prevedibile, la questione dell'Ilva di Taranto si sta risolvendo in un gigantesco e assurdo cortocircuito istituzionale che non giova a nessuno. Colpa di giudici fin troppo zelanti nell'applicazione alla lettera delle norme vigenti? Colpa di politici assai poco lungimiranti che, anziché cercare una mediazione proficua per tutti, sono stati a guardare ciò che succedeva fino all'ultimo momento, e ora sparano sentenze e minacce a destra e a manca? Forse è affermativa la risposta a entrambe le domande; bisognerebbe ricordare, però, che più di tutti hanno colpa i proprietari dell'azienda, degni esponenti di una classe imprenditoriale mediocre come quella italiana: capitani d'industria che, quando vogliono ottenere qualcosa, amano presentarsi come "motori" della società, ma che il più delle volte mirano semplicemente alla massimizzazione del profitto (e non a una sana economicità e all'efficienza cui ogni imprenditore serio dovrebbe precipuamente tendere), costi quel che costi.
Altro scandalo tipicamente italiano è quella del rinvio a giudizio dell'ex maggiordomo del papa; tutti i media se ne occupano, ma non ho sentito nessuno che osasse porsi la domanda fondamentale di tutta questa vicenda: che cosa aveva da nascondere il papa di tanto importante? Non mi sembra che sia cosa da poco per colui che è percepito da tutti noi come il capo della comunità cristiana più che il capo di uno stato straniero.
Intanto, in Parlamento si continua a rimandare qualsiasi decisione sulla legge lettorale, il carburante continua ad aumentare indipendentemente dalle oscillazioni effettive del prezzo del greggio, in Siria ci si continua a massacrare allegramente con la benedizione delle Nazioni Unite.
Buon Ferragosto a tutti.

lunedì 13 agosto 2012

Letture di Ferragosto (per i nostri assessori)

Nei giorni scorsi, i quotidiani hanno mostrato una foto di Nicole Minetti immersa nella lettura del pruriginoso best-seller Cinquanta sfumature di grigio di E.L.James, romanzo erotico sentimentale che riesce a essere convenzionale persino nel modo di concepire la trasgressione. Forse, la nostra Consigliera regionale, visti i suoi brillanti trascorsi, si sarebbe meglio riconosciuta in qualche altra opera del medesimo genere, ma assai più "forte" e originale, del tipo dell'immarcescibile E duro campo di battaglia il letto di Una Chi, o nel celebre Fanny Hill di John Cleland; ma leggere, in fondo, è un'attività che riesce spesso a essere istruttiva e rigenerante anche quando ci si nutre di prodotti non di prima grandezza - specie quando si ha tanto tempo a disposizione come durante le vacanza agostane - perciò non vorremmo sindacare troppo sulle propensioni  o sulle scelte della Minetti.
Piuttosto, ci piace cimentarci nel provare a consigliare al nostro neosindaco e ai nostri assessori, qualche piacevole lettura per i giorni di Ferragosto, in cui possano trovare qualche spunto di riflessione sulle loro scelte e sul loro operato degli ultimi mesi. Cominciamo dal Sindaco Campi, per il quale potrebbe essere indicato Dove gli uomini diventano eroi di Jon Krakauer (l'autore di Into thin Air e di Into the wild), la ricostruzione della vita e della morte in Afghanistan (durante la guerra per la quale era partito volontario) del campione di football americano Pat Tillman; o, in alternativa, Disobbedienza di Raffaele Laudani, un'agile saggio che ripercorre la storia dell'applicazione alla politica di questo concetto e delle sue varie declinazioni.
Ma la vita, si sa, è nei romanzi. Al vicesindaco e geometra Pierangelo Borghi proponiamo perciò Casa di Marilynne Robinson: la storia ricca di sfumature psicologiche - ambientata negli anni cinquanta - del ritorno a casa, a Gilead, nell'Iowa, del figlio ribelle di un pastore congregazionalista che scopre a sue spese come la religione e i buoni sentimenti possano anche essere nemici del buon senso.
Per l'assessore ai Servizi Sociali Dario Borghi, invece, siamo tentati di indicare un superclassico dell'ultraliberismo di stampo reaganiano, Capitalismo e libertà di Milton Friedman; preferendo restare su qualche testo più vicino, gli suggeriamo il recente libro di Emanuele Trevi (finalista al premio Strega) Qualcosa di scritto: un tentativo di rilettura dell'ultima fase della produzione di Pier Paolo Pasolini (quella comprendente il film Salò, o le 120 giornate di Sodoma e, soprattutto l'opera incompiuta Petrolio) come una visione o un'iniziazione, in preparazione all'avvento di una realtà che non sarebbe più appartenuta a Pasolini stesso, in cui egli non si sarebbe riconosciuto, e in cui fatalmente sarebbe entrato solo in qualità di fantasma o di icona.
Per l'assessore all'Urbanistica Emanuele Pini, che ha studiato per diventare manager dello sport, potremmo proporre un classico moderno della letteratura alpinistica: Confessioni di un serial climber di Mark Twight, ovvero come l'alpinismo estremo può diventare indispensabile per la ricerca della consapevolezza di sé e per superare tutte le difficoltà e le meschinità della vita quotidiana.
Infine, per l'uomo scelto dal Sindaco Campi "esclusivamente in base alla competenza", l'assessore al bilancio Stefano Viotti, non ho dubbi: Il guardiano del frutteto del brillante narratore americano Cormac McCarthy.
Buone letture a tutti.

venerdì 10 agosto 2012

3 mesi di Ilpg

Sono passati tre mesi dalle elezioni, e siamo ormai prossimi, per la nuova compagine politica che amministra Gerenzano, al traguardo dei 100 giorni in sella. Di solito, a questo punto del mandato, si cominciano a esprimere sulle nuove amministrazioni i primi, provvisori giudizi, perché - sebbene non si possano giocoforza ancora considerare risultati concreti - dovrebbe essere già possibile intravedere le linee guida che gli amministratori hanno deciso di seguire.
Ebbene, per provare a formulare un giudizio sulla giunta Campi, io mi faccio questa domanda: se un cittadino mancasse da Gerenzano da sei mesi, e non sapesse nulla delle elezioni, si accorgerebbe, tornando in paese, che qualcosa è cambiato rispetto ai tempi dell'amministrazione leghista? Secondo me no: le prospettive per il futuro e le priorità sono le stesse disposte dalla Lega Nord (basta guardare il bilancio preventivo recentemente approvato, e osservare l'andamento delle vicende del nuovo centro commerciale e del sottopasso di via Stazione); la tendenza all'approssimazione è la medesima (si pensi al rimedio pensato per ovviare all'assenza della classe a tempo prolungato); persino lo stile in alcuni casi coincide (basta leggere la penosa e stizzita replica del sindaco alla mozione di Gerenzano Democratica sulla parità di genere in Giunta).

mercoledì 8 agosto 2012

Un progetto che merita di essere finanziato

Il Politecnico di Milano ha concepito un progetto (VenTo: in bicicletta da Venezia a Torino) che mira alla realizzazione della più grande ciclovia del sud Europa: 679 km per collegare Venezia, Ferrara, Mantova, Sabbioneta, Cremona, Pavia, Valenza, Casale Monferrato e, infine, Torino.
Lo scopo è duplice: valorizzare dal punto di vista turistico le terre padane, e promuovere un altro modo di spostarsi.
Il progetto è stato presentato una prima volta l'11 di maggio, ma aspetta ancora che la Regione Lombardia se ne faccia carico - insieme alle altre Regioni interessate. Fino ad ora non si è registrato nessun passo concreto; anzi, dopo l'apprezzamento iniziale, non se ne è proprio più parlato...

martedì 7 agosto 2012

FINESTRA ITALIANA

Mario Monti sarebbe probabilmente un buon Ministro degli Esteri, specie in un momento come questo in cui la finanza (più ancora dell'economia tout court) gioca un ruolo di primo piano nei rapporti fra Stati; purtroppo come Presidente del Consiglio - e più in generale come statista (dato che statista, più che uomo politico, egli ama definirsi) - denuncia limiti notevoli. Da una parte, infatti, nonostante si parli ormai da mesi di provvedimenti per la crescita, l'economia italiana sprofonda nelle sabbie mobili di una recessione di cui non si vede la fine; d'altra parte Monti palesa in maniera sempre più evidente una scarsa sensibilità democratica: nonostante il suo governo non abbia propriamente un profilo autoritario, sembra infatti che il premier dimentichi sempre più spesso che la sua carica ad interim rimane definita in base a uno scopo (allentare la morsa speculativa sull'Italia), poiché manca della necessaria investitura popolare, e si lasci tentare da una sorta di dirigismo elitario che, oltre a essere antistorico, è semplicemente assurdo. L'intervista rilasciata dal nostro ad un giornale tedesco (mi pare allo Spiegel), in cui lamenta l'eccessiva invadenza delle assemblee nazionali nell'operato dei Primi Ministri è, letteralmente, da colpo di sole estivo.
Del resto gli individui soggetti a insolazione abbondano: tanto per introdurre una nota un po' più frivola, mi vengono in mente quei giornalisti sportivi che, per mostrarsi europeisti a tutti i costi, cercano di dimostrare che l'Europa sarebbe una superpotenza sportiva sommando le medaglie ottenute alle Olimpiadi dagli atleti dei singoli stati dell'Unione; peccato che Cina o Stati Uniti possano schierare un massimo di tre atleti per competizione, mentre gli atleti "europei" sono attualmente decine (potendone schierare tre ogni Stato appartenente all'Unione).
Intanto, notiamo un'altra cosa: nell'antichità classica, nel periodo dei Giochi Olimpici, tutte le ostilità in corso tra potenze avverse venivano sospese; oggi, mentre lo spettacolo delle Olimpiadi segue il suo corso, in Siria si continua a morire, e non si capisce ancora fino in fondo perché.  

lunedì 6 agosto 2012

Escursioni estive

Chiunque, durante le vacanze, abbia l'opportunità di visitare non dico altri paesi europei, ma altre zone di questa nostra tormentata Italia, rientrando nell'alto milanese non può non rendersi conto di quanto sia deteriorato paesaggisticamente ed ecologicamente il nostro territorio.
Il motivo è chiaro: per un lungo periodo si è sacrificata ogni forma di rispetto per l'ambiente in cui viviamo la nostra quotidianità a uno sviluppo edilizio che, quando è andata bene, era sostenuto, stimolato e giustificato dalla crescita economica; più spesso, soprattutto negli ultimi anni, è stato invece puntellato artificialmente per ragioni puramente speculative.
La responsabilità, è chiaro, è da individuare nella scarsa consapevolezza, nella dissennatezza o - a volte - nell'immoralità dei passati amministratori.
Per invertire la rotta e per porre rimedio a certe brutture, purtroppo, ci vorranno molti anni; di certo sarà necessario partire da uno shock culturale che si basi su una cura e un rispetto del territorio assoluti e su una più viva coscienza urbanistica.

P.S. Ricalandoci nella realtà gerenzanese, come si può pensare che questo indispensabile shock culturale possa venire da personaggi come Pierangelo Borghi o il sempre sorridente Ivano Campi?

giovedì 2 agosto 2012

Come la riduzione del numero delle Province agirà in Lombardia

Con la spending review le Province italiane passeranno da 108 a 43, e le loro funzioni verranno nettamente ridotte. In Lombardia dovrebbero rimanere Milano, Brescia, Bergamo, Pavia  mentre andranno incontro ad accorpamenti ancora da definire le attuali Province di Lecco, Lodi, Como, Monza e Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese. Queste ultime non possiedono infatti i requisiti minimi di estensione (almeno 2500 chilometri quadrati) e di popolazione (almeno 350mila abitanti).
"Siamo di fronte - spiega il vicesegretario regionele del Pd Alessandro Alfieri - alla sfida della costruzione di ambiti territoriali omogenei diversi dagli attuali, che non devono necessariamente ricalcare i confini amministrativi conosciuti fin qui. È un compito con cui vogliamo misurarci; anzi, stiamo lavorando a una proposta che condivideremo con i livelli politici e con gli amministratori locali del Pd, e poi formuleremo in Consiglio regionale e al Consiglio delle autonomie locali, sapendo che va colta l'occasione per ripensare complessivamente gli assetti degli enti della pubblica amministrazione in Lombardia".
"Avremmo certamente preferito - aggiunge l'esponente democratico - che il governo formulasse criteri meno restrittivi, soprattutto rispetto alla superficie, anche perché le nuove province saranno enti di secondo livello, governate da un consiglio e un presidente eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali: rischiamo di avere amministrazioni che agiscono su territori molto estesi con funzioni d'area vasta, suddivise in un gran numero di comuni, dunque difficili da gestire e con una legittimazione democratica limitata. È una criticità che sarebbe da riconsiderare, così come andrebbero ripensate le funzioni delegate dalle Regioni, che non possono essere solo la tutela ambientale e la viabilità. Al contempo devono essere pienamente valorizzate le gestioni associate di servizi e funzioni dei comuni, coinvolgendo con incentivi anche quelle per i municipi sopra i cinquemila abitanti".