sabato 30 novembre 2013

Consiglio comunale di venerdì 29 novembre

Seduta del Consiglio comunale più noiosa del solito, davanti a un pubblico invero molto scarso (quando sono giunto in auditorium c'erano solo tre persone; altre arriveranno poi nel corso della serata).
Le giustificazioni date da Stefano Viotti agli aggiustamenti operati sul bilancio previsionale sono come sempre molto precise; il suo scoramento e la sua preoccupazione danno però la misura del momento di estrema difficoltà che sta vivendo tutto il settore pubblico in Italia, e tutto il senso dell'impotenza dei Comuni, più che mai esposti alle incertezze di questa fase della politica nazionale, e più che mai costretti a subire restrizioni che sono conseguenza di dissesti finanziari di cui spesso gli enti locali non sono per nulla responsabili.
Il momento più atteso è naturalmente quello in cui vengono affrontate le due interrogazioni di Gerenzano democratica, sul progetto della nuova piscina e sull'operato dei Servizi Sociali nel nostro Comune. In merito ai Servizi Sociali risponde l'assessore responsabile Dario Borghi, che legge un lungo resoconto di tutti gli interventi che si sono resi necessari negli ultimi mesi su diverse fasce della popolazione per contenerne il disagio innanzitutto economico. Pier Angelo Gianni fa giustamente notare come sarebbero opportune analisi più dettagliate sulla composizione di quel gruppo di persone che hanno subito un licenziamento o che si trovano attualmente in cassa-integrazione; e tuttavia resta il fatto che l'Amministrazione, nonostante gli sforzi notevoli che è giusto riconoscerle, può solo tamponare le situazioni più gravi, ma non è in grado di porre rimedio a quella mancanza di posti di lavoro che rischia di diventare un problema cronico anche nella nostra Regione.
Il clima si scalda un poco solo durante la risposta del vicesindaco Pierangelo Borghi all'interrogazione sulla piscina, soprattutto perché il vicesindaco insiste nel definire "a costo zero" un'operazione che non lo è: il terreno ceduto in diritto di superficie per 60 anni ai concessionari di Acquasport, infatti, ha indubitabilmente un valore di 250mila euro; e la clausola che impone di restituire quel denaro attraverso sconti operati a favore dei residenti presenta qualche opacità. Per capirci: se, con la scusa che nell'impianto sarà presente anche una sauna, io fisso un prezzo di ingresso standard di 15 euro (quando nella piscina di Saronno, più grande di quanto sarà quella di Gerenzano, un ingresso singolo costa 5,85 euro), lo "sconto" attraverso il quale dovrei restituire ai gerenzanesi il denaro che mi hanno anticipato è puramente fittizio, dato che il prezzo iniziale è chiaramente gonfiato.
Su tali punti l'intervento del vicesindaco è piuttosto elusivo, e tende a sottovalutare l'incertezza sulla sostenibilità economica della gestione prefigurata dalla società Acquasport; così Pier Angelo Gianni si dichiara insoddisfatto. Pierangelo Borghi ribatte dicendo che l'opinione del suo interlocutore non ha nessuna autorevolezza, non avendo egli mai gestito una piscina, e si accende una breve polemica.
Poi si sprofonda di nuovo nel sopore.

venerdì 29 novembre 2013

Neofascisti a Gerenzano

Ho saputo che il Sindaco ha concesso ai neofascisti di Forza Nuova di allestire per domenica 1° dicembre, dalle 13 alle 19, in piazza 25 aprile (i nostri nonni che decisero di dare questo nome alla piazza si rivolteranno nella tomba), un presidio per una raccolta firme contro l'affermazione dello ius soli.
Alcune settimane fa, a Saronno, un'iniziativa analoga fu occasione per forti tensioni di piazza.
So che i comitati antifascisti si stanno mobilitando per organizzare una sorta di contro-manifestazione.
Fra l'altro, il 1° dicembre, a Gerenzano, è anche prevista la festa degli esercenti; onestamente non mi sembra il contesto più adatto per innescare una situzione potenzialmente esplosiva.

giovedì 28 novembre 2013

La ricerca scientifica in Italia e la stupidità delle associazioni animaliste

Voglio riportare qui di seguito un articolo pubblicato nei giorni scorsi su Repubblica, che rende conto di un durissimo editoriale apparso sull'autorevole rivista britannica Nature Neuroscience che stigmatizza lo spazio esorbitante concesso dalla politica italiana alle assurde prese di posizione di talune associazioni animaliste, la cui incidenza sulla nostra legislazione costituisce una ingombrante pastoia per la ricerca scientifica nel nostro Paese, già tanto penalizzata dalla scarsità dei finanziamenti disponibili.
L'animalismo khomeinista - di cui, tanto per fare un esempio, Michela Vittoria Brambilla è una perfetta rappresentante - tende a considerare gli animali più importanti degli uomini, e mira a imporre a tutti questo dogma per legge. Io penso che il giusto rispetto per tutti gli esseri viventi non debba farci dimenticare che siamo uomini, ed è naturale che l'uomo e le sue esigenze debbano essere la stella polare e il fine del nostro agire. Ecco l'articolo:

Il taglio dei finanziamenti, le condanne dell'Aquila, il caso Stamina, la legge sulla sperimentazione animale. Sono tutti episodi con un minimo comun denominatore: l'Italia non sembra essere un paese per scienziati. Alla conclusione arriva un duro editoriale che la rivista Nature Neuroscience dedica al nostro paese. "La ricerca biomedica italiana sotto attacco" è il titolo dell'articolo, che parte scrivendo: "Gli ultimi due anni sono stati un periodo molto duro per gli scienziati italiani". L'editoriale prosegue citando la nuova "legge miope" sulla sperimentazione animale come "uno degli ostacoli insuperabili", capace di "minare alle fondamenta quasi tutta la ricerca biomedica del paese". E conclude puntando il dito anche contro gli scienziati, "colpevoli di non aver spiegato in termini adeguati i metodi e i fini della loro ricerca, facendo sì che false informazioni e sfiducia si diffondessero tra la popolazione".
Nature è un gruppo editoriale che ha sede a Londra e insieme alla rivista americana Science pubblica tutti i più importanti risultati scientifici ottenuti nel mondo. Nei suoi editoriali non è mai stata tenera con l'Italia. Lo scorso aprile ci ha accusato di avallare il metodo Stamina "usando i pazienti come animali da esperimento". Ma tra tante ombre, la rivista ha anche riconosciuto le nostre luci. Due giorni fa il direttore Philip Campbell era al Quirinale per consegnare i "Nature Award for Mentoring in Science" a tre importanti scienziati italiani, scelti per la loro bravura nel formare giovani allievi. 
Michela Matteoli, premiata lunedì al Quirinale con due colleghi, fa ricerca sulle sinapsi del cervello all'università di Milano. Così prova a spiegare la contraddizione di un paese premiato per la bravura dei suo maestri ma additato (sempre secondo Nature Neuroscience) per "il profondo fossato che divide gli scienziati italiani dal loro governo". "La scienza in Italia ha delle punte di diamante nonostante i grandi ostacoli che la politica pone sul nostro cammino". Anche Campbell sottolinea la natura dottor Jekyll-mister Hide della nostra ricerca. "L'Italia sta diventando sempre più ostile alla scienza e agli scienziati, attraverso tagli dei fondi e restrizioni legislative. Questo non fa presagire bene per il vostro futuro economico". Eppure "il paese produce molti scienziati di valore mondiale. Spero che loro sentano la nostra solidarietà e che la corrente della politica viri in loro favore".
I venti che tirano per ora sono piuttosto di guerra. E dopo la giornata da tregenda vissuta dal centro di Roma lunedì, con i malati di Stamina che hanno versato il loro sangue di fronte a Montecitorio, un'altra giornata di battaglia è prevista per venerdì a Milano. Il gruppo "Animal Amnesty" ha organizzato una marcia verso l'Istituto Farmacologico Mario Negri, che utilizza animali per le sue sperimentazioni. Gli autobus degli attivisti partiranno da una decina di città. E dopo il precedente dello scorso 20 aprile, quando un gruppo di animalisti fece irruzione nel dipartimento di farmacologia dell'università di Milano liberando i topolini e un coniglio, questa volta la questura ha imposto il suo stop. "Per motivi di sicurezza  -  scrive Animal Amnesty su Facebook  -  non sarà possibile chiudere il corteo in prossimità dell'Istituto. Il punto d'arrivo è spostato a oltre un chilometro dal Mario Negri". "Lo scopo è quello di intimidirci, ma si otterrà l'effetto contrario". 

La controversa legge sulla sperimentazione animale nasce da una direttiva europea del 2010. Nonostante Bruxelles vietasse ulteriori inasprimenti delle norme, l'Italia ha inserito vari emendamenti restrittivi. Il testo modificato è uscito dal Parlamento il 6 agosto ed è stato approvato solo in via preliminare (quindi non è ancora effettivo) dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso. Prevede il divieto di allevare e di usare in laboratorio cani, gatti e primati (già oggi l'80% delle cavie usate in Europa sono topi e ratti) e obbliga a somministrare analgesici prima di ogni procedura, iniezioni incluse. La norma della legge 96 del 6 agosto 2013 che inquieta gli scienziati e che ha spinto Nature Neuroscience a parlare di "attacco alla ricerca italiana" è però un'altra: quella che "vieta l'utilizzo di animali per gli xenotrapianti".
Gli xenotrapianti sono trapianti di cellule od organi da una specie all'altra. Buona parte della ricerca oncologica oggi si svolge prelevando delle cellule dal tumore di un paziente e impiantandole nei topolini, per seguire nell'animale andamento della malattia ed effetto delle cure. "La nuova legge ostacolerebbe la ricerca di nuove terapie contro il cancro. Il problema riguarda gli xenotrapianti, ma anche i test di tossicità dei nuovi farmaci. In Italia un laboratorio su due, fra quelli che effettuano ricerca preclinica, vedrebbero il loro lavoro compromesso" spiega Pier Paolo Di Fiore, ex direttore dell'istituto di ricerca oncologica Ifom e professore all'università di Milano. 
Contro questa eventualità, i ricercatori dell'associazione "Pro Test" hanno manifestato il 19 settembre a Montecitorio e hanno organizzato conferenze nei prossimi giorni in varie città. Tutti i direttori degli Istituti di ricerca oncologica in Italia hanno firmato la petizione della Federazione italiana scienze della vita. Un'altra raccolta di firme su www. salvalasperimentazioneanimale. it ha raggiunto 13mila adesioni. Il 29 novembre la sede del Cnr ospiterà il convegno "Spera - Sperimentare per curare" per trovare metodi efficaci di comunicazione del ruolo della sperimentazione animale. "In realtà ci siamo sempre sforzati, eccome di spiegarlo" dice Matteoli, che lavora nel dipartimento assaltato ad aprile. "Ma di fronte all'uso dell'emotività non abbiamo strumenti. I servizi in tv parlano di sperimentazione mandando in onda immagini di gattini maltrattati. Ma noi usiamo topi, e seguiamo fior di controlli e precauzioni, previsti già dalla legge attuale". E proprio la mancanza di "comprensione reciproca" fra cittadini, ricerca e politica, sottolinea Nature, è il tratto comune che lega tutti gli episodi degli "anni orribili" vissuti dalla scienza in Italia.

mercoledì 27 novembre 2013

Consiglio comunale del 29 novembre

Venerdì 29 novembre, alle ore 21, presso l'auditorium di via Manzoni, si svolgerà una seduta straordinaria del Consiglio Comunale con il seguente ordine del giorno:

  1. Lettura e approvazione verbali della seduta precedente.
  2. Ratifica prima variazione di bilancio G.C. n. 90 del 02/10/2013.
  3. Ratifica seconda variazione di bilancio G.C. n. 96 del 17/10/2013.
  4. Assestamento generale di bilancio, terza variazione alle dotazioni di competenza del bilancio di previsione 2013 e aggiornamento della relazione previsionale e programmatica 2013/2015.
  5. Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 09/09/2013 avente ad oggetto: "Approvazione della partecipazione alla Società in house per la gestione del servizio idrico integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Varese e relativo statuto". Convalida.
  6. SUAP (Sportello Unico Attività Produttive): revoca deliberazione n. 44 del 30/09/2011.
  7. Interrogazione del gruppo consiliare Gerenzano Democratica sul progetto dell'impianto sportivo natatatorio assegnato alla ditta Turra Aquasport. 
  8. Interrogazione del gruppo consiliare Gerenzano Democratica sull'attività del Servizio Sociale e sulle iniziative presenti e future nell'ambito delle nuove povertà e della disoccupazione.
Al di là dei continui aggiustamenti del bilancio, resi necessari dall'incertezza dei trasferimenti dallo Stato centrale ai Comuni, e da esigenze sempre nuove che emergono in una situazione già di per sé precaria, mi pare particolarmente interessante la discussione delle due interrogazioni presentate da Gerenzano democratica.
La prima dovrebbe finalmente consentire di mettere a fuoco molti punti essenziali dell'"operazione piscina", che dopo il veloce passaggio in Consiglio comunale di quasi un anno fa per l'approvazione di un progetto di cui mai si era pubblicamente parlato (un vero e proprio blitz della maggioranza) è andata avanti un po' sotto traccia (i gerenzanesi si sono dovuti accontentare dei discutibili slogan di Pierangelo Borghi sulla piscina "a costo zero e a km zero"...); la seconda consentirà di valutare se sono spesi bene i molti soldi che vengono giustamente destinati ai Servizi Sociali in un periodo così critico. Soprattutto, si verificherà se quel denaro viene convogliato in progetti ben organizzati e sostenibili sul lungo periodo.

martedì 26 novembre 2013

Questione meridionale

Mi sembra che in Italia, negli ultimi tempi, si rischi di perdere un po' di vista la persistenza della cosiddetta "questione meridionale", che la drastica riduzione dell'influenza della Lega Nord dovrebbe invece indurre finalmente ad affrontare in maniera corretta ed equilibrata, dopo anni di vuoto berciare, di proclami indipendentisti obliterati dall'opportunismo, del campanilismo più demenziale, di una buona dose di razzismo più o meno strisciante.
Eppure alcuni dei problemi posti dalla Lega non vanno accantonati: siccome la consistenza del debito di Regioni come Calabria e Sicilia è a tutti gli effetti una questione nazionale, non possiamo permetterci di fare finta di nulla. Proposte come la devolution o il federalismo fiscale si sono dimostrate, alla prova dei fatti, praticamente inapplicabili; come, in precedenza, si erano rivelati inutili gli aiuti distribuiti a pioggia. Che fare, dunque? Forse si potrebbe provare a legare qualsiasi tipo di sostegno offerto all'imprenditoria meridionale a un pieno rispetto della disciplina fiscale, e a un assoluto rigore nel processo di risanamento dei conti degli enti pubblici territoriali. Soprattutto, si dovrebbero fissare tempi determinati e verifiche periodiche per accertarsi del buon funzionamento dei piani di intervento studiati.
Credo che sia chiaro a tutti che non possiamo più permetterci che il Sud, per l'Italia, continui a essere una sorta di zavorra dal punto di vista economico. Aggiungo che questo è uno dei temi su cui si giocherà il successo del centrosinistra se (e quando) potrà davvero gestire il Governo del Paese.

lunedì 25 novembre 2013

Giustizia sociale

Non ha suscitato a mio parere il giusto scalpore la notizia che riporta come gli svizzeri abbiano risposto no al quesito referendario che proponeva l'introduzione di una norma che avrebbe imposto a tutte le aziende elvetiche, pubbliche e private, un rapporto massimo di 1 a 12 fra la restribuzione dell'ultimo dei dipendenti e quella del primo dei top manager.
Si dice che i cittadini svizzeri temessero una fuga di aziende che, desiderose di servirsi delle prestazioni dei manager più rinomati e più pagati, avrebbero potuto spostare la propria sede altrove, con grave danno per la fiscalità elvetica nel suo complesso; e questo è sicuramente comprensibile.
Ma a mio parere, in questo Referendum, c'era in gioco ben di più: c'era in gioco la dignità dei cittadini tutti, quella dignità per cui non esiste iato fra la competenza o l'abilità di un individuo e quella di un altro che meriti di scavare fra i due un solco tale da portare a considerare il sudore, l'impegno, il lavoro del primo poco più di niente, e ogni performance del secondo alla stregua dell'epifania di un semidio; e c'era in gioco la democrazia nella sua essenza più profonda, e cioè l'opportunità di porre un argine a quella sperequazione della ricchezza che consente ai pochi che concentrano nelle proprie mani il potere economico di imporre una sorta di neofeudalesimo, elevandosi al di sopra delle leggi e delle norme che tutti gli altri sono tenuti a seguire.
Per tutte queste ragioni, la sinistra europea non deve in nessun modo accantonare la questione: sarebbe bene anzi che qualcuno in Italia avesse il coraggio di riproporla in termini analoghi e con maggiore decisione; ne va di quella che un tempo si chiamava giustizia sociale.

venerdì 22 novembre 2013

Perplessità

Suscita in me una grande perplessità il modo in cui si sta svolgendo la vicenda della protesta dei dipendenti contro l'ipotesi di privatizzazione della municipalizzata che si occupa dei trasporti nella città di Genova. Se è in parte comprensibile l'oltranzismo dei lavoratori che temono di perdere il lavoro, altre cose sono decisamente meno comprensibili: è assurda l'ostinata opposizione dei sindacati a qualsiasi ipotesi di compromesso volta a rendere meno dolorosa possibile la necessaria riforma di un'azienda che si "mangia" oltre 30 milioni di euro l'anno di soldi pubblici; ed è addirittura paradossale l'atteggiamento di Grillo, che vuole privatizzare la Rai, ma non la società dei trasporti di Genova, che in proporzione alle sue dimensioni, è assai meno efficiente. Si dirà che Grillo vuole privatizzare la Rai perché lottizzata dai partiti; ma si crede forse che le municipalizzate siano meno corrose dal clientelismo?  

mercoledì 20 novembre 2013

Verso le primarie

In queste settimane sono in via di definizione il futuro assetto e gli equilibri interni del Partito democratico, indipendentemente da chi vincerà la corsa per il ruolo di Segretario nazionale (Renzi era largamente favorito anche prima; con la netta - e in qualche misura inattesa - affermazione fra gli iscritti ha praticamente ipotecato la vittoria).
Il Pd, infatti, è per sua natura un partito plurale, e nessun leader designato potrà mai permettersi di ignorare il peso delle diverse anime interne alla forza politica di cui è alla guida.
Proprio in questa prospettiva, io che l'8 dicembre voterò per Renzi, nella fase preliminare ho deciso di fare una scelta diversa. Dato che era chiaro che uno fra Civati e Pittella sarebbe stato "eliminato" (il regolamento prevede che alle primarie possano presentarsi solo in 3, e gli iscritti erano chiamati ad operare una "scrematura" dei 4 pretendenti), ho espresso la mia preferenza per Civati, per due motivi: in primo luogo perché il progetto di Renzi prevede di dare più importanza alle articolazioni territoriali del partito, e Civati è brianzolo, è stato consigliere regionale in Lombardia e conosce molto bene il nord e i suoi problemi; valorizzarlo significa anche dare peso al nostro territorio all'interno del Pd.
In secondo luogo Civati, pur essendo coetaneo di Renzi, e pur avendo combattuto con lui per un profondo rinnovamento del Partito democratico (ha infatti condiviso con il Sindaco di Firenze l'esperienza dei "rottamatori"), è molto più vicino di Renzi all'anima movimentista del Pd; una componente della sinistra che a mio parere non deve assolutamente essere accantonata.

giovedì 14 novembre 2013

Riforma elettorale: perché Renzi ha ragione

Lo stallo dell'ennesimo tentativo di riforma della legge elettorale registratosi nella commissione del Senato dedicata a questo tema dimostra quanto Matteo Renzi abbia ragione quando dice che, se si vuole veramente modificare il Porcellum, bisogna partire dalla Camera e non dal Senato.
Si cominci a elaborare una proposta valida laddove vi sono numeri certi per poterla disegnare senza troppi compromessi e senza eccessivi rischi di "inquinamento"; al Senato spetterà poi prendere in esame - ed eventualmente modificare - un progetto già ben definito. A quel punto sarebbe però più difficile, di fronte a una riforma già avviata, l'azione di chi coltiva segretamente la speranza di far naufragare ogni ipotesi di superamento del Porcellum; quantomeno, chi agisce in tale senso, dovrà uscire allo scoperto e prendersi pienamente la responsabilità delle proprie scelte al cospetto degli elettori.

martedì 12 novembre 2013

I tacchini della politica italiana

Uno dei maggiori problemi attuali della politica italiana (da cui discendono molti altri problemi) è senz'altro la totale assenza di spirito gregario: quando l'esponente di un movimento o di un partito diventa leader, ritiene di non poter ricoprire più altro ruolo nella vita se non quello del leader.
Nel centrodestra berlusconiano questa tendenza è addirittura patologica; nel M5S - che di stelle in realtà ne ha solo due (Grillo e Casaleggio) - promette di diventare tale; ma anche il centrosinistra non è esente dal difetto. Prendiamo Romano Prodi, ottimo capofila di un progetto su cui il centrosinistra è stato imperniato per tre lustri: una volta bocciata dal Parlamento la sua autorevole candidatura alla Presidenza della Repubblica per via delle beghe interne al Pd, una volta deciso di abbandonare (almeno per ora) la politica attiva, ha ritenuto di far sapere a tutti che non voterà alle primarie. Prodi dice di non voler influenzare la naturale competizione fra le varie anime del Partito democratico; ma se così fosse stato, sarebbe bastato non schierarsi ufficialmente a sostegno di nessun candidato, senza dichiarare l'intenzione di disertare le primarie. La spiegazione più plausibile mi sembra un'altra: anche Prodi, come molti altri, non possiede l'umiltà né la passione, né il disinteresse necessari per poter giocare semplicemente il ruolo di cittadino elettore, libero di votare o di non votare, senza pubblicità e senza secondi fini. Anche lui si è iscritto a pieno titolo nella categoria dei tacchini che amano soprattutto pavoneggiarsi nell'aia della politica italiana.

giovedì 7 novembre 2013

Caos tesseramenti nel Pd: cosa c'è dietro

Nelle ultime settimane, all'interno del Pd, si è levato l'allarme relativo al verificarsi di una quantità anomala di nuovi tesseramenti presso alcuni circoli in alcune zone d'Italia.
Il fenomeno, cui la provincia di Varese e tutta la Regione Lombardia sono rimaste estranee (basta guardare il numero di votanti ai congressi per il rinnovo delle segreterie di circolo e delle segreterie provinciali), non inciderà sulla scelta del Segretario nazionale, la cui designazione avverrà tramite primarie "aperte" anche ai non iscritti.
Piuttosto, lo si può spiegare con la volontà di gruppi di interesse locale di controllare a livello territoriale un partito che potrebbe risultare vincente nelle prossime tornate elettorali (secondo uno schema ben collaudato in altre realtà partitiche di maggioranza, nella Prima e nella Seconda Repubblica), e va perciò represso con la massima severità: ne va della possibilità di preservare il progetto democratico nella sua integrità.
E tuttavia la riflessione più importante da fare è un'altra: il Pd deve decidere se essere un partito all'americana, senza tessere, capace di costituirsi in comitato elettorale quando è necessario, o al contrario un partito tradizionale all'europea, gestito esclusivamente dagli iscritti. Durante l'attuale congresso si vota "all'americana" per il segretario nazionale (attraverso le primarie aperte) e "all'europea" per i segretari di circolo e per i segretari provinciali (la cui elezione è riservata ai soli iscritti). Non mi sembra che questo deponga a favore della chiarezza d'intenti della vecchia classe dirigente che fino ad oggi ha guidato il partito.

martedì 5 novembre 2013

Il gesto del Sindaco di Messina: lo spazio dell'utopia e le cerimonie rituali

Dite quello che volete, ma a me il gesto del Sindaco di Messina Renato Accorinti, che il 4 di novembre ha esposto la bandiera della pace di fronte agli ufficiali dell'esercito in alta uniforme, animando la stanca e vuota retorica delle cerimonie rituali, fa una grande simpatia.
Naturalmente so benissimo che non si possono trasformare da un giorno all'altro "gli arsenali in granai", come auspicato da Accorinti; e tuttavia, anche solo prospettare l'ipotesi di farlo vuol dire restituire all'utopia quel ruolo che nella politica dovrebbe spettarle di diritto, e che troppo spesso viene a mancare: indicare ideali molto alti per poter raggiungere concretamente obiettivi intermedi più che dignitosi.
Per di più mi è parsa una fesseria la dichiarazione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Gianpiero D'Alia (Udc) secondo cui la provocazione di Accorinti è stata "demenziale" e ha offeso "la memoria di quanti sono morti per la patria e per la pace".
Io credo proprio che la maggior parte delle centinaia di migliaia di soldati semplici e di sottufficiali caduti sul Carso durante la guerra di cui ieri si ricordava la fine (durante gli assalti alla baionetta in nome di casa Savoia, o nel corso delle crudeli decimazioni ordinate dal generale Cadorna per trasformare la truppa in docile carne da cannone), se oggi potessero parlare, bollerebbero come demenziale la prospettiva di D'Alia (e degli alti papaveri dell'esercito) più che quella di Accorinti.

sabato 2 novembre 2013

Il caso Cancellieri

Per una volta sono quasi d'accordo con Grillo, quando paragona il caso Cancellieri al caso Idem. Dico quasi perché l'ex canoista è stata costretta per me ingiustamente a dimettersi per una sciocchezza, mentre il guardasigilli ( ed ex Ministro dell'interno, ed ex prefetto) viene difesa a prescindere, quando credo che invece sia tenuta a chiarire nel dettaglio le dinamiche che l'hanno spinta a intervenire a favore di Giulia Ligresti, figlia del noto imprenditore al quale la Cancellieri è legata da un'antica amicizia oltre che da motivi professionali. Magari la scarcerazione di Giulia è anche stata giusta, ma non se ne può propio più di un sistema in cui chi gode di protezioni in alto loco può contare su un certo tipo di trattamento di fronte alla legge, e tutti gli altri sono dei numeri, indegni di ogni considerazione, e perfino di quel minimo di umanità che la Cancellieri dice aver ispirato la propria condotta.