giovedì 27 febbraio 2014

Democrazia e coesione interna nei partiti

Si sta verificando un fenomeno curioso, nell'attuale panorama politico italiano: il partito nel quale il dibattito interno è più acceso, nel quale costantemente si confrontano - anche in maniera molto aspra - posizione diverse, nel quale l'emergere forti individualità provoca tensioni esacerbate, vale a dire il Pd, perdura senza fratture significative.
Al contrario, le altre formazioni politiche, che pretendono di apparire monolitiche, o interpretano ogni accenno di dissenso nei confronti dei leader designati come un imperdonabile tradimento, si lacerano drammaticamente: Forza Italia ha subito l'allontanamento dei deputati del NCD, Scelta Civica si è spezzata, il M5S continua a perdere pezzi.
Forse dobbiamo concludere che l'esercizio della democrazia interna è la migliore forma di garanzia dell'unità di una forza politica...   

lunedì 24 febbraio 2014

Renzi: calcolo o azzardo?

Quale è stato il fattore decisivo che ha spinto Renzi a defenestrare Letta, giocandosi una buona fetta dei consensi che aveva faticosamente conquistato all'interno del Pd, ed esponendosi al rischio altissimo di vedere bruciata ogni sua residua credibilità? Per me l'unica spiegazione convincente è questa: intuendo la fine della crisi economica e l'inizio della ripresa, Renzi non ha voluto lasciare nessun merito al suo predecessore, per evitare che la propria spinta ascendente venisse meno, e ha cercato di trovarsi al centro del sistema nel momento in cui i fondamentali economici italiani fossero iniziati a migliorare.
I detrattori diranno che l'operazione è stata portata a termine per mera ambizione; i fans di Renzi vorranno leggervi l'intenzione da parte dell'ex Sindaco di esplicare nella maniera più efficace possibile il proprio programma di riforme.
Io mi chiedo semplicemente se si sia trattato di una scelta ben ponderata o di un terribile azzardo.

sabato 22 febbraio 2014

La bomba ecologica su cui siamo seduti

Poche volte mi è capitato di vedere l'auditorium pieno come ieri sera in occasione dell'incontro organizzato da Pier Angelo Gianni e dedicato alla discarica: c'erano amministratori vecchi e nuovi, tanti gerenzanesi, e anche tanta gente proveniente da molti dei comuni limitrofi.
Il filmato con cui si è ricostruita con dovizia di particolari e sulla base di moltissimi documenti (filmati d'epoca, fotografie, testimonianze, dati, titoli dei giornali di qualche anno fa) l'intera vicenda della discarica di Gerenzano, dal 1964 fino alla chiusura e oltre, aveva uno scopo preciso: ricordare a tutti che l'enorme deposito di rifiuti presente sul nostro territorio presenta delle criticità che, se sottovalutate, potrebbero crearci in futuro problemi grossi.
Infatti, per lungo tempo, a Gerenzano, si sono sversati rifiuti di tutti i tipi (anche rifiuti ad alta tossicità provenienti da aziende chimiche e farmaceutiche, da tintorie e da raffinerie) senza le adeguate protezioni, direttamente sul fondo ghiaioso della cave adibite a questo scopo, spesso a diretto contatto con l'acqua della falda freatica che - come è noto - subisce frequenti variazioni di livello, inzuppando i  rifiuti e raccogliendone il percolato. Non solo: anche nelle aree dove sono stati disposti teli di protezione (specie dopo l'introduzione di nuove leggi sulla gestione dei rifiuti all'inizio degli anni ottanta) vi potrebbero essere delle perdite dovute al fatto che, dopo trent'anni, le protezioni fatalmente si usurano.
A fronte di questa situazione, una vera bonifica dell'area non è mai stata effettuata, perché i costi sarebbero risultati eccessivi, e perché in Italia, fino a pochi anni fa, mancava un'adeguata sensibilità ecologica.
Di fatto, nel momento (forse non lontano) in cui il biogas prodotto dai rifiuti - che oggi frutta al Comune di Gerenzano circa 700mila euro all'anno e permette all'azienda che gestisce l'area (fino a pochi mesi fa Amsa, oggi A2A) di pagare l'attivazione dei sistemi di pompaggio - si esaurirà, il mantenimento in sicurezza della ex discarica potrebbe comportare oneri altissimi. Che fare, dunque?
La proposta più interessante che ho sentito ieri sera prevede di trasformare la ex discarica di Gerenzano in caso esemplare di possibile evoluzione virtuosa di un sito di sversamento dei rifiuti, attraverso il coinvolgimento di gruppi di studiosi (del Politecnico di Milano e di altre istituzioni e strutture a noi vicine), l'interessamento dei quali favorirebbe lo stanziamento dei fondi necessari per avviare una vera, definitiva bonifica (con tecniche avanzate oggi impiegate in parecchi Paesi del nord-Europa). Un progetto del genere non è affatto impossibile da realizzare, dato che l'Unione Europea mette a disposizione ogni anno miliardi di euro per interventi di bonifica in aree critiche. Certo, affinché un meccanismo del genere si attivi, si deve mettere in moto prima la politica, a livello locale, provinciale, regionale. E la politica, come si sa, normalmente si mette in moto solo se la pressione dei cittadini la costringe a farlo...

venerdì 21 febbraio 2014

Leggendo la lista dei ministri

Leggendo la lista dei ministri del neonato Governo Renzi, dopo la poco ortodossa operazione del siluramento di Enrico Letta, e dopo aver constatato che la maggioranza su cui si regge il nuovo esecutivo è grossomodo la stessa su cui si reggeva quello vecchio, sempre più profonda si fa la mia perplessità di fronte all'operazione politica in corso. Mi pare infatti che molte scelte siano parecchio discutibili (ma cosa ci fa, per esempio, una super-raccomandata come Marianna Madia su una poltrona da ministro?), e che il peso specifico complessivo di questo Governo sia nettamente inferiore rispetto a quello degli ultimi due che l'hanno preceduto. Pur volendo concedere a Renzi un credito residuo, perché è giusto giudicarlo alla prova dei fatti, non posso nascondere che le sue mosse iniziali mi hanno molto deluso.

martedì 18 febbraio 2014

La storia della discarica

Venerdì 21 febbraio, all'auditorium Giuseppe Verdi, Pier Angelo Gianni proporrà una conferenza in cui, basandosi su varie testimonianze e su documenti dell'epoca, ripercorrerà la storia della discarica di Gerenzano, che rimase aperta per quasi trent'anni fra il 1964 e l'inizio degli anni novanta, fino a diventare la più grande d'Europa.
Lo scopo della serata non è tanto quello di precisare una mera ricostruzione dei fatti, quanto quello di indagare i possibili rischi legati alla naturale evoluzione dei siti di sversamento dei rifiuti, e di ipotizzare eventuali interventi volti a scongiurare future ricadute negative sull'ambiente e sulla popolazione dovute alla presenza sul nostro territorio di un'area critica come questa.


domenica 16 febbraio 2014

Quelli che non urlano

In mezzo alle attese, ai dubbi, alle perplessità che si affollano nella mente di chi segue con attenzione la politica italiana alla vigilia dell'insediamento del nuovo Governo Renzi, merita un pensiero non scontato Enrico Letta, poco gratificato dall'ipocrita (tanto da parere quasi sarcastico) "grazie Enrico" inviatogli da Matteo Renzi.
Letta, uno di quelli che non urlano, non ha certo brillato come Presidente del Consiglio (dal pasticcio-Imu in giù), più per via della sfavorevole situazione in cui si era venuto a trovare che per suoi limiti intrinseci; e tuttavia, avrebbe potuto vendicare la sua dignità politica offesa dall'onda montante del renzismo "parlamentarizzando" la crisi, costringendo i deputati democratici fedeli a Renzi a sfiduciarlo davanti al Paese, con il rischio gravissimo di spaccare davvero il partito. Non lo ha fatto, non lo ha voluto fare, e questo gli elettori del Pd, in futuro, dovranno tenerlo ben presente.

giovedì 13 febbraio 2014

Profonda perplessità

Non si può che provare profonda perplessità di fronte alla strategia politica intrapresa da Matteo Renzi e dalla sua squadra. Sembra quasi che Renzi e i suoi collaboratori più stretti abbiano letteralmente perso il lume della ragione: infatti, è molto difficile pensare a un superamento dello stallo in cui il Governo Letta si è indubbiamente venuto a trovare attraverso un Governo Renzi che potrebbe contare soltanto su una maggioranza parlamentare molto risicata. E in una repubblica parlamentare come la nostra, un Presidente del Consiglio senza il pieno sostegno del Parlamento è un Presidente del Consiglio depotenziato.
E poi, era proprio necessario questo poco edificante scontro fratricida che non può che fare del male al Centrosinistra nel suo complesso? Mah...

mercoledì 12 febbraio 2014

Sabato Consiglio comunale

Sabato 15 febbraio avrà luogo una seduta straordinaria del Consiglio comunale con il seguente ordine del giorno:

  1. Lettura ed approvazione dei verbali delle sedute precedenti.
  2. Convenzione con la Fondazione Scuola dell'Infanzia "C. Berra" di Gerenzano per il periodo 01/01/2014 - 31/12/2014: approvazione.
  3. Affidamento alla Saronno Servizi S.p.A. del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta di pubblicità e diritto pubbliche affissioni - dal 01/01/2014 al 31/12/2014.
  4. Concessione del pubblico servizio di distribuzione gas-metano. Approvazione in tema di determinazione dell'indennizzo ai sensi dell'art. 15 - comma 5 - del D.Lgs. 164/2000 e contestuale accordo per la prosecuzione della gestione del servizio ai sensi dell'art. 14 - comma 7 - del D.Lgs. 164/2000.
  5. Comunicazione prelevamento dal fondo di riserva.

lunedì 10 febbraio 2014

La Svizzera e la "chiusura" delle frontiere

Riporto qui un esaustivo articolo del Corriere della Sera che chiarisce tutte le implicazioni che avrà quella bella genialata del Referendum svizzero contro l'immigrazione, che rischia - se applicato - di mettere la Confederazione elvetica con le spalle al muro, compromettendo molti degli accordi densi di implicazioni economiche con l'Unione Europea.


Cosa cambia col voto?  
L’iniziativa, promossa dal partito di destra ed antieuropeista dell’Unione democratica di centro (Udc/Svp) chiede la reintroduzione di tetti massimi e contingenti per l’immigrazione di stranieri. Essa nasce dal fatto che l’Udc ritiene gli stranieri responsabili dell’impoverimento della popolazione, ma anche del traffico e della criminalità. Ora il governo ha tre anni di tempo per trasformare l’indicazione in un provvedimento legislativo. 
Vuol dire che le quote saranno in vigore dal 2017?  
La volontà del popolo è sovrana. Ma l’intera classe dirigente e politica della confederazione elvetica ritiene che il principio della libera circolazione dei cittadini e dei lavoratori sia sacro. Dunque è probabile che governo e parlamento cercheranno una via per aggirare l’obbligo. 
L’immigrazione è un problema davvero per la Svizzera?  
La maggior parte dei cittadini l’ha percepita in questo senso, come reazione alla crisi economica e alla perdita di sicurezza economica, significativa anche in un sistema ricco come quello elvetico. Le cifre della Commissione Ue rivelano che il flusso migratorio non danneggia i sistemi sani, anzi. Nell’Unione europea, fra il 2004 e il 2009, si stima che il Pil delle quindici principali economiche continentali abbia beneficiato di un punto percentuale come risultato della migrazione. 
Dunque la mano d’opera può essere più una soluzione che un problema? 
Non più tardi di un mese fa le camere di commercio tedesche hanno chiesto alla Cancelliera Merkel di non limitare gli accesso di manodopera specializzata, giudicandola necessaria per garantire lo sviluppo e il benessere del paese.
Quali conseguenze sul fronte europeo?  
La svizzera sta attualmente discutendo un nuovo pacchetto di intese bilaterali con l’Ue. Sono accordi importanti, come la partecipazione alle reti energetiche e ai programmi di ricerca, ma anche quella degli studenti ai Erasmus. Questo voto non faciliterà la trattativa. Allo stesso modo, l’introduzione di quote ai lavoratori farebbe cadere la prima intesa sulla libera circolazione siglata con Bruxelles. La quale, essendo legata con una clausola ghigliottina a tutti gli altri protocolli, porterebbe alla fine l’intero sistema di relazioni bilaterali con un evidente rischio di isolamento.

sabato 8 febbraio 2014

Regole per le primarie regionali del 16 febbraio

Pubblico qui le regole previste per le primarie del 16 febbraio, attraverso cui si eleggerà il nuovo segretario del Pd Lombardia. Due i candidati: Alessandro Alfieri, sostenuto sia da Renzi sia da Cuperlo, e Diana De Marchi, sostenuta da Pippo Civati. Il seggio, a Gerenzano, si troverà come al solito presso la sede della cooperativa Scelag (palazzo Fagnani, largo Fagnani 14), e sarà aperto per tutta la mattinata di domenica 16 febbraio, dalle 8 alle 12,30.


mercoledì 5 febbraio 2014

Perché Renzi non deve avere fretta

Si fanno sempre più insistenti le voci che ipotizzano l'esistenza di un fronte politico trasversale che vorrebbe la sostituzione di Letta con Renzi a palazzo Chigi prima della fine di questa legislatura.
A mio paraere, se Renzi accettasse uno schema del genere, si farebbe un autogol clamoroso; nell'attuale Parlamento, infatti, non vi sono i numeri perché il Sindaco di Firenze possa avere una reale indipendenza e un pieno potere decisionale. Rischierebbe così di finire ostaggio di quegli stessi eterogenei gruppetti che spingono perché assuma subito il ruolo di premier.
Perché Renzi possa dispiegare una vera azione riformatrice, deve arrivare a palazzo Chigi sull'onda di un vasto consenso e contando sulla piena legittimazione popolare: lo devono volere lì gli italiani. Se non lo capisce, e si fa allettare dalla prospettiva di una repentina presa del potere, la sua stella rischia di appannarsi prima del tempo.

sabato 1 febbraio 2014

Partito democratico: elezione del nuovo segretario lombardo

Il 16 febbraio avverrà la scelta del nuovo segretario del Partito democratico in Lombardia attraverso il collaudato meccanismo delle primarie. In lizza vi saranno la civatiana Diana De Marchi e il favorito Alessandro Alfieri, che conta sull'appoggio sia dell'area renziana sia di quella cuperliana del Pd.
Riporto qui di seguito le sintetiche biografie dei candidati:

Diana DE MARCHI: 55 anni, nata a Milano da un padre spezzino trapiantato nel capoluogo lombardo e da una madre ebrea turco-rumena, la cui famiglia sfollata a Barletta approdò poi per caso in Lombardia. Laureata in lingue e letterature straniere, insegna tedesco in una scuola milanese. E' consigliera della provincia di Milano e segretaria del circolo Pio La Torre. Nel corso della sua attività politica si è occupata in maniera costante di scuola e di pari opportunità.

Alessandro ALFIERI: 42 anni, varesino, laureato in Economia alla Bocconi, già in servizio per quattro anni presso il Ministero degli Esteri dopo aver vinto il concorso di Diplomazia. Candidato Sindaco per l'Ulivo a Verese nel 2002, è stato responsabile delle Relazioni Internazionali per la Provincia di Milano in coincidenza con la candidatura della città all'Expo 2015. Nel 2010 è stato eletto per la prima volta in Consiglio regionale, dove attualmente ricopre la carica di Capogruppo del Partito democratico. E' coordinatore regionale del partito in Lombardia.