martedì 24 aprile 2018

Il momento del Pd e la strategia politica

Premesso che sono fra coloro che ancora oggi credono al progetto del Pd come partito a vocazione maggioratiria (una prospettiva naturalmente praticabile solo in presenza di una legge elettorale maggioritaria, che tutte le forze politiche - Lega e M5S per primi - hanno fatto di tutto per rigettare), mi chiedo come sia giusto gestire, dal punto di vista democratico, l'attuale momento politico alla luce dello schema proporzionale, in virtù del quale i "vincitori" delle elezioni sono tali solo in senso platonico.
Cosa conviene fare dunque al Pd? Stare all'opposizione sarebbe forse la cosa più semplice e magari anche l'opzione più redditizia dal punto di vista del consenso, soprattutto se, come credo, un asse M5S-Lega (con o senza l'eventuale appoggio esterno di Forza Italia) portasse alla costituzione di un ibrido quasi impresentabile, tra impuntature estremistiche, operazioni demagogiche, amenità diffuse. Certo che, per l'Italia, un Salvini al potere sarebbe una vera e propria iattura.
Sarebbe dunque il caso di addivenire a una alleanza col M5S? Ora, io ho sempre pensato che una allenza convenga farla solo se si ha la possibilità di "dare le carte", o se si può realizzare davvero un accordo paritario con il proprio partner politico: fare la ruota di scorta di un Governo grillino porterebbe alla morte del Pd.
Di conseguenza, le condizioni essenziali per stringere un patto di Governo con il M5S dovrebbero essere: 1) Il reciproco rispetto e il pubblico riconoscimento della valenza politica dell'interlocutore; 2) La condivisione di una base programmatica, a partire dalla possibilità di non rinnegare tutto quanto di buono fatto dal Pd nell'ultima legislatura; 3) La costruzione comune della squadra di Governo sulla base di ragionevoli mediazioni, senza veti e imposizioni.
L'eventuale patto di Governo dovrebbe poi essere sottoposto all'approvazione degli iscritti al Pd (come avvenuto in Germania per la scelta dell'SPD di entrare nel Governo Merkel).
Dato che tutte queste condizioni mi sembrano molto difficili da ottenere, soprattutto visti i tempi giocoforza ristretti della trattativa, penso che lo sbocco più probabile dell'attuale situazione di stallo sia un Governo tecnico con un mandato di scopo della durata di un anno al massimo, con la garanzia del Presidente della Repubblica.